Comandi vocali o gestuali? Nel prossimo futuro lavoreranno insieme

I comandi vocali saranno sostituiti da quelli a gesti? La tendenza dei Costruttori auto sembrerebbe opposta: vediamo quali sono i dubbi e le criticità

25 marzo 2019 - 13:05

Ci sono innovazioni tecnologiche che più di altre cambiano il modo di guidare e alzano il livello della sicurezza. I comandi vocali di prima generazione, introdotti a partire dagli anni Novanta non rientravano in questa classifica, a causa della complessità del loro utilizzo. Offrivano, è vero, la possibilità di effettuare una serie di regolazione di servizi senza togliere le mani dal volante, ma il loro funzionamento era piuttosto complesso e il livello di aiuto all’automobilista molto limitato. Le prime applicazioni prevedevano un comando per attivare il dispositivo, oltre a una serie di comandi ben codificati per ottenere le regolazioni desiderate, quindi l’esatto opposto della semplicità necessaria per ottenere la sicurezza desiderata. Così, invece di evitare le distrazioni, i comandi vocali le generavano. A modificarne le logiche di funzionamento è stato l’avvento degli smartphone, pronti a ricevere richieste di ogni genere semplicemente con un richiamo codificato che apre la strada alle varie funzioni. La rivoluzione introdotta è paragonabile a quella che ha portato al passaggio dai computer con sistema operativo DOS ai primi Mac con mouse e icone.

LINGUE E DIALETTI NON SONO PIU’ UN OSTACOLO

Mettersi oggi alla guida di un’auto dotata di comandi vocali e interconnessa con il telefono del proprietario del veicolo è un’esperienza che introduce in un mondo che solo pochi anni fa era quello classico dei film di fantascienza. Le voci metalliche del passato sono un ricordo lontano, hanno lasciato il posto ad assistenti virtuali che parlano più lingue, fino a 30, con la possibilità di scegliere tra oltre cinquanta tonalità di diverse voci femminili e maschili. Ma l’aspetto più interessante è rappresentato dal fatto che il sistema di riconoscimento vocale sia diventato più intelligente, in grado di comprendere frasi e modi di dire di vari Paesi, anche in presenza di forti accenti e inflessioni dialettali. In linea di massima è possibile utilizzare la voce invece di agire sui classici comandi in plancia per una serie di servizi, che vanno dalla ricezione o dalla composizione dei numeri di una chiamata alla lettura dei messaggi, fino alla gestione dell’agenda elettronica.

NON SOLO RADIO, MA ANCHE..

Tuttavia oltre a queste azioni, alle quali si aggiunge la gestione dello stereo e delle colonne sonore di un viaggio, si sommano regolazioni più strettamente legate alla guida, come la gestione del climatizzatore, dei tergicristalli o dei fari, la regolazione del sedile e, naturalmente, l’impostazione del navigatore. A quest’ultimo proposito bisogna precisare che l’inserimento di un indirizzo risulta decisamente più rapida e semplice rispetto alla classica digitazione attraverso i vari menu, soprattutto se si viaggia a bordo di un veicolo che non si conosce. Sui modelli con i sistemi operativi più evoluti è quindi sufficiente dire: «portami a vedere la Sirenetta a Copenhagen» per iniziare il viaggio senza la necessità di doversi preoccupare di impostare la nazione e senza conoscere l’indirizzo preciso.

I DUBBI SULLA SICUREZZA DEI COMANDI GESTUALI

A queste condizioni, quindi senza la complicazione di dover formulare un comando codificato, i dispositivi vocali rappresentano un tangibile aiuto alla guida, anche se non mancano studi che tendono a dimostrare l’esatto contrario. Un istituto texano ha infatti rilevato che i tempi di reazione, rilevati su 43 guidatori, risultano più lenti utilizzando i comandi vocali, rispetto alle stesse operazioni effettuate in modalità manuale. Se la voce è ormai un elemento consolidato di supporto alla guida, alcuni costruttori hanno avviato lo sviluppo di nuove tecnologie che possono rivelarsi alternative o complementari per la gestione dei vari servizi, non solo di infotainment. Il primo passo sono i comandi gestuali, una soluzione della quale si parla da circa una decina d’anni, che è già una realtà su alcuni modelli tedeschi, in particolare BMW.

COME FUNZIONANO I COMANDI GESTUALI?

Il sistema si basa su una telecamera 3D connessa a una serie di sensori, in grado di leggere i movimenti della mano, con un algoritmo in costante evoluzione in grado di leggere e interpretare i movimenti della mano davanti alla console centrale. Ai gesti più semplici, come la rotazione del dito per aumentare o abbassare il volume della radio o del GPS, o lo spostamento laterale per cambiare stazione radio oppure cambiare la schermata del menu, si possono aggiungere comandi più complessi, come il comando degli alzacristalli. Rispetto ai comandi vocali, adattati con il tempo alle varie esigenze di popoli con culture e abitudini differenti, quelli gestuali devono naturalmente fare i conti con movimenti involontari, che possono modificare le scelte e distrarre dalla guida. Un inconveniente che può risultare più frequente a bordo delle auto guidate da italiani, abituati a gesticolare mentre parlano. Ma l’autoapprendimento del sistema operativo ha anche l’obiettivo di insegnare al dispositivo come riconoscere i movimenti realmente rivolti alla modifica delle impostazioni.

VOCE E GESTI DA USARE INDIFFERENTEMENTE?

L’orientamento dei costruttori di auto si è diviso in questi anni sulle due tipologie di soluzione, con un naturale maggiore sviluppo di quelli vocali, grazie anche al fatto che i sistemi operativi di telefonia mobile si sono notevolmente evoluti in tempi molto brevi ampliando e semplificando il campo operativo. Un freno alla diffusione può essere rappresentato dal fatto che la gestualità impone comunque di togliere le mani dal volante durante la guida, anche se per un tempo inferiore e con spostamenti meno accentuati rispetto a quelli necessari per azionare pulsanti e manopole su plancia e cruscotto. La tendenza più recente va comunque nella direzione di un’integrazione tra le due tecnologie, alla ricerca di un quasi totale annullamento delle possibilità di distrazione.

COMANDI GESTUALI PIU’ SOFISTICATI

L’attuale gestione dei comandi gestuali rilevati nella zona della console centrale rappresenta infatti solo il primo passo di una tecnologia dalle potenzialità più ampie. All’ultimo Mobile World Congress di Barcellona BMW ha infatti mostrato quella che è la versione 2.0, con una telecamera a infrarossi in grado di rilevare movimenti di mani e dita in tutta l’area dell’abitacolo. In questo modo diventerà possibile combinare i comandi vocali con le più avanzate tecnologie del controllo gestuale e del riconoscimento facciale, in modo da assicurare una totale multi-modalità. In sostanza, l’obiettivo è quello di rendere del tutto naturale la guida, con la possibilità di utilizzare indifferentemente voce o gesti, in base a ciò che risulta più pratico e semplice in una determinata situazione, senza spostare troppo le mani dal volante ed evitando di raggiungere i comandi classici, ottenendo in questo modo una maggiore concentrazione durante la guida in ogni condizione.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Scatola nera: per gli sconti obbligatori mancano da due anni i decreti attuativi

Toyota studia l’interazione della guida autonoma con i pedoni in Europa

Guida autonoma: l’80% dei conducenti non è pronto ad usarla