Delphi diventa Aptiv e il costo della guida autonoma scende a tre zeri

Grandi manovre di Delphi per la guida autonoma: cambia nome in Aptiv e taglia i costi delle auto robot

Delphi diventa Aptiv e il costo della guida autonoma scende a tre zeri
Arrivano, quando arrivano? E quando saranno sul mercato, quanto costeranno? L'oggetto di queste domande sono loro, quelle auto robot che, evocate in film e libri di fantascienza da quanto sono nate le automobili, sono ormai vicine alla produzione di serie. La "produzione di serie" implica grandi volumi, investimenti ingenti e una catena di fornitori orientata verso questa evoluzione (sapevi che Denso ha investito negli USA 75 milioni di dollari per la guida autonoma?). I veicoli autonomi si sposano particolarmente bene con le piattaforme elettriche e questa mutuo rafforzamento cambierà anche il mondo dei fornitori, come dimostrato dall'evoluzione di Delphi. Il grande supplier americano cambia il suo nome e promette grandi risparmi nell'hardware necessario alla guida autonoma.

AUTONOMA PER LE MASSE

La notizia ha un contenuto dall'impatto indubbio: Delphi Automotive non solo ha cambiato il suo nome in Aptiv ma vuole ridurre il costo della tecnologia necessaria alla guida autonoma di più del 90% entro il 2025. Queste dichiarazioni, raccolte da Reuters, sono state rilasciate dall'amministratore delegato Kevin Clark che ha quantificato il futuro costo complessivo dei componenti tecnologici delle auto robot in circa 5 mila dollari a veicolo, una riduzione sostanziale rispetto ai costi attuali, quantificati essere compresi fra i 70 ed i 150 mila dollari per ogni veicolo. Questa drastica diminuzione, sempre secondo Clark, deriva sia dagli sviluppi tecnologici sia dal rapido aumento dei volumi della produzione.
La nuova Azienda, che ha iniziato ieri le quotazioni alla Borsa di New York con il simbolo APTV, si prefigge di essere al fianco dei Costruttori automobilistici anche nel ripensare il modo nel quale in cui i veicoli sono progettati e costruiti e nel monetizzare i dati generati dai veicoli autonomi elettrici (per arrivare a questo si è anche avvalsa del "soccorso" di BlackBerry- QNX).

UNA VISIONE CHIARA

Nel sito di Aptiv si possono leggere cose molto indicative della visione della neonata Azienda, come: "siamo all'avanguardia nella fornitura di sistemi di rete e di sensori ad alta velocità per i veicoli, aggiornabili in tempo praticamente reale. Possiamo gestire ogni cosa, da sensori e telecamere ai radar e al controllo del motore grazie alla nostra esperienza nei circuiti di potenza e di distribuzione dei segnali, nello scambio di dati Over-The-Air, nella connettività del veicolo e nelle tecnologie dei sensori" (leggi che anche le auto tedesche si aggiorneranno online grazie a Here). Una delle maggiori opportunità per tagliare i costi, ha aggiunto Clark, arriverà quando le Case, collaborando con aziende come Delphi/Aptiv, inizieranno a riprogettare le loro piattaforme specificamente per ospitare motori elettrici, batterie ed i sensori della guida autonoma. L'AD ha spiegato che: "Stiamo lavorando già ora con i nostri clienti per ottimizzare le piattaforme esistenti e concepire quelle future in funzione del fatto che i prossimi veicoli avranno meno componenti ma molto più software, migliori capacità di comunicazione e sistemi di sicurezza avanzati. Di qui ai prossimi 5 - 10 anni l'architettura di base del veicolo deve essere ripensata vista la quantità di software che entrerà nell'auto e la complessità dei sistemi della guida autonoma e dell'infotainment".

ADDIO MA IL VIAGGIO CONTINUA

La scomparsa del brand Delphi segna la fine di un viaggio iniziato 12 anni fa e lo spinoff della divisione "tradizionale", quotata come DLPH a New York, (leggi che Delphi ha preso le distanze dalla divisione powertrain) è la plastica rappresentazione della svolta che le Case, spesso nate più di un secolo fa, e i loro fornitori si trovano a dover affrontare.
Sembra proprio che tutti dovranno prendere decisioni difficili e adattarsi al cambiamento, l'alternativa è soccombere. Un altro "segno" è l'acquisizione, a ottobre, di nuTonomy, agguerrita startup USA fondata nel 2013 da Karl Iagnemma e dall'italiano Emilio Frazzoli. NuTonomy, che ha ormai 100 dipendenti, è costata 450 milioni di dollari e, secondo Clark, Delphi/Aptiv "è sempre alla ricerca di opportunità di acquisizione per migliorare la nostra posizione strategica ma attualmente non ha altri obiettivi immediati". Altri sguardi sul futuro di Aptiv sono stati dati dallo stesso Clark, che ha evidenziato come la Società continuerà a investire in Aziende focalizzate sulla raccolta e l'analisi dei dati al fine di aiutare i suoi clienti "accelerare lo sviluppo del prodotto, ridurre i costi di garanzia e monetizzare i dati". Interessante è anche il suo pronostico sulla diffusione delle auto robot: "l'attuale costo elevato dei sistemi di guida autonoma comporta che i singoli consumatori non li vedranno molto diffusi prima del 2025. Essi si diffonderanno prima nel mercato commerciale, dove ci sono incentivi nella riduzione dei costi, e nelle flotte, che sono in una posizione migliore per assorbire questi costi rispetto alle case automobilistiche tradizionali". Parere autorevole, anche perché Morgan Stanley aveva definito Delphi, già più di 2 anni fa, "uno dei pochi fornitori globali che possono diventare così 'potenti' da poter aggiungere più valore, ad un veicolo autonomo, di quanto possa fare chi l'automobile la costruisce".

Pubblicato in Tecnica, Aftermarket e Manutenzione Auto il 05 Dicembre 2017 | Autore: Nicodemo Angì


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