Le bombole della Touran a metano esplodono in Germania, Italia salvata dalla burocrazia

Stop ai rifornimenti di metano in Germania per le Touran a rischio esplosione. I clienti italiani evitano il disagio grazie alla revisione ogni 4 anni

Le bombole della Touran a metano esplodono in Germania, Italia salvata dalla burocrazia
Il luogo comune che vede l'iperefficente Germania contrapposta all'approssimativa Italia accusa in questi giorni un duro colpo. La saga delle Touran a metano le cui bombole sono a rischio esplosione continua e si arricchisce di un nuovo episodio: la recentissima esplosione di un contenitore durante il rifornimento non soltanto ferisce gravemente il guidatore ma provoca anche la reazione delle compagnie che hanno i distributori del gas. In Italia, con il meccanismo della "riqualificazione periodica" (ovvero ogni 4 anni) delle bombole, l'episodio non sarebbe molto probabilmente potuto accadere.

CHIUSI I RUBINETTI

Teatro dell'episodio è stata la cittadina di Duderstadt, situata a nord di Francoforte, nella Bassa Sassonia. Una delle bombole che contengono il gas di una Volkswagen Touran alimentata a metano è esplosa mentre il proprietario faceva il pieno, ferendolo. Dalle immagini non si vedono tracce di incendio e quindi lo scoppio è stato "meccanico", derivando dal cedimento strutturale di uno dei contenitori. Dato che questo non è il primo episodio, visto che in agosto ne era successo uno simile a Wolfratshausen, in Baviera (leggi del richiamo per sostituire le bombole delle Volkswagen Touran a metano), le compagnie che hanno distributori di metano in Germania (Aral, Shell, Jet, Esso e Total) hanno deciso di sospendere l'erogazione del gas fino a quando non sarà stata fatta luce sull'episodio.
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QUESTIONE DI REGOLE?

La stampa locale ha fornito altri dettagli, riportando per esempio che Total è comunque possibilista sul fare rifornimento, non essendo al volante di auto Volkswagen soggette al richiamo e previo colloquio con il personale della stazione di servizio. Il Procuratore di Göttingen, città sotto la cui giurisdizione ricade Duderstadt, ha aperto un'inchiesta penale per accertare eventuali responsabilità mentre un portavoce di Volkswagen ha confermato che la vettura era fra quelle interessate al richiamo ma che non era stata ancora riparata, non commentando l'esistenza di un legame fra il richiamo e l'episodio. Ricordiamo come il richiamo riguardi p di 35 mila veicoli oltre alla Touran (leggi dei problemi avuti dal regolatore delle Touran a gas) sono coinvolti il commerciale Caddy e la Passat - prodotti fra il 2006 e il 2010. Queste date fanno scattare una veloce associazione d'idee: se queste vetture fossero immatricolate in Italia avrebbero avuto le bombole sostituite e revisionate almeno una volta se non due, vista la cadenza quadriennale della procedura in vigore nel nostro paese. Questa normativa, per quanto efficace, è considerata obsoleta per quel che riguarda le moderne bombole in composito, che sono garantite, salvo danneggiamenti ed eventi accidentali, per 20 anni, ossia per la vita utile dell'auto.

COMPOSITO DELLA DISCORDIA

In effetti i limiti delle nostre regole sono emersi proprio per questi contenitori in composito rinforzato quando le prime automobili che ne sono state dotate, quali la Mercedes Classe B, le Audi A3 g-tron e le Opel Zafira, hanno compiuto i loro primi 4 anni di vita e sono state chiamate per la revisione,in barba alla diversità del loro ciclo di vita (leggi come la prima revisione delle bombole in composito sia stata annullata). La circolare successivamente emanata non ha fatto chiarezza, nonostante l'esperienza di Citroen, che aveva rimediato sostituendo le bombole in composito della C3 con altre in acciaio dopo 4 anni, avesse creato un precedente che è stato però ignorato da tutti, come evidenziato dall'Esperto (leggi della farsa delle revisioni sospese per le bombole in composito). Se da un lato l'Italia non ha recepito una normativa europea che avrebbe sanato la tragicomica situazione delle revisioni delle bombole in composito, dall'altro il meccanismo italiano (smontaggio-revisione-rimontaggio delle bombole), contrapposto alla semplice ispezione visiva tedesca, sembra funzionare bene, dato che i controlli sono piuttosto accurati: il richiamo delle VW incriminate non riguarda infatti l'Italia. Chissà quanto tempo passerà prima che i circa 100 mila automobilisti tedeschi con auto a metano e le 900 stazioni di servizio che erogano il gas possano tornare "a regime.

Pubblicato in Blog della Redazione il 19 Settembre 2016 | Autore: Nicodemo Angì


Commenti

Andrea il giorno 21 Settembre 2016 ha scritto:

Non condivido il punto di vista. Volkswagen è riuscita in ciò che i lettori più tecnici ritenevano impossibile: far collassare una bombola di acciaio prima di alcuni decenni di utilizzo. Ciò può solo voler dire che Volkswagen ha ancora una volta dotato una sua vettura di componenti sotto-standard (come sta facendo da anni coi cambi dsg7 do cuo anche questo sito si è occupato). Il tempismo è alquanto singolare: mentre sognavamo la procedura di revisione visiva anche per le bombole CNG1, quelle cioè di ferro, cinque Touran hanno fatto il botto, e articoli come questo saranno impugnati da quanti hanno interesse a mantenere in vita il fondo rotazione bombole che, manco a dirlo, è sovvenzionato con un'accisa sul metano. Ancora una volta Volkswagen fa danni per il mondo, dove è stata costretta ad effettuare il richiamo, ed in Italia le castagne dal fuoco le togliamo noi utenti, a nostre spese. Questo è francamente inammissibile, e non mi vanterei nemmeno un minuto con gli altri cittadini comunitari per l'esistenza di un servizio illegittimo, strapagato e che pergiunta nasconde le responsabilità oggettive di un costruttore, volkswagen, che eviterá la campagna di richiamo proprio nel mercato in cuo piazza più vetture a metano al mondo: l'Italia. Ora, possiamo gioirne noi? Nossignore, gioirá ancora una volta Volkswagen. Per essere precisi la seconda volta a stretto giro dopo il dieselgate.

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