Auto robot, a scuola guida con Daimler per superare la paura

Cosa si prova ad essere un'auto robot? Un piccolo prototipo Daimler - Moovel permette di guidare usando i sensori invece della vista

Auto robot, a scuola guida con Daimler per superare la paura
Come "pensano" gli oggetti dotati di intelligenza artificiale, quali informazioni hanno per prendere le loro decisioni? Le 3 leggi della Robotica furono concepite da Isaac Asimov, il leggendario scrittore di fantascienza, già negli anni 40 del secolo scorso ma sembravano un'astrazione destinata ad usi letterari. Le cose, si sa, cambiano, e oggi l'Intelligenza Artificiale è fra noi e ha ulteriormente fatto parlare di sé con la notizia che 2 "macchine", istruite in inglese, hanno comunicato in una lingua nuova, creata da loro. Una delle più importanti applicazioni robotiche saranno i veicoli autonomi e, nell'ottica di renderli più amichevoli, Daimler e Moovel (leggi di Mytaxi, la app che fa incontrare tassisti e clienti, che si è fusa con Moovel) hanno preparato un curioso veicolo elettrico che usa i sensori delle auto robot ma lascia ad un umano il compito di elaborarli e usarli per guidare.

UN MONDO VIRTUALE

Il bizzarro veicolo (definito "quirky", eccentrico, non convenzionale, da Motor 1) può, in pratica, trasformare un essere umano in un veicolo autonomo o, meglio, dargli le informazioni che alimenterebbero il processore e affidargli il controllo. Il guidatore è provvisto di un visore per la Virtual Reality alimentato da un sottoinsieme del set di sensori che troviamo nelle auto robot: si tratta di una videocamera stereo per la visione 3D, una webcam (per condividere il tragitto in Rete) e un LiDAR; un potente computer si occupa della fusione di questi segnali in modo da fornire al visore VR una "fotografia" il più possibile accurata del mondo circostante.
La propulsione è elettrica, implementata da piccoli motori nelle ruote, e il guidatore, sistemato in una curiosa (e forse scomoda) posizione semisdraiata, controlla l'auto con un joystick ;lo svolgimento dell'esperimento è visibile nel video qui sotto.
 

SENTIRSI CONTROLLER

Il veicolo è il frutto del progetto Who Wants to Be a Self-Driving Car curato da Moovel Lab e che verrà presentato conferenza Push UX a Monaco di Baviera e il Festival KIKK in Belgio. La prima è un evento dedicato al design delle User experience mentre il Festival KIKK e dedicato alle culture digitali e creative e in entrambi gli incontri i visitatori potranno provare l'ultimo progetto di Moovel Lab. Il pilota vede il mondo attraverso il visore VR secondo le immagini raccolte dalla videocamera 3D del veicolo mentre Il LiDAR comunica la distanza dagli ostacoli (leggi che i LiDAR sono al centro dell'acquisizione di Fotonic da parte di Autoliv).
Combinando queste informazioni, una persona dovrebbe essere in grado di controllare in sicurezza questa sorta di "carrello". Moovel, che è interamente posseduta dal Gruppo Daimler, ha come missione il rendere più semplice la mobilità urbana e sta lavorando ad un sistema operativo per la mobilità urbana, che possa offrire l'accesso a servizi di mobilità intermodali. Moovel Lab è un team interdisciplinare all'interno del Gruppo Moovel che guarda le future questioni della mobilità e del comportamento umano nelle aree urbane inserendole in progetti creativi.

LE QUATTRO AREE DEL TRASPORTO

Il futuro delle automobili come mezzo di trasporto attiene a quattro aree "Connettività", "Condivisione e servizi", "Elettrificazione" e "Autonomia" ed è su quest'ultima che si concentra questo progetto di Moovel Lab. Le domande sono molte, dalla 'come verrà cambiata la nostra mobilità dai veicoli autonomi' al chiedersi come essi "vedono" quel che li circonda fino a quella stressata dal veicolo sperimentale: quali informazioni utilizza il veicolo quando si muove nel traffico?
La responsabile del progetto in Moovel Lab, Joey Lee, spiega che "Who Wants to Be a Self-Driving Car vuole essere una piattaforma dedicata a tutti quelli che vogliono sperimentare e condividere le loro impressioni, sentimenti e pensieri sul tema futuro della guida autonoma. Permettendo alle persone di sperimenta per se stessi, vogliamo rendere l'argomento meno complesso, creare empatia per la tecnologia e avviare una discussione sul futuro della mobilità". In effetti la guida autonoma, una volta superate le difficoltà tecniche (leggi del Pegasus di Nvidia che permetterà l'autonomia a livello 5), si dovrà confrontare non soltanto con regolamenti e leggi ancora da definire ma anche con l'accettazione del pubblico, che sembra leggerlain modo molto personale: l'auto dovraà salvare per primi i passeggeri.

Pubblicato in Sistemi di sicurezza il 12 Ottobre 2017 | Autore: Nicodemo Angì


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