Articolo 206 – Riscossione dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie

1 gennaio 2019 - 19:47

Riscossione dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie 1. Se il pagamento non e’ effettuato nei termini previsti dagli articoli 202 e 204, salvo quanto disposto dall’ultimo comma dell’art. 22 della legge 24 novembre 1981, n. 689, la riscossione delle somme dovute a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria e’ regolata dall’art. 27 della stessa legge 24 novembre 1981, n. 689.

2. I ruoli per i titoli esecutivi, i cui proventi spettano allo Stato, sono predisposti dal prefetto competente per territorio della commessa violazione. Se i proventi spettano ad ente diverso, i ruoli sono predisposti dalle amministrazioni da cui dipende l’organo accertatore.

3. I ruoli di cui al comma 2 sono trasmessi dal prefetto o dall’ente all’intendente di finanza competente, il quale da’ in carico all’esattore il ruolo per la riscossione in unica soluzione.

 

Note all’art. 206:
– Per il testo dell’art. 22 della legge n. 689/1981 si veda in nota all’art. 205.
– Il testo dell’art. 27 della medesima legge 689/1981 e’ il seguente: “Art. 27 (Esecuzione forzata). – Salvo quanto disposto nell’ultimo comma dell’art. 22, decorso inutilmente il termine fissato per il pagamento, l’autorita’ che ha emesso l’ordinanza-ingiunzioneprocede alla riscossione delle somme dovute in base alle norme previste per la esazione delle imposte dirette, trasmettendo il ruolo all’intendenza di finanza che lo da’ in carico all’esattore per la riscossione in unica soluzione, senza l’obbligo del non riscosso come riscosso.
E’ competente l’intendenza di finanza del luogo ove ha sede l’autorita’ che ha emesso l’ordinanza-ingiunzione.
Gli esattori, dopo aver trattenuto l’aggio nella misura ridotta del 50 per cento rispetto a quella ordinaria e comunque non superiore al 2 per cento delle somme riscosse, effettuano il versamento delle somme medesime ai destinatari dei proventi.
Le regioni possono avvalersi anche delle procedure previste per la riscossione delle proprie entrate.
Se la somma e’ dovuta in virtu’ di una sentenza o di un decreto penale di condanna ai sensi dell’art. 24, si pro- cede alla riscossione con l’osservanza delle norme sul recupero delle spese processuali.
Salvo quanto previsto nell’art. 26, in caso di ritardo nel pagamento la somma dovuta e’ maggiorata di un decimo per ogni semestre a decorrere da quello in cui la sanzione e’ divenuta esigibile e fino a quello in cui il ruolo e’ trasmesso all’esattore. La maggiorazione assorbe gli interessi eventualmente previsti dalle disposizioni vigenti.
Le disposizioni relative alla competenza dell’esattore si applicano fino alla riforma del sistema di riscossione delle imposte dirette”.

 

*******
Articolo del Codice della Strada 2019 aggiornato e basato sull’articolo del CdS approvato con Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n.285 e successive modificazioni. Testo aggiornato al decreto del 27 dicembre 2018, (in G.U. 29/12/2018, n.301) e ri-verificato nel 2019 grazie al sito ufficiale normattiva.it

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Riparazioni in officina

Assicurazione guasti meccanici auto: come funziona

Pressione pneumatici in inverno: quale valore e come regolarsi

Vendere un’auto usata: 5 consigli per guadagnare di più