Contributo PFU 2018: quanto costa smaltire le gomme e come farlo

Un procedimento spesso dato per scontato, ma come avviene e, soprattutto, quanto costa smaltire gli pneumatici della nostra auto? Scopriamolo insieme

25 gennaio 2018 - 10:43

Con la stagione invernale verso la fine, si torna a parlare di pneumatici, visto che a breve si torneranno a montare i treni estivi riponendo negli “scaffali” le gomme invernali. Per alcuni sarà il momento giusto per sostituire le proprie gomme –  a meno che non abbiate scelto le Yokohama BluEarth-Van, qui il nostro focus -, e che voi andiate dal vostro gommista di fiducia o compriate le gomme su siti specializzati lo smaltimento è una questione che riguarda tutti i fornitori. Ma allora, come smaltire i propri penumatici usati? Una questione che non riguarda solo le gomme vecchie, ma anche quelle danneggiate e quelle “abbandonate” nei nostri garage. Al problema, la soluzione si chiama PFU, e riguarda ben quattro comitati per il trattamento di pneumatici fuori uso, nato per raccogliere le gomme vecchie o danneggiate e smaltirle nel modo più ecologico possibile. Scopriamo come funziona.

DAL 2011 TUTELATO DALLA LEGGE Vi siete mai chiesti quanti sono gli pneumatici da smaltire ogni anno in Italia? Circa 380.000 tonnellate, di gomme non riparabili e impossibili da riutilizzare anche in altri mercati, e quindi da inserire direttamente nei rifiuti da smaltire. In questo senso grande novità è arrivata nel 2011, infatti da novembre di quell'anno, lo smaltimento delle gomme è un costo anticipato sull'acquisto del nuovo treno di pneumatici. Una procedura regolarizzata da una legge – Decreto Ministeriale Nr.82 dell'11 Aprile 2011 – e che ha reso obbligatorio per chi vende gli pneumatici farlo pagare, visto che va a coprire lo smaltimento futuro delle gomme acquistate oggi. Il PFU rientra quindi in quelle mosse, volute dalla legge, per rendere più ecologico e sicuro lo smaltimento delle gomme, ed ecco tutte le tariffe aggiornate al 2018.

DALL'ACQUISTO ALLO SMALTIMENTO Una procedura che si articola in 4 fasi. La prima vede l'acquisto, da parte di grossisti e gommisti, degli pneumatici direttamente dalle Case, sul quale viene aggiunto il costo per il finanziamento del PFU al consorzio scelto per lo smaltimento delle proprie gomme – sono 4 i principali consorzi. A questo punto il consorzio, grazie al PFU, prenderà l'incarico di ritirare gratuitamente gli pneumatici da smaltire ritirandoli direttamente dai gommisti. In che modo i gommisti rientrano della “spesa” iniziale del PFU? Al momento dell'acquisto sarà il cliente a pagarlo, con una somma che può oscillare di pochi centesimi a seconda del consorzio. Avete acquistato le nuove gomme on line? Non preoccupatevi, come nell'acquisto in negozio avrete già versato la quota per PFU, per questo il gommista scelto per la sostituzione del vostro treno sarà tenuto a smaltire i vostri pneumatici – o almeno siate sicuri di averlo pagato, visto che alcuni siti lo omettono, qui il nostro approfondimento.

QUANTO COSTA? Capitolo costi. A prescindere dal consorzio scelto, i fattori che incidono sui costi di smaltimento sono principalmente 2, ovvero la classe del veicolo – A, B, C, D – e il peso. Come vi dicevamo qualche riga più su, sono 4 i principali consorzi incaricati al ritiro e allo smaltimento delle gomme: Ecopneus, EcoTyre, Greentire e Ges.Tyre. Andando ad analizzare i prezzi per la categoria B di veicoli –  autovetture, SUV e relativi rimorchi – il costo dello smaltimento è intorno ai 2,50 Euro – tutti i prezzi relativi al 2018 sono comunque disponibili al download in allegato a questo articolo. Una cifra esigua, che garantisce un servizio molto utile per tutta la società. Gli pneumatici infatti sono scarsamente biodegradabili, e qualora non venissero smaltiti nel modo corretto potrebbero causare grossi problemi e rischi, per l'ambiente e per la nostra salute.

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