Test sensori di parcheggio elettromagnetici invisibili

Economico e non invasivo, il sistema Proxel Eps-Dual 2.0 punta sull'invisibilità, ma la sua precisione preferisce gli ostacoli grossi e asciutti

24 ottobre 2011 - 10:00

L’uso di alcuni accessori nella vita quotidiana, spesso, è una scelta obbligata, in alcuni casi una questione di look ma in molti altri un vero disagio; stiamo parlando degli occhiali da vista. Vi chiederete cosa c’entri tutto questo con il mondo dell’auto, ebbene, per quanti non ne fossero a conoscenza, Proxel ha realizzato i sensori elettromagnetici invisibili che potrebbero definirsi “le lenti a contatto” della nostra auto, poiché assolutamente invisibili.

FACILE INSTALLAZIONE – Tanto amato quanto considerato superfluo, il sistema di sensori di parcheggio è uno degli accessori aftermarket più richiesti degli ultimi anni, ma nonostante ciò, a molti automobilisti l’idea di crivellare da parte a parte il paraurti sembra non andare proprio giù. La soluzione l’ha trovata Proxel, azienda italiana che ha già catturato i consensi di molti grazie al suo brevetto internazionale: i sensori di parcheggio elettromagnetici che non richiedono forature. Il kit EPS (Electromagnetic Parking Sensor), perfezionato negli anni fino all’attuale versione Dual 2.0, ha dalla sua il vantaggio di un’installazione semplice, poiché non richiede particolari attrezzature, ma soprattutto invisibile, da non alterare l’estetica dell’auto. A giudicare dai feedback positivi, rilasciati dagli utenti soddisfatti che hanno acquistato il prodotto, il sistema di parcheggio elettromagnetico sembra aver convinto quasi tutti. Sarà funzionale quanto invisibile anche secondo i nostri standard di sicurezza? Prima di scoprirlo, vediamo insieme cos’è l’Eps-Dual 2.0.

UN SEMPLICE NASTRO ADESIVO – Il cavallo di battaglia del brevetto che ha rivoluzionato l’assistenza al parcheggio è il principio di funzionamento elettromagnetico e i vantaggi che ne derivano: economico, semplice e molto discreto. A differenza dei sistemi tradizionali, Proxel propone un unico sensore molto simile a del comune nastro adesivo (ma di alluminio) da attaccare al retro del paraurti e collegato alla centralina che segnalerebbe l’avvicinamento di qualsiasi ostacolo in un ristretto campo di rilevamento. All’interno del vano bagagli la “smilza” centralina, che elabora e controlla la segnalazione di prossimità, consente ora con Eps-Dual 2.0 di calibrare la sensibilità del sensore riposizionando i due jumper in dotazione su quattro posizioni; ancora una volta il kit EPS sorprende per rapidità e maneggevolezza. A scandire i segnali sonori di avvicinamento all’ostacolo è un buzzer grande all’incirca quanto una moneta da un euro; le ridotte dimensioni lo rendono nascondibile quasi ovunque fissandolo con il biadesivo a qualsiasi superficie.

PULIZIA OBBLIGATORIA – L’installazione del kit Proxel si prospetta come un gioco da ragazzi e pur essendo supportati dall’esaustivo manuale d’installazione e dalla pronta assistenza post vendita dell’azienda, in contatto diretto con i suoi clienti, sarebbe opportuno valutare le proprie capacità nel faidate automobilistico. Se l’auto sottoposta all’upgrade ricorda con difficoltà i suoi primi chilometri, una pulizia preventiva dello scudo paraurti è inevitabile per rimuovere polvere e fango raccolti nel tempo. Rimosso il paraurti (operazione talvolta più lunga del montaggio del kit, che alcune auto costringono a eseguire in posizioni scomode) si procede al posizionamento del sensore-antenna di alluminio (3.5 metri di lunghezza sufficienti anche per un caravan) sul retro dello scudo di plastica, nel punto di massima sporgenza; questa scelta, come si evince dai video del test, è decisiva nel rilevamento di ostacoli di altezza limitata. Le operazioni che seguono comportano una preparazione tecnica da “sostituzione lampadina”: individuati i cavi di alimentazione della lampada di retromarcia, il tutto si riduce al semplice plug and play del kit EPS e alla calibrazione del sistema avvicinando le mani alla zona centrale del paraurti.

UN CAVO CORTO… – Più semplice di così? Beh, a dirla tutta, il cavo RF che collega un’estremità del sensore-antenna alla centralina, con i suoi 100 cm circa di lunghezza tiene conto solo di un collegamento dei componenti attraverso i tappi di gomma laterali al bagagliaio. Nel nostro caso, l’unico tappo centrale ne ha esaurita la lunghezza, obbligando la centralina in prossimità del foro e richiedendo l’allungamento dei cavi di alimentazione in dotazione al kit: nulla di tanto clamoroso se non fosse che in quella posizione, pur coperta dal rivestimento, l’esile centralina potrebbe soffrire urti e schiacciamenti per un bagagliaio troppo affollato. In questo caso, i cavi sottoposti a possibile trazione, si scollegherebbero dalla centralina poiché i connettori privi di sistema “antiscollegamento spontaneo” si rimuovono semplicemente tirando con le dita. Non si è risparmiato in lunghezza invece per il buzzer (un problema che ha riguardato, insieme al rilevamento della pioggia, i modelli precedenti) e che ora può occupare posto anche vicino al guidatore (su auto piccole). Tuttavia il volume di segnalazione adeguato non richiede un avvicinamento oltre il bagagliaio o viceversa un improprio occultamento per rimediare a bip molesti.

5 commenti

Nazzareno
17:40, 13 novembre 2014

Ho montato il sensore sulla mia bmw senza smontare il paraurti. Lavoro ottimo. Molto soddisfatto

dondi
23:11, 18 settembre 2015

ho montato il sensore con perfetto montaggio tra l'altro semplice,ho perso tante ore per la taratura di essi che hanno 4 livelli differenti,ma a dire il vero fanno schifo a dir poco, avvolte suonano senza motivo quando si indietreggia ai lati di un muro, gli ostacoli alti fino a 50cm come i panettoni non li rilevano, i cassonetti dei rifiuti sia plastica che in ferro idem, 2 su 4 volte non avverte la distanza giusta o suona fisso ancora prima dei tre livelli di avvertimento(,tra l'altro con tempo asciutto e figuriamoci quando piovera') per me e come se non ci fossero ed andavo meglio prima. li levo subito ed era meglio che impegnavo tempo e denaro in altre cose.

mauro
13:07, 26 settembre 2015

prontamente dopo il reclamo citato all'azienda produtrice si e rilevata seria facendomi parlare con un tecnico al telefono spiegando l'inconvegnente. il tecnico ha prontamente identificato l'errore imputando la difettosita' del cavo schermato inserito nella confezione ed prontamente in due giorni mi ha fatto arrivare il ricambio. ora e tutto ok, anzi il nastro l'ho messo doppio per una migliore ricezione e funziona davvero alla grande anche con la sensibilita' al minimo di taratura sulla centralina. tuttavia pero' i coni di gomma non li rileva e non so perche' ma per fortuna i panettoni ora si. ora sono soddisfatto

Donato
10:24, 14 agosto 2016

Gentile Sig. Riccardo,
come spiegato nell'articolo, i sensori Proxel testati non sono compatibili con paraurti in metallo a causa del principio di funzionamento “elettromagnetico”. Nel suo caso, spazio permettendo, sarebbero più indicati i classici sensori ad ultrasuoni con capsule.
Cordiali saluti

Walter
14:13, 22 agosto 2016

Ho montato questi sensori qualche mese fa, (3,0) su una mini countryman, ma impazziscono anche se non piove . Ho contattato l azienda molto disponibile a sostituire il prodotto, ma il problema persiste. Forse su alcune vetture non sono adatti , dipende dalla conformazione del paraurti.Il mio cosiglio e di contattare prima qualche utente che li ha montati su una vettura come la vostra ed accertasi della funzionalità.