Auto elettriche: dal 2019 ogni casa dovrà avere una colonnina

L'Unione Europea vuole accelerare la realizzazione delle infrastrutture di ricarica per favorire il tanto agognato boom delle auto elettriche

12 ottobre 2016 - 9:00

Uno degli ostacoli allo sviluppo e alla diffusione dell'auto elettrica è la carenza di infrastrutture per la ricarica; la ridotta autonomia, paragonata a quella delle automobili con motore termico, rende titubanti ancora molti utenti, i quali si pongono il problema di dove ricaricare le batterie quando queste sono prossime ad esaurirsi. A cambiare questo stato di cose vuol provvedere una direttiva UE la quale prevede che ogni abitazione di nuova costruzione, o ristrutturata, dovrà essere dotata di una colonnina di ricarica per le auto elettriche.

L'EDILIZIA A SUPPORTO DELLA MOBILITA' ECOSOSTENIBILE A partire dal 2019 chi costruirà una nuova abitazione o si accingerà a ristrutturarne una, dovrà arricchire il progetto con un punto di ricarica per le automobili a trazione elettrica. Questo è quanto prevede una direttiva dell'Unione Europea, ancora allo stadio progettuale, pensata per realizzare le infrastrutture indispensabili al tanto agognato boom della mobilità elettrica (Sapevi che Nissan vuole realizzare una stazione di ricarica ogni 80 km?). Gli investimenti da parte di compagnie private per la realizzazione di stazioni di ricarica sono esigui, ma è il classico cane che si morde la coda: fin quando il mercato delle auto elettriche rimane in una nicchia ristretta gli investitori non ne sono attratti, ma senza infrastrutture il mercato non decolla.

DAL 2023 PARCHEGGI ATTREZZATI PER LE ELETTRICHE Entro la fine dell'anno la UE varerà una ulteriore norma a supporto dello sviluppo della mobilità elettrica. A partire dal 2023 tutte le aree di parcheggio dei nuovi edifici dovranno prevedere almeno un 10% di posti auto dotati di un punto di ricarica. Queste iniziative comunitarie non potranno che favorire gli intenti di nazioni come Olanda e Norvegia, le quali già da tempo programmano di bandire del tutto la circolazione di veicoli equipaggiati con motorizzazioni diesel e benzina e di incentivare la proliferazione di quelli a trazione elettrica (Scopri qui i piani ambientalisti di Norvegia e Paesi Bassi). Entusiasta delle iniziative è il direttore vendite e marketing per i veicoli elettrici Renault Guillaume Berthier: “Questo tipo di stimolo del mercato non è solo positivo, è obbligatorio se vogliamo vedere un massiccio lancio di veicoli elettrici in un prossimo futuro. La questione di come si ricarica l'auto quando si vive in un appartamento all'interno di una città è molto importante”.

SECONDA VITA INTELLIGENTE PER LE BATTERIE Le implicazioni positive dell'addensamento di infrastrutture per la ricarica nelle città europee comprendono anche la futuristica visione di automobili che alimentano le reti elettriche cittadine “Smart Grid” (Anche Toyota pensa di alimentare a idrogeno le Smart Grid); si pensa inoltre a come sfruttare le batterie dismesse dalle auto elettriche, non più efficienti per la trazione ma ancora in grado di accumulare energia. Queste potrebbero essere ricaricate da fonti alternative (fotovoltaico ed eolico ad esempio) e alimentare abitazioni o supportare le reti urbane in caso di necessità. In questo quadro promettente ci chiediamo se e quando il nostro Paese recepirà le future direttive UE e sarà in grado di attuarle.

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