Test parasole auto: quale scegliere e come usarlo al meglio

30 luglio 2012 - 7:00

Esponendo il parabrezza al sole in posizione favorevole a un irraggiamento continuo, abbiamo verificato quale potesse essere il modo migliore per abbattere le radiazioni solari che surriscaldano l’abitacolo. Dopo aver raffreddato e deumidificato l’abitacolo fino a una temperatura di circa 27 °C e 49% di umidità con una temperatura esterna variabile da 30 a 33 °C, abbiamo monitorato l’andamento della temperatura all’interno dell’auto sottoposta solo al riscaldamento solare, ma protetta con il parasole di cartone all’interno e quello riflettente sia al lato interno che esterno del parabrezza alternativamente.

MEGLIO FUORI CHE DENTRO – L’andamento dei grafici raffigurati in gallery conferma che durante il tempo di acquisizione dati di 120 minuti per ogni prova, la differenza tra i due parasole è importante sia nel breve sia nel lungo tempo. Dopo soli 20 minuti di esposizione e una temperatura interna all’abitacolo di 40,2 °C è già difficile respirare in auto con il parasole di cartone, ma il delta di 6-7 °C rispetto al più protettivo riflettente (posto al lato interno del parabrezza) permane fino alla fine del test quando si sfiorano i 60°C con parasole di cartone e appena 53,6°C con riflettente interno al vetro; la carrozzeria a confronto sembra una piastra rovente con i suoi circa 85 °C. Un risultato che conferma quanto premesso in apertura lo dimostra la prova d’irraggiamento con riflettente posto all’esterno del parabrezza: grazie a questo metodo le radiazioni sono riflesse più facilmente e l’abitacolo si mantiene a una temperatura molto più confortevole, – 9°C rispetto all’applicazione dello stesso al lato interno e inferiore di 15 °C rispetto alla variante di cartone.

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