
Ultimi aggiornamenti sulla revisione auto: alle viste c'è un nuovo aumento della tariffa ministeriale che porterebbe l'importo a quasi 90 euro
L’ultimo aumento della tariffa ministeriale della revisione auto c’è stato alla fine del 2021 ma già si parla di un nuovo rincaro. Tra gli emendamenti alla legge di conversione del decreto Milleproroghe, attualmente in discussione al Senato in vista dell’approvazione a fine febbraio, ce n’è infatti uno che propone di aumentare la tariffa della revisione nei centri autorizzati di 9,18 euro + Iva, portando l’importo complessivo a poco meno di 90 euro contro gli attuali 78,75. Tuttavia il rincaro scatterebbe solo l’anno prossimo.
REVISIONE AUTO: POSSIBILE AUMENTO NEL 2026?
Fino al 31 ottobre 2021 la tariffa ministeriale fissa per effettuare la revisione auto nelle officine autorizzate era di 66,88 euro. Occorre dire che quell’importo era fermo da parecchi anni e quindi ci stava un aumento, stabilito in 9,95 euro + Iva che aveva portato la tariffa a 78,75 euro (decimale più, decimale meno), peraltro mitigato dalla possibilità di usufruire del Bonus revisione.
Adesso però si riparte a stretto giro di posta con un ulteriore rincaro di 9,18 euro + Iva che dovrebbe portare il costo della revisione periodica a poco meno di 90 euro. L’emendamento al Milleproroghe a firma dei senatori Rosso e Ternullo di Forza Italia prevede infatti di modificare la tariffa “aumentandola di un importo pari a euro 9,18“, chiedendo nel contempo di sospendere l’adeguamento “fino al 31 dicembre 2025“. L’aumento della revisione auto scatterebbe quindi nel 2026.
PERCHÉ AUMENTA LA REVISIONE AUTO?
In teoria l’obiettivo principale di chi ha proposto l’aumento della tariffa ministeriale non è quello di stangare gli automobilisti ma di tutelare i professionisti che lavorano nel settore delle revisioni, adeguando il compenso all’inflazione. Va tra l’altro considerato che degli attuali 78,75 euro incassati dal centro autorizzato, tolti Iva, diritti Motorizzazione e bollettino postale all’imprenditore rimangono in tasca 54,95 euro, da cui togliere le spese varie per la gestione dell’attività. Certo, per gli utenti si tradurrebbe in ogni caso di un aggravio di oltre 10 euro, il secondo in appena 5 anni, e questo bisogna pure considerarlo.
Inoltre, come sottolinea il sindacato Federispettori che si dichiara fermamente contrario all’aumento, in Italia abbiamo “uno fra i peggiori sistemi di revisione auto europei“, con tassi di promossi che rasentano l’assurdità considerando l’anzianità del parco circolante, con solo lo 0,2% di veicoli bocciati (ultimi in Europa e la penultima è la Polonia con il 2%, dato comunque 10 volte superiore al nostro). La questione è da tempo al vaglio dell’UE che vuole fare chiarezza sulle revisioni facili dell’Italia, col rischio che venga avviata una procedura d’infrazione. “Sorprendente“, commenta Federispettori, “che alla luce di questa e di altre criticità l’unico pensiero degli imprenditori sia l’incremento della tariffa“.
REVISIONE AUTO: L’ATTUALE TARIFFA E QUELLA FUTURA
In attesa di avere la conferma definitiva circa l’aumento della tariffa della revisione auto (il decreto Milleproroghe dev’essere convertito in legge entro il 25 febbraio 2025), ricordiamo le singole voci che attualmente compongono il costo del controllo periodico di un veicolo nei centri autorizzati e che conducono all’ammontare complessivo di 78,75 euro:
- 54,95 euro: costo della revisione;
- 12,09 euro: Iva al 22%;
- 10,20 euro: diritti Motorizzazione;
- 1,51 euro: costo bollettino PagoPA (l’importo del bollettino può variare di pochi decimali a seconda del fornitore del servizio).
Portando il costo della revisione a 64,13 euro per via del potenziale rincaro di 9,18 euro, e calcolando Iva, diritti Motorizzazione e costo bollettino, l’importo complessivo salirebbe dal 2026 a circa 89,95 euro.
Importante: per le revisioni eseguite direttamente presso le sedi della Motorizzazione la tariffa è ferma a 45,00 euro. Tuttavia l’esecuzione delle revisioni in Motorizzazione di autovetture, motocicli, ciclomotori e quadricicli è stata sospesa in periodo Covid e mai più ripristinata.