Auto a guida autonoma: quanti livelli esistono e a che punto siamo?

Le auto robot sono sulla bocca di tutti ma come si classificano, cosa c'è di concreto? Facciamo il punto della situazione

Auto a guida autonoma: quanti livelli esistono e a che punto siamo?
Proiezioni miliardarie (per giro d'affari) e milionarie (per auto vendute): gli analisti continuano a sfornare grandi numeri per questo segmento dell'automotive ma a che punto siamo concretamente? Sappiamo che i diversi livelli della guida autonoma sono stati classificati già da tempo, che molte automobili oggi in vendita rientrano già in qualcuno di questi livelli e che diverse altre sono annunciate (leggi che i taxi autonomi Daimler-Bosch stanno arrivando). Può essere interessante quindi ricordare a cosa corrispondano questi vari livelli e quanti di loro si sono già concretizzati nella produzione delle Case.

LA SCALA DELL'AUTOMAZIONE

Prima di ogni altra cosa ricordiamo che di "gradazioni" nella guida autonoma ne esistono diverse: NHTSA, per esempio, ne ha fatto una sua propria così come l'Associazione dell'industria automobilistica tedesca VDA e quella proposta dall'Istituto federale tedesco di ricerca sulle autostrade BASt.
Quelle più in uso è probabilmente è però quella redatta dalla Society of Automotive Engineering, che conta 6 livelli. Il più basso, il Level 0, non ha bisogno di molti commenti: è quello che richiede sia l'attenzione costante del guidatore sia l'esecuzione, da parte dello stesso, di tutte le manovre connesse alla guida; il sistema avverte soltanto il driver di eventuali malfunzionamenti o situazioni di pericolo, come fanno, per esempio, i Collision Warning. Nel Livello 1 l'automobile inizia a prendere iniziative potendo imprimere accelerazioni laterali (sterzando) o longitudinali (frenando/accelerando); il guidatore deve occuparsi quindi di tutto il resto prestando costantemente attenzione. Questi sistemi sono quindi già abbastanza diffusi: il Lane assist e il Cruise control adattivo sono soltanto alcuni esempi.

SI INIZIA A FARE SUL SERIO

L'automobile comincia a dare segni di "coscienza" a partire dal Livello 2, dato che essa è in grado di azionare contemporaneamente, in situazioni ben definite, come nel caso si possa incorrere in una collisione, sia lo sterzo sia l'acceleratore e il freno. Il guidatore deve comunque essere pronto ad intervenire immediatamente e in questo livello rientrano i sistemi di Lane keeping e le frenate/sterzate automatiche d'emergenza così come i sistemi di parcheggio automatico.
Il Livello 3 comincia ad essere piuttosto vicino a quella che l'immaginario collettivo classifica come "veicolo autonomo". Il sistema controlla acceleratore, sterzo e freni in situazioni definite, riconosce i suoi limiti e avverte il guidatore che, dal canto suo, può non controllare costantemente la guida ma deve in ogni caso essere pronto ad intervenire (leggi che la Nuova Audi A8 sarà capace di guida autonoma a Livello 3 fino a 60 km/h dal 2018; chissà se questa capacità sarà a tempo indefinito o richiederà, come per le attuali berline top, l'intervento del guidatore dopo qualche minuto in ogni caso). Notiamo come queste cacacità richiedono il cambio automatico (frizione e cambio manuale non vengono menzionati e toglierebbero tutto il senso a queste procedure automatiche) e si sposano particolarmente bene con le auto elettriche, i cui motori hanno un link più diretto con l'elettronica.
Il salto è importante: la definizione lascia capire che il sistema può agire, nei suoi limiti, costantemente e non soltanto per tenere una corsia o evitare un ostacolo. Una presa del controllo quasi totale da parte del veicolo è poi quella definita dal Livello 4, dato che il guidatore può delegare totalmente al veicolo la guida in situazioni definite. La presenza del guidatore, per quanto richiesta, è più di controllo che di backup in caso di emergenza.

L'AUTOSUFFICIENZA COMPLETA

Il Livello 5 coincide con la completa autonomia: l'automobile riesce a fronteggiare tutte le situazioni e non è richiesta la presenza del guidatore. Questo è lo scenario che potrebbe rivoluzionate le abitudini delle famiglie: una sola automobile che porta porta il papà e la mamma in ufficio, accompagna i figli a scuola e torna a casa per portare la nonna (che non ha la patente come i bambini) dal parrucchiere.
Durante la messa in piega l'auto potrebbe poi fare qualche soldo con i servizi di ride sharing (leggi del ride sharing autonomo di Uber) e così via. In base alle definizioni date molte auto hanno già sistemi di Livello 0, 1, 2 e 3, a partire dalle compatte con il collision alert e la frenata automatica d'emergenza fino alle grosse berline che, in pratica, guidano da sole già da ora, come la Volvo XC 90, che possiamo considerare autonoma di livello 3. Diciamo che oggi è facile trovare anche una citycar di segmento A con dispositivi almeno di Livello 0 ma non è difficile arrivare al Livello 1 (sapevi che la nuova Kia Picanto avrà la frenata automatica d'emergenza?). Se gli analisti dicono che la vera autonomia arrive non prima del del 2021, l'unico costruttore che dichiara che le sue auto arriveranno al Livello 4 alla fine dell'anno sembra essere Tesla. Il brand di Elon Musk ha rilasciato un paio di mesi fa un aggiornamento software che ha iniziato ufficialmente a raccogliere brevi clip video (anonime) che saranno date in pasto alle voraci reti neurali Nvidia per addestrarle ancor meglio.
L'invio delle immagini è subordinato ad un consenso formale e, come riportato da Electreck, ha aumentato di molto il volume dei dati inviati dalle auto. La voglia di salire di livello, a nostro parere, non è motivata soltanto dal voler offrire un plus rispetto ai concorrenti ma anche dalla volontà di bypassare il Livello 3, piuttosto rognoso per il suo doversi interfacciare con un umano. Molto netto al riguardo è stato Peter Martens di Volvo che l'ha definito "la bestia nera dei costruttori": per lui occorrerà aspettare il 2035 per la vera guida autonoma.

Pubblicato in Tecnica il 13 Luglio 2017 | Autore: Nicodemo Angì


Commenti

asWe il giorno 31 Agosto 2017 ha scritto:

L'obbiettivo cui si sta entusiasticamente tendendo è quindi invequivocabilmente quello di eliminare la guida dei veicoli dalle attività umane, delegandole alle macchine. Questo significherà quindi a tendere anche eliminare tutto l'indotto che ruota attorno ad essa come a tutte le altre attività che determinano la nostra esistenza, ivi compreso anche l'aspetto economico che la presenza di tale indotto genera. Mi chiedo se obbiettivo sia veramente quello da perseguire. Inoltre l'assunto che sta sempre alla base di tutta questa rivoluzione è l'eliminazione delle perdite di vite umane mediante l'eliminazione degli incidenti, tuttavia tale assunzione non è verificabile a priori per definizione.

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