Vetri appannati auto: i prodotti specifici funzionano davvero?

Abbiamo provato i prodotti "Anti-Fog" e "Wizzy" della Arexons, ecco come si sono comportati

9 gennaio 2012 - 10:55

Le prime piogge suonano come l’inizio di una battaglia tra l’automobilista e il parabrezza appannato: un diffuso rebus cui non sempre si riesce a trovare rapida soluzione nel traffico, ancora meno se in preda al panico guidando alla cieca si tentano combinazioni casuali alle “manopole della fortuna”, in cerca di uno spiraglio anche piccolo alla base del parabrezza per recuperare la visuale di guida. In queste condizioni la guida diventa rischiosa e stressante e non ci vorrà molto affinché s’impugni la prima cosa a portata di mano, dal kleenex alla sciarpa, per liberare il vetro da quella fastidiosa condensa, per poi ritrovarsi dopo alcuni minuti con un nulla di fatto e il vetro anteriore dalla connotazione artistica, ancora più appannato di prima. Alcuni prodotti in commercio, molto simili, sembrerebbero la soluzione al nostro problema; ne abbiamo testati alcuni – “Anti-Fog” e le salviettine “Wizzy” entrambe della Arexons – confrontandoli con il più tradizionale metodo di pulizia dei vetri: detergente specifico e olio di gomito.

PERCHE’ SI APPANNA – Prima di lanciarci nel test, facciamo chiarezza sulle possibili cause che ci costringono spesso a guidare ricurvi sul volante, sbirciando la strada attraverso un piccolo “oblò” sul parabrezza. Il fenomeno dell’appannamento avviene sistematicamente quando in auto aumenta in modo rilevante il tasso di umidità. Semplificando i meccanismi chimico-fisici, il vapore acqueo in sospensione nel nostro abitacolo condensa quando l’aria di cui è satura si raffredda sul parabrezza (molto freddo a causa della temperatura esterna), ricoprendo il vetro di tante piccole “gocce” che ostacolano il passaggio della luce offuscando la visuale sulla strada. E’ sufficiente pensare alla quantità di acqua che riversiamo sui tappetini, salendo in auto con scarpe bagnate e ombrelli gocciolanti, per comprendere quanto sia immediato guidare con i vetri appannati e se sbadatamente si lascia il ricircolo del condizionatore attivo, il nostro respiro caldo e umido non farà che accelerare il tutto. E’ sufficiente applicare un prodotto antiappannante per guidare in totale sicurezza?

ANTIAPPANNANTI AREXONS – Anti-Fog no gas (250 ml, 5.62 euro) in soluzione da nebulizzare e i panni Wizzy antiappannanti (15 panni in flowpack, 3.63 euro) di Arexons assicurano grandi promesse: impedire l’appannamento di vetri e specchi in condizioni di forte umidità (la soluzione spray) e pulire efficacemente vetri appannati evitando anche l’annebbiamento se usati preventivamente (i panni). L’applicazione dello spray Anti-Fog prevede l’utilizzo di un panno con cui bagnare uniformemente la superficie interna del vetro; molto più maneggevoli, invece, i panni Wizzy: basta estrarli dalla confezione richiudibile e passarla con cura sul vetro da trattare. Le istruzioni d’uso che accompagnano le confezioni sono utili ma per l’Anti-Fog, a differenza dei panni Wizzy, non fanno alcun cenno alla necessità di distribuire il prodotto fino alla scomparsa di residui e striature inizialmente poco percepibili ma esaltati dai fari delle auto incrociate di sera, davvero fastidioso per chi siede al volante.

LA COMPARATIVA – Dalla cipolla alla patata, fino al sapone e ai fogli di giornale i metodi della nonna colorano, a volte, leggende dell’immaginario collettivo ma rivelandosi in altre espedienti casalinghi economici (e forse poco pratici). Per verificare l’efficacia dei prodotti antiappannanti li abbiamo sottoposti a un confronto diretto con il più tradizionale e diffuso detergente per vetri (il motivo lo capirete in seguito). Dopo aver delimitato parabrezza e lunotto in due aree, abbiamo applicato sul vetro anteriore l’Arexons Anti-Fog a sinistra e pulito semplicemente con Glassex la superficie destra di fronte al passeggero. Analogamente, sulla superficie sinistra del lunotto abbiamo passato un panno Arexons Wizzy mentre sulla destra, alle spalle del passeggero, Glassex e panno in microfibra. Con tappetini asciutti, ma in una giornata molto umida per la pioggia abbiamo monitorato temperatura e umidità dell’abitacolo lasciando al respiro di due nostri collaboratori fare il resto. Sarà sufficiente il solo detergente a evitare l’appannamento? E i prodotti antiappannanti avranno mantenuto le promesse?

I RISULTATI – Arrestato il motore a una temperatura di circa 50°C, la temperatura esterna misurata è di 5 °C inferiori ai 15,3 °C registrati in auto, con l’igrometro che segna 67% di umidità. Non ci stupisce che il lunotto, a una temperatura più bassa del parabrezza, abbia mostrato i primi effetti pressoché omogenei dell’appannamento con largo anticipo, quanto l’appannamento parziale del parabrezza dopo soli 20 minuti di permanenza in auto con ricircolo dell’aria disattivato. Come visibile in gallery, sono bastati 30 minuti per togliere completamente visibilità al guidatore nonostante l’uso dell’Arexons Anti-Fog, mentre il parabrezza dal lato del passeggero trattato con Glassex consente ancora una discreta visibilità. Dopo 50 minuti i vetri dell’auto preservano la totale privacy dei passeggeri, a una temperatura di 17,1 °C e umidità al 73 %, infatti, il parabrezza è completamente annebbiato e la condensa di vapore acqueo scivola fino alla base di lunotto e parabrezza interessati ai prodotti Arexons.

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