Bollo auto: condono per chi non l’ha pagato dal 2000 al 2010

Gli effetti della Pace Fiscale anche sul bollo auto: condono totale per tutti i mancati pagamenti della tassa automobilistica dal 2000 al 2010.

17 giugno 2019 - 12:11

C’è un’importante novità sul bollo auto. Il condono delle cartelle esattoriali sotto i 1.000 euro previsto dal Decreto Fiscale 2018 riguarda pure il mancato pagamento della tassa automobilistica dal 2000 al 2010. Lo ha stabilito una recente sentenza della Corte di Cassazione, in particolare la n. 11410 del 30 aprile 2019.

BOLLO AUTO: PACE FISCALE IN AIUTO DEGLI AUTOMOBILISTI INADEMPIENTI

Si tratta di un’altra conseguenza della cosiddetta ‘Pace Fiscale’. Voluta dal Governo in carica, prevede il saldo e lo stralcio delle pendenze fiscali, oltre alla rottamazione delle cartelle ter per tutti i cittadini che hanno un debito con il Fisco (si può presentare domanda entro il prossimo 31 luglio). Fino alla sentenza della Cassazione, però, non si pensava che la tassa sul possesso dei veicoli rientrasse tra le agevolazioni previste. E invece chi non ha pagato il bollo auto nel decennio di riferimento (2000-2010), non è più tenuto a corrispondere alcuna somma all’erario.

PERCHÉ IL BOLLO AUTO RIENTRA NELLA SANATORIA

Questo è potuto avvenire per una questione di importo. Prima del 2010, infatti, il bollo auto costava in media meno di 1.000 euro l’anno. E quindi le notifiche di mancato pagamento rientrano a pieno titolo all’interno dei limiti previsti (1.000 euro, appunto) per lo stralcio e il successivo annullamento. Così come stabilito dal Decreto Fiscale.

BOLLO AUTO, CONDONO 2000-2010: CANCELLATI ANCHE CONTENZIOSI E RICORSI

La Corte di Cassazione ha comunque precisato che lo stralcio non riguarda direttamente il bollo auto, ma la cartella esattoriale emessa a seguito del mancato versamento della somma dovuta. Essendo intervenuta la cessazione della materia del contendere, la sanatoria riguarda anche coloro che hanno in corso un contenzioso col Fisco relativo al bollo. O che hanno avviato ricorso contro la richiesta di pagamento.

L’ELENCO DELLE QUOTE ANNULLATE SARÀ TRASMESSO IN VIA TELEMATICA

Nella sentenza emessa dalla Suprema Corte si legge inoltre che “l’annullamento è effettuato alla data del 31 dicembre 2018 per consentire il regolare svolgimento dei necessari adempimenti tecnici e contabili”. E che “ai fini del conseguente discarico, senza oneri amministrativi a carico dell’ente creditore, e dell’eliminazione dalle relative scritture patrimoniali, l’agente della riscossione trasmette agli enti interessati l’elenco delle quote annullate su supporto magnetico, ovvero in via telematica, in conformità alle specifiche tecniche vigenti”. Con tanti saluti a chi ha sempre pagato regolarmente l’imposta, nell’attesa che le Regioni si pronuncino sulla possibilità di cancellare in autonomia la tassa automobilistica.

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