L’UE completa il piano mobilità: più sicurezza e zero vittime nel 2050

Con il programma “Europe on the move” l’UE interviene su sicurezza, ambiente e connettività: una nuova mobilità e zero vittime nel 2050

L’UE completa il piano mobilità: più sicurezza e zero vittime nel 2050
Che la mobilità sia in piena fase di rivoluzione è innegabile, tecnologie avanzate entrano sempre più velocemente nella vita di tutti i giorni e controlli più severi portano ad esplorare nuove frontiere del mondo dei motori. Oggi dall'UE proviene un'ulteriore spinta, la terza di un programma che mira obiettivi ambiziosi nelle sfere di sicurezza, ambiente e connettività. Gli effetti di "Europe on the move" forse si concretizzeranno tra diversi anni, ma sarebbe straordinario se si arrivasse ai tre zeri preventivati: 0 traffico, 0 emissioni, 0 vittime.

IL PROGRAMMA 

Esattamente un anno fa, a maggio 2017, la Commissione Europea ha lanciato il programma "Europe on the Move" non solo per modernizzare la mobilità, ma per ampliare la panoramica della trasformazione al mondo del lavoro e dei lavoratori. Questo è giusto dirlo, perché idee innovative ed una concezione inedita dei trasporti possono dar vita a nuovi impieghi e crear maggiori posti di lavoro, ma noi ci concentreremo sul piano mobilità. In particolare sugli studi pubblicati dall'UE e sui relativi interventi che si intende compiere per portare in numeri in positivo. Ecco allora quali sono le proposte del terzo atto di "Europe on the Move" che puntano a trasformare gradualmente la mobilità in un sistema sicuro, connesso e sempre più improntato sulla guida autonoma.

ZERO INCIDENTI 

Dai dati della Commissione Europea emerge che in Europa dal 2001 ad oggi c'è stato un dimezzamento delle vittime della strada, con 25.300 morti e 135.000 feriti nello scorso 2017. Da una parte l'UE conferma di voler rendere obbligatori più sistemi di assistenza alla guida e di sicurezza: nella lista che potete vedere qui sotto presenti anche dispositivi per la prevenzione di ciclisti e pedoni, oltre alla frenata di emergenza e al sistema di mantenimento alla corsia (di cui si parla già da un tempo). L'altra via prevede un aiuto diretto agli Stati Membri per individuare con precisione le strade più pericolose e gestire gli investimenti in modo da renderle più sicure. Nel complesso, secondo la Commissione Europea queste misure permetterebbero di salvare 10.500 vite ed evitare 60.000 feriti gravi nel decennio 2020-2030, imboccando la direzione verso il lungimirante punto di arrivo "Zero Vision", ossia le zero vittime entro il 2050.

ZERO EMISSIONI 

Ormai all'ordine del giorno, la questione CO2 (su cui l'UE sta già lavorando)viene messa in primo piano anche nel terzo atto del programma, con un occhio di riguardo verso i mezzi pesanti. Qui l'UE impone dei limiti ben precisi, le emissioni medie di CO2 dei nuovi camion a partire dal 2025 dovranno essere ridotte del 15% rispetto a quelle del 2019, e inferiori del 30% entro il 2030. La Commissione Europea propone inoltre di fornire un supporto per migliorare l'aerodinamica dei camion, abbassando oltre alle emissioni anche i consumi di carburante, portando di conseguenza un risparmio per le società di trasporto pari 25.000 euro nell'arco di 5 anni. Proposte anche per regolamentare nuovi pneumatici a bassi consumi, più resistenti e meno rumorosi, che sempre secondo l'UE tradotto in soldi vorrebbe dire 125 euro in più per ogni famiglia utilizzando pneumatici di classe A invece che F (scopri l'importanza dell'etichetta). Non solo, gomme più efficienti porterebbero nel 2030 ad una riduzione di CO2 paragonabile alla scomparsa di quattro milioni di veicoli dalla circolazione. Il programma investe anche l'argomento elettrico e si impegna nella creazione di un "ecosistema" delle batterie che renda l'Europa il leader mondiale della tecnologia sostenibile, e che allo stesso tempo favorisca l'affermazione della mobilità elettrica e crei nuovi posti di lavoro legati la settore.

ZERO TRAFFICO 

Da questo punto di vista le ambizioni salgono di livello, forse sono anche troppo ottimiste guardando i tempi limiti che l'UE prefissa, sembra quasi che la guida autonoma sia alle porte. Ma andiamo per gradi, il primo passo è quello di creare un ambiente digitale accessibile a tutti i veicoli: tutti i nuovi veicoli a partire dal 2022 dovranno avere una connessione a internet, essere in grado di comunicare tra loro e aver la possibilità di sfruttare i servizi satellitari di Galileo. Poi però la Commissione Europea si proietta in un 2020 dove si potrà inserire la modalità di guida autonoma su auto e camion per viaggiare in autostrada, e a basse velocità in città, su camion per i rifiuti o sugli autobus per il trasporto pubblico. Un processo di evoluzione che intende portare nel 2030 la guida autonoma su tutti i veicoli e coprire ben il 25% degli spostamenti in città con il car sharing, stravolgendo la mobilità allo scopo di abbattere il traffico.

WORK IN PROGRESS 

Tra il dire e il fare, si sa, solitamente passa parecchio tempo. Tutte le proposte del programma "Europe on the Move" sono accompagnate da iniziative legislative e soprattutto da una marea di investimenti, come i 300 milioni di euro nella ricerca sulle tecnologie a guida autonoma (tra il 2014 e il 2020), o ancora i 450 milioni di euro messi a disposizione per finanziare nuove proposte volte a promuovere la digitalizzazione dei trasporti in Europa. Non ci resta che aspettare per capire se veramente il processo si completerà in tempi così ristretti, per il resto nulla da dire: l'UE sembra fare sul serio.

Pubblicato in Attualità il 18 Maggio 2018 | Autore: Redazione (F)


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