Aftermarket in Europa: come cambieranno i componenti nei prossimi anni?

Le elettriche e la presenza dell'Hi-tech condizioneranno l'industria dell'auto e dei componenti. I fornitori cambieranno pelle così

Aftermarket in Europa: come cambieranno i componenti nei prossimi anni?
Cambiamento, evoluzione o rivoluzione? Che l'automotive stia per sperimentare importanti mutazioni è fuor di dubbio e più di un indizio sembra indicare che la svolta sarà radicale. La "presa d'atto" del cambiamento è avvertibile da tanti indizi, ad esempio il fatto che le Case sono in prima linea nel gestire flotte di car sharing. Anche i fornitori di componenti si muovono (leggi dei nuovi dischi e ruote Continental per le auto elettriche) perché sanno benissimo che il vento del cambiamento arriverà e sarà impetuoso. Uno studio delinea gli scenari nei quali si muoverà la componentistica europea, e quindi il settore dell'aftermarket, nei prossimi anni.

UN MERCATO CHE CRESCE

Sappiamo tutti che l'Europa è un vero gigante dell'automotive e quest'indagine della CBI, Centre for the Promotion of Imports from developing countries, un ente olandese finanziato dal locale Ministero dell'Industria, lo conferma appieno. Il giro d'affari è infatti vorticoso e contribuisce non poco alla bilancia commerciale del Vecchio continente. Pensate che nel 2014 il saldo era positivo per 24 miliardi di euro ma a quella data la crisi iniziata nel 2008 doveva ancora essere assorbita, tant'è che nel 2016 (dati ACEA, l'Associazione dei costruttori europei) la positività è arrivata a 89,7 miliardi, un valore che deriva da ben 135,4 miliardi di export dall'Europa dei 28 contro i 45,7 miliardi dell'import.
I Paesi dell'area EU28 nel 2015 avevano un parco circolante di 256,1 milioni di automobili, pari a 573 veicoli leggeri per 1.000 abitanti, e la loro età media era di 10,7 anni (sapevi che l'età media delle auto in Italia è più di 13 anni?).

LA LISTA SHOCK

Queste automobili sono abbastanza "anziane" da richiedere una certa manutenzione e da non avere a bordo molti ADAS, almeno in media. Fra qualche anno le cose saranno però già cambiate e gli operatori dell'aftermarket dovranno prepararsi ad intervenire su automobili un po' diverse da quelle "medie" di oggi. CBI scrive infatti, senza mezzi termini, che "The breakthrough of e-mobility is unstoppable", a significare che le automobili elettriche si diffonderanno sempre di più, anche se fra alti e bassi. La Confederazione avverte infatti che "i produttori di auto elettriche sono - e saranno ancora a lungo - in difficoltà riguardo questioni quali l'autonomia e la lentezza del 'rifornimento'. Alcuni esperti pensano poi che le E-car dipenderanno ancora per un po' dagli incentivi governativi. L'introduzione dell'e-mobility offre molte opportunità a fornitori di componenti, dato che esse integrano parti e materiali nuovi e quindi gli OEM dovranno trovare nuovi fornitori. I componentisti saranno facilitati sia perché le Case esternalizzeranno di più i componenti sia per il loro powertrain meno complesso, che agevolerà la fornitura di componenti". In effetti la lista delle parti in rotazione di un'elettrica è cortissima: rotore del motore, una manciata di ingranaggi per riduttore e differenziale, giunti, semiassi, ventole e motorini vari (già presenti nelle auto convenzionali) e, volendo essere precisi, anche il piantone dello sterzo (finché ci sarà, leggi dello sterzo by wire sperimentato da Nexteer).

COMPONENTI CHE CAMBIANO

 Ricordiamo inoltre che l'automotive è un potentissimo volano propulsivo per Ricerca e Sviluppo dell'Europa, com'è facile verificare dal grafico qui sotto; di seguito potrete verificare come il settore sia trainate in Europa rispetto alle altre aree.
 
Le "novità" non finiscono però qui: CBI segnala con forza l'aumento dell'intelligenza e della connettività delle auto. Questo impone a tutti gli operatori un aumento delle loro conoscenze/competenze perché i prodotti stanno diventando sempre più complessi: le parti che produci/vendi soddisfano per esempio la "compatibilità elettromagnetica" riguardo i dispositivi elettronici quali radar, LiDAR, videocamere e così via? (leggi degli ostacoli che le auto connesse V2V hanno a causa delle interferenze radio e della politica). Le doti "intellettive" delle auto sono anche uno strumento di vendita: le auto più nuove e le più costose sono più intelligenti dei modelli precedenti e di quelli più economici. Da non sottovalutare anche l'influenza di Internet nelle politiche commerciali delle Case: anche se le vendite dirette sono ancora rarissime, le continue visite ai siti dei costruttori generano Big Data utili per profilare i potenziali clienti. Nell'aftermarket i rivenditori e i consumatori utilizzeranno sempre di più la Rete per ordinare i prodotti e la cosa è arrivata anche alla catena delle forniture: gli OEM e diversi fornitori Tier 1 (quelli che vendono direttamente alle Case e commissionano subforniture a quelli Tier 2 e 3) hanno creato marketplace per i loro supplier. Un altro aspetto con il quale tutti si dovranno confrontare è la corsa alla leggerezza vista come una strategia per ridurre consumi ed emissioni. Questo implica un crescente uso di materiali diversi (compositi, plastiche, acciai altoresistenziali e leghe leggere) che occorre saper produrre e trattare anche come ricambio: gli esperti prevedono infatti che nel 2020 il 18% del peso di un'auto sarà costituito da materie plastiche. La spinta verso l'efficienza aumenterà la complessità dei powertrain con dispositivi di riduzione delle emissioni sempre più sofisticati e una crescente diffusione delle tecnologie ibride, tutti fattori che imporranno una preparazione migliore agli operatori dell'aftermarket.

Pubblicato in Tecnica, Aftermarket e Manutenzione Auto il 09 Gennaio 2018 | Autore: Nicodemo Angì


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