Consumi auto: Fiat e Volkswagen citati in tribunale

I consumi di carburante reali "sono più alti di quelli dichiarati": Altroconsumo avvia una class action contro Fiat e VW

25 febbraio 2015 - 11:00

Le Case barano sui consumi delle auto: è risaputo. Ora, Altroconsumo deposita gli atti di citazione in tribunale contro Fiat e Volkswagen. L'organizzazione promuove per la prima volta in Italia e in Europa una class action per il risarcimento dei danni per pratica commerciale scorretta: aver dichiarato consumi inferiori a quelli emersi dalle prove previste a livello europeo e i cui risultati devono essere indicati dai produttori ai consumatori (sia sui libretti sia nella pubblicità) per consentire una scelta informata.

IN BASE AL CODICE DEL CONSUMO – La citazione di Fiat è presso il Tribunale di Torino, quella di Volkswagen presso il Tribunale di Venezia. Altroconsumo concretizza quanto disposto dall'articolo 140 bis, primo comma, del Codice del consumo. Il parametro dei consumi dichiarati è tra gli elementi decisivi per scegliere un'auto invece che un'altra. L'aver comprato un'auto che si presentava con determinate caratteristiche, di cui invece era priva, rappresenta per i consumatori un danno patrimoniale ingiusto, per i maggiori costi di gestione. Altroconsumo chiede che Fiat e Volkswagen siano condannate al risarcimento dei danni patiti dai consumatori proprietari di Panda e Golf. Aderire alla class action Altroconsumo è gratis: consultare il form online o telefonare al numero verde 800 19 89 07.

NESSUN TRUCCO NEI TEST DI LABORATORIO – Il test ha messo sotto la lente quelle variabili di prova su cui la norma sarebbe più permissiva consentendo ai Costruttori auto di ottenere consumi ufficiali più bassi. Come ci ha spiegato Altroconsumo, però, durante il test di laboratorio le auto sono state testate così come le utilizzerebbe il consumatore. Quindi non è stata nastrata la carrozzeria per ridurre gli attriti aerodinamici, non è stato scollegato l'alternatore dal motore, insomma, nessuno dei trucchi utilizzati dalle Case auto per abbassare i consumi. “L'unica eccezione riguarda la disattivazione del controllo di trazione per la prova su banco a rulli”. Inoltre, i dati registrati del consumo durante i periodi di rigenerazione del filtro antiparticolato, sono stati tagliati fuori dalle valutazioni, per avere un quadro indicativo del consumo più vicino a quello che potrebbe essere il dato ideale dichiarato dalle Case. I risultati dei test realizzati tra il marzo e il luglio del 2014, commissionati da Altroconsumo al laboratorio specializzato per verificare compatibilità tra risultati ottenuti e quelli diffusi ai consumatori dalle due società auto “non hanno lasciato dubbi”, dice l'associazione nonostante i parametri utilizzati fossero nell'ambito dei margini di tolleranza consentiti dalla disciplina europea.

CONSUMI PIU' ALTI FINO AL 25% – Per la Panda con motorizzazione 1.2 benzina, 51 KW, stando alla carta di circolazione e alla comunicazione pubblicitaria della Fiat, l'auto avrebbe consumi pari in media a 5,2 litri per ogni 100 km; i consumi più bassi (riscontrati con le condizioni di consumo più basse) rilevati nel corso delle prove eseguite da Altroconsumo in laboratorio sono pari in media a 6,11 litri ogni 100 km con una differenza nettamente superiore al coefficiente massimo di variazione (pari al 7%) rilevabile attraverso l'applicazione flessibile dei parametri previsti dalla legge; la differenza tra valori dichiarati e valori misurati in laboratorio è risultata, infatti, in media del 20-25%. Per la Golf 1.6 TDI BM 77 KW, stando alla carta di circolazione e alla comunicazione pubblicitaria della Volkswagen l'auto avrebbe consumi pari in media a 3,8 litri per ogni 100 km; i consumi più bassi (riscontrati con le condizioni di consumo più basse) rilevati nel corso delle prove eseguite da Altroconsumo in laboratorio sono pari in media a 5,83 litri ogni 100 km con una differenza nettamente superiore al coefficiente massimo di variazione (pari al 3,7%) rilevabile attraverso l'applicazione flessibile dei parametri previsti dalla legge; la differenza tra valori dichiarati e valori misurati in laboratorio è risultata, infatti, in media del 50%.

RISULTATI BUGIARDI – Altroconsumo aveva diffidato Fiat e Volkswagen nel settembre 2014 affinché “cessassero immediatamente la pratica commerciale scorretta e ingannevole di diffondere sia nell'attività d'informazione e di promozione dati ufficiali su emissioni e consumi inferiori a quelli rilevabili utilizzando metodi e parametri conformi alla normativa vigente”. Fiat e Volkswagen hanno cercato di bloccare l'azione diffidando a loro volta Altroconsumo dal diffondere ulteriormente notizie, valutazioni ed apprezzamenti su questo dossier che lederebbe la loro immagine.

UNA PRESA IN GIRO – L'abitudine delle società automobilistiche (tutte, per esempio pure Hyundai e Kia) di sfruttare i margini di tolleranza previsti dalla norma tecnica, attualmente in vigore in tutta Europa, per ottenere in sede di omologazione misurazioni di consumi assai più lusinghieri di quelli effettivi in un utilizzo normale è stato confermato nel novembre 2014 dall'indagine svolta dell'Istituto di ricerca inglese “Emissions Analytics” secondo cui i consumi dichiarati dai costruttori di autovetture sono in media del 18% inferiori rispetto a quelli reali, con differenze che si attestano intorno al 36% nel caso di autovetture di piccola cilindrata. È un argomento scomodo per le Case automobilistiche ma ancor più per gli enti preposti alla omologazione dei veicoli a motore. Non a caso, il problema è stato scarsamente approfondito o del tutto ignorato dai media, troppo preoccupati a tutelare il proprio orticello, specie in momenti di crisi profonda come l'attuale. La conseguenza di tutto ciò è una voluta disinformazione degli automobilisti che, esasperati dai continui rincari dei carburanti, ottengono consumi reali lontani anni luce dai mirabolanti risultati dichiarati dalle Case. Stiamo parlando dei metodi di rilevamento dei consumi (e di conseguenza delle emissioni) adottati in sede di omologazione, che prevedono condizioni talmente ideali e lontane dalla realtà pratica da sfociare nell'inganno e nella presa in giro. Rispetto al passato, il quadro è nettamente peggiorato poiché è stato soppresso, guarda caso, il rilevamento più realistico e verificabile dagli utenti, a 90 e 120 Km/h costanti, previsto per il ciclo extraurbano dalla precedente Direttiva 80/1268/CE, sostituita dalla successiva 1999/100 CE e dalla attuale 2004/3 CE. Fino al 2000, per il ciclo urbano era prevista una fase iniziale di riscaldamento al minimo di 40 sec, eliminata nella attuale normativa NEDC (New European Driving Cycle). Si attende il nuovo ciclo WLTP, forse nel 2017. Vedremo se questa class action sarà efficace. Creerà un precedente? Si spera di sì, anche se quella dei consumi auto truccati sembra una battaglia persa in partenza.

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