Carburanti alternativi: arriva il decreto che manderà in pensione la benzina

Pronto il decreto che facilita i carburanti alternativi: fra idrogeno, GPL e colonnine di ricarica la benzina avrà vita dura

20 settembre 2016 - 17:15

I fan dell'ambiente (dovremmo esserlo un po' tutti perché anche noi siamo inseriti in un ambiente, che è quello che ci permette di vivere) hanno di che rallegrarsi: l'Italia si prepara a recepire una normativa europea che facilita la creazione delle reti per la distribuzione dei carburanti alternativi. Il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato, in esame preliminare, il decreto legislativo che fissa nuove norme che facilitano la creazione dell'infrastruttura per distribuire i combustibili alternativi. Leggendo le 25 pagine del testo si scoprono, in effetti, molte cose interessanti.

I PERCHÉ DI QUESTO DECRETO Le motivazioni che hanno spinto alla formulazione di questa proposta sono esposte sin da subito, nell'Articolo 1: “Al fine di ridurre la dipendenza dal petrolio e attenuare l'impatto ambientale nel settore dei trasporti, il presente decreto stabilisce requisiti minimi per la costruzione di infrastrutture per i combustibili alternativi, inclusi i punti di ricarica per i veicoli elettrici e i punti di rifornimento di gas naturale, liquefatto e compresso, idrogeno e gas di petrolio liquefatto”. A seguire si definiscono, in un linguaggio un po' burocratico, i concetti di combustibile alternativo, nei quali rientrano, oltre a quelli elencati poco più sopra, anche i biocarburanti e quelli sintetici. Si specificano poi i veicoli elettrici, i punti di rifornimento e le stazioni di ricarica, classificate in base alla potenza.

ORIZZONTE 2020 E OLTRE Segue poi la descrizione del “Quadro Strategico Nazionale per lo sviluppo del mercato dei combustibili alternativi nel settore dei trasporti e la realizzazione della relativa infrastruttura”, gli obiettivi che si prefigge e l'indicazione delle relative misure a sostegno, che prevedono la semplificazione delle procedure amministrative e attività di promozione, sia della diffusione dei combustibili alternativi sia della realizzazione dell'infrastruttura per i combustibili alternativi nei servizi di trasporto pubblico. Interessante è il punto nel quale si prescrive che “la ricarica delle elettriche nei punti di ricarica accessibili al pubblico, ove tecnicamente possibile ed economicamente ragionevole, si avvale di sistemi di misurazione intelligenti anche per contribuire alla stabilità della rete elettrica, ricaricando le batterie in periodi di domanda generale di elettricità ridotta”. Si tiene quindi conto degli sviluppi delle Smart Grid e delle batterie delle elettriche inserite nella rete delle città (leggi come la Nissan Leaf che alimenterà gli appartamenti) e si indica esplicitamente che devono essere “abilitate modalità di pagamento che permettono a tutti gli utilizzatori di veicoli elettrici di usufruire del servizio di ricarica”: come verranno considerate le stazioni Supercharger, destinate solo alle Tesla? (leggi come Musk ha un piano segreto per far soldi non solo con le auto). Leggiamo poi che “entro il 31 dicembre 2020, è realizzato un numero adeguato di punti di ricarica accessibili al pubblico” mentre “entro il 31 dicembre 2025, è realizzato un numero adeguato di punti di rifornimento per l'idrogeno accessibili al pubblico, da sviluppare gradualmente, tenendo conto della domanda attuale e del suo sviluppo a breve termine; essi saranno a disposizione anche dei veicoli a fuel cell” (leggi come la produzione presso i distributori potrebbe risolvere i problemi di trasporto dell'idrogeno).

IL METANO E IL GPL Il metano, compresso o liquefatto che sia, e il GPL sono citati con esplicito riferimento anche al trasporto pesante e alle imbarcazioni, da diporto o commerciali, alimentate a gas: allo scopo “entro il 31 dicembre 2025 nei porti marittimi è realizzato un numero adeguato di punti di rifornimento per il GNL e entro il 31 dicembre 2030, nei porti della navigazione interna è realizzato un numero adeguato di punti di rifornimento per il GNL”. Simili prescrizioni sono poi indicate per le reti di distribuzione del GNL per i veicoli pesanti, come il camion ibrido di Nikola Motor, mentre è previsto anche il potenziamento delle reti di distribuzione del GNC (Gas Naturale Compresso) nelle zone nelle quali essa è carente, soprattutto nelle città e nelle zone molto popolate. Nel documento è poi prescritto che gli Enti territoriali, con propri provvedimenti, consentano nelle aree a traffico limitato la circolazione dei veicoli alimentati a combustibili alternativi (elettrici, a idrogeno, a gas naturale liquefatto o compresso e a gas di petrolio liquefatto), escludendoli dai blocchi anche temporanei della circolazione. Questa norma ha riscosso il plauso del consorzio Ecogas, che ha rilanciato presentando al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare la proposta di un'esenzione pluriennale dal pagamento della tassa automobilistica per i veicoli più ecologici e l'allargamento a tutti i combustibili alternativi dell'obbligo, per le flotte pubbliche, di dotarsi di una quota del 25% di mezzi a basso impatto ambientale.

INFORMATI E SOSTENIBILI Non mancano poi informazioni dedicate ai consumatori: “Al fine di contribuire alla consapevolezza dei consumatori e alla trasparenza dei prezzi, sul sito dell'Osservatorio prezzi carburanti del Ministero dello sviluppo economico sono fornite informazioni sui fattori di equivalenza dei combustibili alternativi e sono pubblicati in formato aperto i raffronti tra i prezzi unitari medi dei diversi carburanti”. Si stabilisce anche la creazione di chiari e facilmente interpretabili sistema di codifica e rappresentazione grafica, da apporre sia nei distributori sia nelle automobili e nei loro manuali d'uso, per consentire l'individuazione univoca dei vari carburanti e della loro compatibilità con i veicoli; la norma si applica ai veicoli immessi sul mercato dopo il 18 novembre 2016.

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