Il governo italiano è pronto ad “investire” 100 milioni in Lamborghini?

Il SUV Lamborghini non è stato confermato, ma l'Italia è pronta ad investire nel progetto pur di costruirlo in casa. E il Web dà i numeri

6 maggio 2015 - 10:00

Si farà, non si farà? Il destino della Lamborghini Urus, il primo SUV in assoluto del marchio di Sant'Agata Bolognese, è incerto quanto l'economia europea odierna. Ma in questi istanti le carte in tavola potrebbero cambiare. Arriva un segnale da parte del governo, un segnale molto positivo. Sì visto che lo Stato italiano sarebbe pronto ad offrire interessanti incentivi al brand con il Toro affinché il crossover di lusso top di gamma venga prodotto solo ed esclusivamente nel bel paese. Nelle ultime ore sono circolate voci e smentite a tutto campo, quindi abbiamo deciso di chiedere chiarimenti al Ministero dello Sviluppo Economico che ha confermato solo in parte i proclami battuti in pompa magna sul web.

IL MADE IN ITALY PRIMA DI TUTTO – Secondo un report affidabile proveniente dai nostri colleghi americani di Bloomberg, il Governo Renzi sarebbe pronto a sbloccare un enorme investimento equivalente a ben 100 milioni di euro, ma non in contanti. Inutile spiegare il perché vista e considerata la situazione finanziaria che sta affrontando il nostro paese attualmente. Ma se non si tratta di soldi, cosa rappresentano questi milioni di euro? Al momento si parla esenzioni di tasse e altri incentivi derivativi. In cambio di questa “flessibilità” da parte del governo, Lamborghini dovrà cercare di assumere 300 nuovi impiegati per la produzione del nuovo veicolo in gamma del Toro.

NOTIZIE UFFICIALI DAL MISE – L'ufficio Stampa del MISE interpellato da SicurAUTO.it ha chiarito che: “Il governo e la regione Emilia Romagna hanno messo in campo tutti gli strumenti attualmente in vigore (fondi regionali per la formazione, agevolazioni fiscali per la ricerca e lo sviluppo, ACE, patent box , contratti di programma, fondi europei  ecc.) per convincere la Lamborghini ad effettuare gli investimenti previsti per la costruzione del suv Urus in Italia anziché a Bratislava. La decisione finale sull'investimento spetta agli azionisti tedeschi della società.” Quindi è ancora presto per esultare, come non è confermata nemmeno l'entità dei benefici di 100 milioni di euro che molte testate danno per certa, infatti l'Ufficio Stampa del MISE precisa che: “Le trattative sono ancora aperte, per cui il calcolo delle possibili agevolazioni è ancora in discussione”.

UN MODELLO MAI VISTO PRIMA – La Lamborghini Urus (nell'immagine in alto) è stato un concept crossover presentato nel 2012 in occasione del Salone di Pechino. Il prototipo italiano era stato poi esposto nello stand Lamborghini del Salone di New York poco dopo il suo debutto cinese, per seguire poi con una presentazione, sempre negli Stati Uniti, l'estate seguente in presenza dell'amministratore delegato del brand, Stephan Winkelmann. Winkelmann ha affermato che lo spirito Lamborghini ci sarà tutto, così come la grinta (sperando che non raggiunga folli velocità – vista la sua stazza – in modo da evitare spiacevoli incidenti come quello recente della Lamborghini in autostrada a 300 km/h). Da quel momento in poi, Lamborghini ha cercato in tutti i modi di convincere i piani alti di Audi e Volkswagen, a cui il marchio italiano appartiene. Per il momento i tedeschi non hanno ancora preso la decisione definitiva, non volendo agire troppo di fretta per evitare un investimento troppo affrettato che si potrebbe magari rivelare, in fin dei conti, azzardato.

NUOVI SUV DI LUSSO CRESCONO – La decisione definitiva dovrebbe arrivare nel corso del mese di giugno 2015 per Lamborghini e gli incentivi concessi dal governo dovrebbe proprio fare al caso del gruppo Volkswagen sul quale Lamborghini si appoggia. Ma mentre i termini parlano dell'assemblaggio finale effettuato in Italia, gran parte del lavoro e degli elementi dovrebbero essere allestiti nello stesso stabilimento in cui verranno prodotti altri crossover di lusso come le future Volkswagen Touareg, Audi Q7 e Porsche Cayenne, vale a dire a Bratislava (Slovacchia). Bentley dovrebbe intraprendere la stessa filosofia per il suo primo crossover Bentayga: l'assemblaggio finale verrà realizzato nel Regno Unito, ma il resto dell'auto verrà curato nel paese dell'Europa centrale. In fin dei conti, cosa avrà questo SUV Lamborghini di italiano, eccetto l'assemblaggio dell'auto effettuato da operai del posto? Speriamo il motore, sempre che – eccetto una variante ibrida con propulsore benzina-elettrico – non si tratti di un diesel di derivazione Volkswagen, più consono alla mole di un SUV.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Auto usate: gli italiani preferiscono ancora le diesel

Pneumatici nuovi: emettono idrocarburi per 3.000 km

Incidenti stradali in Europa: 6 mila bambini, le vittime in 10 anni