La mobilità intelligente promette più efficacia contro il traffico

La conferenza Intelligent Mobility descriverà sistemi di riduzione del traffico fino al 30%: vediamo quale approccio permetterà questi risultati

17 giugno 2015 - 19:36

Sono tanti i benefici che deriverebbero da una riduzione del traffico: risparmio di denaro, tempo e arrabbiature, diminuzione dell'inquinamento e degli sprechi e molto altro ancora. È per questo che al tema e ai nuovi modelli di business per la mobilità sarà dedicato l'evento “Intelligent Mobility” di Frost & Sullivan, che si terrà a Londra l'1 e 2 luglio 2015.

LA LOTTA AL TRAFFICO RIGUARDA TUTTI – Gli ingorghi della circolazione sono “brutte bestie” e l'azione per contrastarli dev'essere il frutto di uno sforzo comune delle varie forze in campo. Si interessano infatti al tema le autorithy dei trasporti (che riaffermano gli obiettivi di riduzione delle emissioni e spingono per la creazione di sistemi di trasporti più sicuri) mentre le case produttrici proseguono nello sviluppo di veicoli più ecologici e sicuri. Frost & Sullivan, una nota società di ricerche e consulenza, vuole fare il punto della situazione e, in una tavola rotonda dedicata ai nuovi modelli di business per la mobilità, cercherà di gettare un ponte che possa unire i diversi soggetti coinvolti in questa tematica. L'idea è predisporre una tabella di marcia condivisa che possa ridurre la congestione del traffico fino al 30%, diminuire le emissioni di Carbonio del 10 % e ottimizzare la velocità di percorrenza fino al 60%.

OLTRE IL CAR SHARING – Sarwant Singh, Senior Partner e Global Practice Director di Frost & Sullivan ha evidenziato che “Il problema principale ancora da affrontare è il numero sempre crescente di veicoli che percorrono strade che sono state costruite per un traffico molto minore di quello attuale. Due soluzioni studiate per ridurre la congestione del traffico sono il ride sharing e il car pooling. La prima si porta dietro l'idea che ogni auto condivisa può toglierne sette dalla strada ma un'analisi degli effettivi risultati evidenzia che essa agisce principalmente nell'attenuare l'esigenza di possedere un'automobile propria. Nelle ore più congestionate si continua ad osservare lo stesso numero di veicoli in circolazione sulle strade, dato che il car sharing è usato da utenti diversi che però spesso viaggiano da soli nel veicolo. Il ride sharing, invece, riunendo diversi pendolari che percorrono la stessa strada permette di utilizzare un solo veicolo invece di tre o quattro: questo combatte effettivamente il problema del traffico congestionato”.

FAR PARLARE I TEAM, NON SOLO I VEICOLI – Si è inoltre osservato come la maggior parte delle case produttrici si sia effettivamente dotata di gruppi di lavoro dedicati a settori quali l'automazione dei veicoli, la guida cooperativa (comunicazione V2X, ossia verso altri veicoli, le infrastrutture e così via) e i servizi per la mobilità ma spesso ogni team lavora alla propria soluzione senza unire gli sforzi. La mobilità intelligente è un approccio che invece punta all'integrazione di queste squadre per arrivare ad una sintesi dei singoli sforzi in modo che il traffico venga combattuto con un approccio olistico. L'azione combinata dei soggetti interessati potrebbe portare a benefici “trasversali” e risultati in tutti i settori coinvolti, invece di ottimizzare un solo obiettivo a scapito di altri. Concentrando gli sforzi si potrebbe, per esempio, ridurre le collisioni dal 15% al 33% attraverso la gestione degli incidenti, con un altro 10% di decremento raggiungibile tramite sistemi di prevenzione avanzata. Perfezionare le piattaforme di ride sharing e car sharing può ridurre i costi globali di 5,6 miliardi di dollari all'anno mentre un aumento della velocità media di percorrenza (cosa che fa lavorare i veicoli in condizioni di maggiore efficienza) potrebbe ridurre del 10-15% le emissioni di CO2. Fra le tecniche utilizzate per coinvolgere gli utenti della strada in questi cambiamenti si possono citare Crowd-sourcing, Gamification (l'uso di meccanismi ludici per coinvolgere le persone nelle attività di un sito o di un servizio) e Social Networking.

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