Test Remmy: l'allarme per non dimenticare i bambini in auto

Un giorno l'allarme salva bimbo potrebbe diventare obbligatorio in auto, ma un'azienda italiana ne ha già realizzato uno economico e universale

9 dicembre 2013 - 13:41

Remmy è un piccolo dispositivo che si accorge quando il guidatore sta per lasciare l'auto e, se nel seggiolino è seduto il bebè, avverte il genitore che un passeggero dietro reclama la sua attenzione. SicurAUTO.it l'ha messo alla prova in anteprima per capire quanto ci sa fare coi bambini.

AGGIORNAMENTO DEL 2 AGOSTO 2016: Il prezzo consigliato al pubblico applicato da settembre 2015 è di 60 euro per Remmy singolo e 80 euro per Remmy doppio, escluse le spese di spedizione.

DRAMMATISMO MEDIATICO CONTRO UTILE CAPARBIETA'- “Abbandono” forse è il termine più sconfortante per un genitore che concepisce suo figlio prendendosi cura di lui con amore fin dai suoi primi vagiti. Eppure è quello che tivvù e giornali attribuiscono a padri e madri smemorati, colpevoli solo di essersi piegati al ritmo frenetico del tran tran quotidiano. Ma non meno responsabili di chi il seggiolino per auto non sa proprio cosa sia (come dimostra la nostra indagine nazionale sulla sicurezza dei bambini in auto) o – peggio ancora – di chi trasporta un bambino nel bagagliaio come una busta della spesa solo per comodità. Delle conseguenze in caso d'incidente sono in pochi a parlarne, oltre noi di SicurAUTO.it, perché la tragicità di un evento, di per sé già straziante per chi ne è direttamente coinvolto, raccoglie più attenzione di una sana e utile informazione sulla sicurezza stradale. Per noi non è affatto così, per questo la nostra esperienza ci costringe ad approfittare sempre degli eventi di cronaca per ripetere ai nostri lettori – rischiando di diventare monotoni – che l'auto non è un parco dei divertimenti. Con questa premessa non ci ergiamo affatto a difesa di chi si sottrae – senza volerlo – ai suoi obblighi di tutore nei confronti di un bambino ma, anzi, vogliamo essere partecipi di una maggiore consapevolezza che, per quanto stressante possa essere la quotidianità, esistono soluzioni utili ed economiche per non dimenticare i bambini in auto. Remmy è una di queste, un dispositivo intelligente, inventato da una Startup italiana, che abbiamo provato per voi lettori.

NATO PER ESSERE ECONOMICO E UTILE – Di fronte alla sordità delle istituzioni è l'intraprendenza di pochi, mossi da una sensibilità motivata dall'essere genitori, a spingerli in battaglie per la difesa dei bambini in auto. E se non basta una proposta di legge per rendere obbligatorio in auto l'allarme anti-abbandono, c'è la Startup Remmy s.r.l. di Bologna, che ha ideato un sistema salvabimbo universale, facile da usare e alla portata di tutte le tasche. Il reminder per bambini in auto nasce  – come si legge dal sito ufficiale dell'iniziativa – dall'idea di due professionisti, Michele Servalli e Carlo Donati, entrambi papà, che nella vita di tutti i giorni si occupano di business consulting. Noi li abbiamo raggiunti per farci spiegare come è nato Remmy e da lì è partito l'impulso di dedicare una prova approfondita alla loro invenzione. Tutto è partito dallo sconforto per l'ennesima morte di un bambino dimenticato in auto, stavolta a Piacenza nel giugno 2013, tanto da far capire ai due colleghi che come è possibile cambiare le sorti di un'azienda è possibile realizzare qualcosa di semplice ed intuitivo che tenga gli occhi aperti sul bambino quando la memoria del genitore fa cilecca. Così, dopo 3 mesi in cui hanno realizzato analisi di mercato, studi di fattibilità e circa 10 prototipi, è nato il primo Remmy costruito interamente in Italia. “La nostra iniziativa imprenditoriale ha fin da subito trovato l'entusiasmo e la disponibilità delle persone che sono diventate oggi soci a tutti gli effetti della Remmy srl” spiega il dott. Servalli. “Siamo riusciti a mettere insieme il capitale necessario grazie agli attuali 24 soci-finanziatori che ci hanno permesso di avviare la produzione del primo lotto presso un'azienda locale specializzata nel settore elettronico” ha continuato Servalli.

COME FUNZIONA REMMY – A differenza di quanto faccia sembrare il prezzo di soli 35 euro (spedizione inclusa), Remmy non è un banale interruttore collegato al seggiolino del bambino, ma un sistema intelligente gestito da un microcontrollore. L'unità di controllo (Control Unit) con led di segnalazione e pulsante silenziatore è alimentata attraverso la presa 12V dell'accendisigari, a cui è collegata in parallelo anche una presa secondaria per poter ricaricare smartphone o navigatore satellitare PND. Dalla Control Unit si dirama la connessione al sensore di presenza bambino da inserire sotto la fodera di rivestimento del seggiolino. Quando il guidatore avvia il motore, Remmy si ricarica ed esegue un check per verificare che tutti gli input ricevuti siano regolari e da quel momento in poi non farà altro che osservare se il bambino è allacciato al suo posto. Appena viene arrestato il motore, azione che precede solitamente quella di allontanamento dall'auto, si attiva una sequenza di bip soffusi che circonda il posto di guida senza disturbare il sonno del bebè ai sedili posteriori. A quel punto non resta che silenziare l'allarme e prendere il piccolo dal suo seggiolino. Se invece il motore è stato spento solo per una breve sosta lo si può silenziare manualmente, Remmy si riallarma automaticamente al successivo avviamento del motore. La necessità di ricorrere all'impiego di un microcontrollore, come ci spiega il dott. Servalli, sta nella capacità di Remmy di distinguere l'arresto volontario del motore in un'auto convenzionale (che avvia l'allarme) da quello di un dispositivo Start&Stop, che invece arresta il motore ad ogni semaforo, lanciando l'allarme solo quando il bebè è nel seggiolino ed è il conducente ad arrestare il motore. Abbiamo messo a dura prova il funzionamento di Remmy (riassunto nel video promo dell'azienda) su un ovetto gruppo 0 e 0+ (da 0 a 13 kg), su un seggiolino gruppo 1 (da 9 a 18 kg) e su seggiolino trivalente gruppo 1+2+3 (da 9 a 36 kg) con l'aiuto dei nostri piccoli collaboratori Giada e Giovanni, rispettivamente di 20 e 15 mesi.

DURA PROVA DI VIVACITA' IN AUTO – Installare Remmy a bordo è un'operazione estremamente semplice – come si vede nel video sotto – grazie alle chiare istruzioni in dotazione con il dispositivo e ai video tutorial presenti sul sito dell'azienda. Sono poche, infatti, le precauzioni che bisogna adottare per un corretto funzionamento: posizionare il sensore di presenza bambino nel punto giusto e far correre i fili lungo il tunnel lontano dalle guide dei sedili per non danneggiarli. E qui entra in gioco nuovamente la diagnostica del microcontrollore che, nel caso rilevi anomalie, come un'immotivata assenza di alimentazione o non continuità del segnale proveniente dal sensore di presenza, avverte il guidatore con 3 “bip”. I test su strada ci hanno permesso di constatare che il sistema rileva pesi a partire da 4 kg, non crea problemi di comfort al bambino e si accorge se il piccolo è posizionato male o si sposta dal sensore. La vivacità di Giovanni fa suonare di tanto in tanto i 3 “bip” ma Remmy è veloce nel capire che il bebè è tornato al suo posto e tutto torna subito alla normalità. Giada, invece, è più tranquilla e si gode il viaggio in auto nel suo seggiolino trivalente, lasciando che Remmy richiami il papà solo una volta giunti a destinazione. Grazie al pannolino indossato, alla fodera del seggiolino e all'imbottitura del sensore di presenza, lo stesso non si è mostrato scomodo, almeno per Giada che non si è accorta di esserci seduta sopra.

CI SARA' LA VERSIONE BLUETOOTH – Tuttavia, l'impossibilità del sensore di assecondare le forme della seduta del seggiolino fanno si che lo stesso possa spostarsi sotto la fodera se il piccolo passeggero si muove molto. L'inconveniente, che abbiamo risolto bloccando il sensore con del nastro adesivo, non avrebbe comunque inficiato l'esito positivo delle prove, poiché il sensore è studiato per validare la presenza del bambino anche se è seduto su una piccola area di rilevamento. Il piccolo Giovanni ha messo a dura prova Remmy, al punto da farci pensare che – forse – un ritardo dell'allarme “anomalia” di qualche secondo risolverebbe una segnalazione superflua ma non fastidiosa per chi guida. Alle nostre domande sugli sviluppi futuri del sistema, il dott. Servalli ha aggiunto che il sensore attuale sarà sostituito con una versione multifunzionale, che estenderà l'uso di Remmy anche al rilevamento di animali domestici. Da quanto il CEO di Remmy srl ci ha spiegato, è stata inoltre depositata anche la domanda di brevetto per un prototipo wireless senza fili che avrà un'applicazione smartphone dedicata. Il nuovo tappetino wireless dovrebbe rendere più agevole l'uso di Remmy con l'ovetto senza dover smontare il sensore ogni volta che si preleva la culla dalla base.

IN SINTESI

Marca e modello: Remmy

Tipologia: Allarme anti-abbandono di rilevamento e segnalazione bebè a bordo

Prezzo: 35 – 45 euro singolo/doppio sensore online con spedizione inclusa

Caratteristiche tecniche: tensione di funzionamento 12-16V con fusibile di protezione da 3 A

Garanzia: 24 mesi sull'intero prodotto

Pro

  • Remmy è un dispositivo salva bimbo economico, compatto (rispetto a quanto siamo riusciti a testare fino ad oggi) ed affidabile durante le prove.

Contro

  • Non garantisce la stessa versatilità con l'ovetto poiché, a differenza del seggiolino che resta installato in vettura, il sensore dev'essere smontato per poter prelevare la culletta dal supporto. L'alternativa di posizionare il sensore tra la base e il sedile dell'auto, anziché nell'imbottitura della culletta, è possibile perdendo però qualcosa in sensibilità e rapidità degli allarmi.

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