Jaguar investe in Blockchain per la criptomoneta dei dati automotive

La tua automobile genera dati che potrai usare come criptomoneta validata da Blockchain. L'idea finanziata da Jaguar, che investe nella startup DOVU

Jaguar investe in Blockchain per la criptomoneta dei dati automotive
Si fa un gran parlare delle criptomonete, valute incorporee che si sono prestate anche a speculazioni e manovre truffaldine (leggi del ransomware che ha bloccato fabbriche Renault-Nissan: il "riscatto" doveva essere pagato con Bitcoin). La più famosa di queste è Bitcoin, creata 8 anni fa e il cui boom ha catalizzato la nascita di molte altre monete digitali: nel settembre di quest'anno erano già più di 1.100. La definizione di Wikipedia per cryptocoin parla di un "asset digitale progettato come mezzo di scambio e che usa la crittografia per garantire le operazioni e per controllare la creazione di altre unità della valuta". La crittografia in questione è Blockchain e una startup inglese vuole usare questo raffinato sistema per mettere in circolazione non valute ma i dati delle automobili: l'idea ha convinto persino Jaguar!

BLOCKCHAIN MON AMOUR

Facciamo una piccola digressione: la crittografia Blockchain è stata creata come un sistema di contabilità decentralizzato libero e aperto, nel quale le transazioni sono registrate su più computer. Un sistema simile era perfetto per fare il tracking della già citata antesignana delle cripotomonete, la famosa Bitcoin, ma può essere usato per per monitorare qualsiasi cosa, inclusi gli elettroni.
Non uno per uno, ovviamente, ma il loro flusso, ad esempio tra stazioni di ricarica e auto elettriche. In questo modo un'elettrica autonoma potrà fare "rifornimento" da sola con grande sicurezza e precisione: è il principio usato dal Car eWallet di ZF, IBM e UBS.

I DATI VALGONO ORO

Abbiamo parlato di veicoli autonomi e sappiamo bene che essi hanno bisogno di una gran mole di dati e, a loro volta, ne generano a bizzeffe. Più d'uno pensa che per rendere veramente praticabile la guida autonoma ci sarà bisogno di una piattaforma aperta per far circolare questi dati tra il guidatore, il proprietario del veicolo (sarà sempre meno probabile che coincidano, dato che per i millennials il possesso dell'auto è poco importante), l'auto, i gestori delle infrastrutture, gli assicuratori e così via. Blockchain potrebbe essere perfetta per questi usi e così sono nate varie startup che pensano di sfruttare queste idee.
Una di queste è DOVU, il cui progetto è stato così convincente da attirare l'attenzione non soltanto di Creative England, un fondo per l'innovazione sostenuto dal governo Britannico, e di Token Market, piattaforma specializzata nello scambio di asset basati su Blockchain, ma persino di InMotion Ventures, il "braccio" per gli investimenti di Jaguar Land Rover. La giovanissima startup finanziata dalla Divisione di JLR ha lanciato la sua ICO (Initial Coin Offering) il 4 ottobre e ha raccolto, secondo quanto riportato da Coindesk, 6,2 milioni di dollari in Ether.

RACCOLGO FONDI, ANZI TOKEN

Gli Ether sono la criptomoneta che alimenta Ethereum, una piattaforma decentrata che gestisce contratti smart (debiti/crediti verso fornitori, movimento di fondi, futures e così via), con Blockchain a rendere assolutamente sicure le applicazioni coinvolte. Mentre non ci stupiamo che i fondi raccolti siano espressi in valuta virtuale, siamo comunque ammirati dall'idea in sé. Essa parte dalla considerazione che i dati dei mezzi di trasporto sono bloccati su più piattaforme. Utilizzando la tecnologia Blockchain, DOVU pensa di conquistare la fiducia delle aziende e delle persone rendendo disponibili all'uso pubblico e aziendale, in maniera sicura, questi data set (anche il sistema antitruffa dei km scalati di Bosch usa il Blockchain). Il sistema DOVU crea in pratica un mercato distribuito per i dati dei mezzi di trasporto.
Il fondatore e CEO di DOVU, Irfon Watkins, spiega che: "il settore dei trasporti sa come utilizzare dati in tempo reale e le tecnologie intelligentche li analizzano ma non sa come arrivarci! DOVU è il pezzo mancante del puzzle, una maniera per arrivare ad una rapida, sicura e globale condivisione dei dati per tutti". Un paio di esempi: le compagnie assicurative potrebbero combinare i dati dell'auto con quelli assicurativi per fornire polizze su misura mentre le aziende di ride-sharing potrebbero utilizzare dati di geolocalizzazione insieme a quelli meteo per pianificare meglio le corse.

FORNISCI DATI, OTTIENI GETTONI

Questi dati diventano più preziosi proprio perché condivisi e non bloccati in un'unica piattaforma. DOVU mira a costruire un marketplace nel quale gli utenti forniranno volontariamente i dati (report del traffico, condizioni atmosferiche, luoghi visitati e molto altro) e saranno ricompensati attraverso la distribuzione dei gettoni (token) DOV. Chi fornisce i dati ottiene DOV e chi li acquista li paga, sempre in DOV. Pensiamo ad una corsa in ride-sharing: la stessa app che sblocca il veicolo condiviso potrebbe inviare, se desiderato, i dati del percorso alla piattaforma DOVU che li venderà permettendo di ottenere dei DOV. Ma i DOV potrebbero essere generati anche camminando, andando in bicicletta o visitando un luogo saliente: sembra che l'unico limite sarà la fantasia!

Pubblicato in Sistemi di sicurezza il 21 Ottobre 2017 | Autore: Nicodemo Angì


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