Test sensori di parcheggio: Lampa Steel mate con display

I sensori di parcheggio wireless di Lampa non deludono ma preferiscono le auto agli ostacoli meno visibili. Ecco come funzionano

5 marzo 2012 - 7:00

Un’auto imponente, a prescindere dal prestigio e dal fascino dell’emblema che esibisce, riesce sempre a rubare gli sguardi dei passanti, ma tutta questa visibilità ha un prezzo molto alto in città. Il sistema di parcheggio a ultrasuoni Steel mate PTS400Q di Lampa, facilita l’installazione abbattendo i costi di montaggio e, anche se non restringe l’auto, conduce le manovre attraverso un ampio e completo display wireless. Il kit Steel mate distribuito dall’azienda italiana, a dispetto della sua provenienza sbandierata con orgoglio sulla scatola esterna (e ci mancherebbe) sembra avere tutte le carte in regola per fare bene. Le serigrafie esterne alla confezione raffigurano gli stabilimenti (asiatici) nei quali il kit è prodotto, ma all’interno della confezione risaltano materiali di buona qualità e finiture curate: plastiche resistenti e piacevoli al tatto, adesivi 3M e cavi con spesse ma morbide guaine di protezione testimoniano che “China” non sempre significa low cost & low quality.

DISPLAY MULTIFUNZIONE – Il monitor wireless di medie dimensioni (10,8 x 6 x 3,1 cm alla base) è studiato per una posizione ottimale al centro della plancia, dove grazie alla palpebra antiriflesso protegge dal sole le informazioni trasmesse al conducente. Un pulsante di selezione vicino al buzzer sul retro del display lcd definisce due livelli di volume per una regolazione ottimale; manca però la possibilità di disattivare totalmente i toni di allarme. Il guscio di plastica sembra resistere agli urti accidentali e ai graffi ma la superficie finemente goffrata si riflette al centro del parabrezza quando il sole è più alto, ci vuole un po’ per abituarsi.

CAPSULE NON VERNICIABILI – I sensori a ultrasuoni di colore nero lucido hanno cablaggi scomponibili lunghi circa 2,30 metri, sufficienti a coprire installazioni remote dalla centralina come su fuoristrada, minivan o station wagon. Le connessioni stagne intermedie, come su pochi kit in commercio, rendono meno laboriosi gli interventi di manutenzione alla carrozzeria o al sistema stesso. Controcorrente invece ci sembra l’impossibilità di verniciare i sensori nel colore dell’auto e la totale assenza di supporti in grado di regolarne l’inclinazione verticale.

UN KIT QUASI COMPLETO – All’interno della scatola sembra esserci tutto l’occorrente per un montaggio a regola d’arte: una fresa per i fori da 18,8 mm di diametro e un manuale illustrato interamente in italiano passo passo. Nonostante la premura del produttore inviti l’utente finale a rivolgersi a un tecnico specializzato, chiunque abbia esperienza da sfoggiare nel garage di casa può cimentarsi nel montaggio del kit di sensori Lampa. Peccato che i dettagli della procedura da seguire sembrano perdersi arrivati ai collegamenti elettrici del display e della centralina, lasciando libera interpretazione ai colori dei fili da collegare (ecco, forse, spiegate le precedenti raccomandazioni). In mancanza di fascette da elettricista o clip non è difficile bloccare la centralina grazie al velcro adesivo sul retro, ma tenere i cavi eccedenti in lunghezza sparsi per il baule o peggio ancora penzolanti dietro al paraurti, richiederebbe una piccola revisione sul contenuto del kit.

NESSUN FILO TRA I SEDILI – Applicate le capsule allo scudo paraurti posteriore seguendo le istruzioni allegate, basterà collegare l’alimentazione della centralina alla luce di retromarcia e a un punto di massa sul telaio, certi che un fusibile da 2A proteggerà l’impianto da picchi di corrente indesiderati. Di media difficoltà potrebbe rivelarsi il collegamento del display wireless a un punto di alimentazione sotto chiave o all’interruttore delle luci di retromarcia. Le successive operazioni di plug&play nel baule non necessitano particolari indicazioni; ogni cavo è contrassegnato da lettere per cui è davvero difficile confondersi. La connessione wireless fino a 30 metri tra display e centralina non richiede lo smontaggio dei rivestimenti interni per il consueto passaggio di cavi lungo l’abitacolo; un prezioso vantaggio in termini di tempo e costi di manodopera.

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