Articolo 9-bis – Organizzazione di competizioni sportive non autorizzate in velocità con veicoli a motore e partecipazione alle gare

10 maggio 2016 - 21:35

1. Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, chiunque organizza, promuove, dirige o comunque agevola una competizione sportiva in velocita’ con veicoli a motore senza esserne autorizzato ai sensi dell’articolo 9 e’ punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da euro 25.000 a euro 100.000. La stessa pena si applica a chiunque prende parte alla competizione non autorizzata.

2. Se dallo svolgimento della competizione deriva, comunque, la morte di una o piu’ persone, si applica la pena della reclusione da sei a dodici anni; se ne deriva una lesione personale la pena e’ della reclusione da tre a sei anni.

3. Le pene indicate ai commi 1 e 2 sono aumentate fino ad un anno se le manifestazioni sono organizzate a fine di lucro o al fine di esercitare o di consentire scommesse clandestine, ovvero se alla competizione partecipano minori di anni diciotto.

4. Chiunque effettua scommesse sulle gare di cui al comma 1 e’ punito con la reclusione da tre mesi ad un anno e con la multa da euro 5.000 a euro 25.000.

5. Nei confronti di coloro che hanno preso parte alla competizione, all’accertamento del reato consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre anni ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI. La patente e’ sempre revocata se dallo svolgimento della competizione sono derivate lesioni personali gravi o gravissime o la morte di una o piu’ persone. Con la sentenza di condanna e’ sempre disposta la confisca dei veicoli dei partecipanti, salvo che appartengano a persona estranea al reato, e che questa non li abbia affidati a questo scopo.

6. In ogni caso l’autorita’ amministrativa dispone l’immediato divieto di effettuare la competizione, secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.

 

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Codice della Strada – Edizione 2016
(DECRETO LEGISLATIVO 30 aprile 1992, n. 285)
Testo aggiornato alla Legge 23 marzo 2016, n. 41, che introduce nel codice il reato di omicidio stradale

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