Test Angelo Custode: il dispositivo anti sonno “salvavita” e misterioso

Un piccolo auricolare in grado di "svegliare" chi si addormenta al volante è salito alla ribalta delle cronache anche se in giro ce ne sono di simili. SicurAUTO.it ne ha testati alcuni.

2 maggio 2011 - 7:00

“Un piccolo ma innovativo congegno elettronico salvavita unico al mondo, appena brevettato, studiato per evitare incidenti stradali dovuti ai colpi di sonno o alla stanchezza”. Così la nota agenzia di stampa Agi ha definito l'”Angelo Custode”, un dispositivo “anti colpo di sonno” che, applicato e regolato all'orecchio destro di un guidatore, emette un suono in grado di risvegliarlo qualora reclini il capo, un'azione che rappresenta uno dei sintomi classici del colpo di sonno. Il congegno, riporta ancora il comunicato, è stato presentato in un incontro alla sede della provincia di Ascoli Piceno dal suo inventore, Giancarlo Piermartiri, il quale ha comunicato che ne sono stati già venduti 150 mila esemplari negli Usa, 15 mila in Australia e 50 mila in Italia, e che “altri 37 Paesi l'hanno richiesto”.

PROPOSTA DI PROVA – L'esistenza di dispositivi simili, come vedremo più avanti, è nota da tempo a SicurAUTO.it. Ma andiamo con ordine. Il 14 marzo scorso eravamo stati contattati via e-mail da Giancarlo Piermartiri il quale, dopo aver chiarito che l'idea del dispositivo era nata in lui da uno dei suoi viaggi in Cina (una circostanza riportata anche da altre testate), ci aveva invitato a provarlo e a dare notizia della sua invenzione. Il giorno stesso avevamo aderito alla proposta della prova e, subito dopo, eravamo stati interpellati da un incaricato del sig. Piermartiri, il quale si qualificava come “delegato” alla presentazione del dispositivo e sollecitava un incontro di persona, al posto del più classico invio via posta, dal quale però non abbiamo ottenuto alcuna risposta alle nostre domande sul dispositivo, se non un campione omaggio dello stesso previa firma di un verbale di consegna da parte di un nostro collaboratore.

RISPOSTE INESAURIENTI – Per chiarirci le idee sulla faccenda, abbiamo quindi rivolto alcune domande direttamente a Giancarlo Piermartiri, poiché chi meglio dello stesso ideatore avrebbe potuto appagare le nostre curiosità riguardanti l'”invenzione”?

Come mai ha scelto di proporre un dispositivo ideato in Italia, prima all'estero e poi nella sua nazione?

Debbo dire che l'Italia non ha recepito da subito il Prodotto, questo a causa di una accentuata forma di orgoglio e presuntuosità da parte di tutti gli autisti, pochissimi hanno confermato, in prima battuta di aver avuto un colpo di sonno durante la guida, poi durante telefonate di studio, il 67% di loro hanno confermato…. Lontano dai microfoni si confessano!! Ma diciamoci la verità…. Chi non ha avuto un colpo di sonno in Auto? (noi mai ndr…) Ma quanti sono che non potranno più raccontarlo?”

La vendita del dispositivo all'estero immaginiamo abbia comportato l'ottenimento di un brevetto internazionale; è stato necessario chiedere di conseguenza anche un brevetto italiano per la vendita nel nostro paese?

È stato sufficiente brevettare nel nostro paese, e questo ci ha dato il diritto di allargare il Brevetto entro un anno in tutti i paesi che risponderanno con interesse, questo è previsto dalle norme Internazionali sui Brevetti, chiunque lo copiasse verrebbe poi da noi “mistificato” invitandolo a ritirare la merce sul mercato (ne è previsto il sequestro)”

Dalle informazioni che ci ha trasmesso deduciamo che la sua azienda (New Edil s.r.l. di Ripatransone) si occupa anche di edilizia; pertanto si avvale del supporto di qualche azienda che si occupa dell'elettronica interna al dispositivo?

La nostra azienda ha diversi rami di attività: edilizia, trasformazione di acciaio, sistemi di ancoraggio per la grande distribuzione nel settore logistica, mobili di arredo e complementi di arredo quali fontane in vetro e cristallo o ceramica per aromaterapia, cromoterapia e terapia del rilassamento ed io sono ( purtroppo) il fautore di tutte queste attività che hanno caratterizzato il gruppo, la parte elettronica e/o meccanica , il progetto, dell'Angelo Protettore, sono tutte cose da me, dalla mia famiglia e dai collaboratori, ideate, testate, e cosa molto interessante per voi (SicurAUTO ndr.), è che noi non abbiamo chiesto nessun finanziamento, contributi e/o elargizioni da banche, istituti e/o fondazioni… all'inizio tutti erano increduli, ma siamo sempre pronti ad accettare chi ne vuole prendere il Patrocinio.

Abbiamo posto anche altre domande al sig. Martiri ma alle stese si sono susseguite una serie di risposte ambigue ed evasive, il cui senso compiuto si teneva ben lontano da quello delle domande formulate.

BREVETTATO SI O NO? FORSE – Determinati nel voler fare luce sulle non poche zone oscure della vicenda, abbiamo cercato una risposta alle nostre domande e ci siamo attivati per comprendere una volta per tutte, se e chi avesse brevettato il dispositivo salvavita. Ebbene, presso l'Ufficio Italiano Marchi e Brevetti del Ministero dello Sviluppo Economico (consultabile anche online) risulta depositata una domanda di brevetto relativa all'invenzione “allarme antisonnolenza” in data 31 marzo 2011 di cui si conoscerà l'esito (se verrà accertata o meno l'unicità dell'invenzione) al termine di un periodo, che può durare diversi mesi, durante il quale le domande di brevetto italiano sono sottoposte ad una ricerca di novità che viene effettuata direttamente dall'EPO, l'Ufficio Europeo dei Brevetti. Oltretutto (come visibile in gallery) la domanda di brevetto in questione non prevede l'anticipata accessibilità al pubblico, “clausola” che a decorrere dal momento in cui la domanda viene resa accessibile al pubblico (quindi consultabile e nota alla concorrenza) consentirebbe di agire in causa di contraffazione verso terzi, godendo quindi di maggiori protezioni sul brevetto (riferimenti normativi qui). L'imprenditore Piermartiri, (che l'agenzia di stampa Agi definisce “inventore del dispositivo” e “ingegnere”, mentre su Linkedin l'interessato dichiara una più modesta “3a Scuola Marconi”), descrive il dispositivo come appena brevettato, come riportato in una notizia della stessa Agi datata 8 aprile 2011, soli otto giorni dopo il deposito della richiesta di brevetto.

SI TROVA OVUNQUE – In molti articoli di giornale riprodotti sul web, Piermartiri definisce l'Angelo Protettore come innovativo dispositivo salvavita. Sarà, ma è un fatto accertato che su ebay c'è un'azienda campana che da tempo propone per 4 euro (batteria compresa) un dispositivo simile e dal funzionamento apparentemente identico a quello dell'”Angelo” che l'Agi riporta come “unico al mondo” e “frutto di anni di studio”. Ci risulta che tali dispositivi, vengono anche distribuiti gratis in molte officine auto, omaggiando i clienti per un cambio olio o un treno di gomme nuove, mentre sul sito ufficiale (www.angeloprotettore.it) il congegno si vende anche online per 15 euro (a scelta con beep o vibrazione, più spese di spedizione), ma non c'è neppure una sua immagine, se non una, minuscola e poco significativa, che sembra più un fotomontaggio che una vera foto. Il sito stesso è pieno di filmati su incidenti stradali e colpi di sonno al volante ma non ce n'è uno che illustri nei dettagli il funzionamento dell'”auricolare salvavita”, né vi abbiamo trovato spiegazioni di altro tipo. La domanda (retorica) che ci poniamo è la seguente: esiste forse una distinzione tra ideare e brevettare un'invenzione, dal tentare di brevettare qualcosa che esiste da anni (gridando al miracolo) di cui ancora nessuno ha reclamato la paternità in Italia?

CASUALI CORRISPONDENZE (!?) – Una breve ricerca ci ha condotti su un sito web australiano che propone lo stesso dispositivo ideato da Piermartiri ad un prezzo in linea con quello “nazionale” (24.95 $), ma la scoperta che ha alimentato ulteriormente i nostri dubbi sull'unicità dell'invenzione italiana è stata leggere il medesimo slogan sulla homepage del sito australiano, accuratamente tradotta in italiano per il sito dell'Angelo Custode (foto nella gallery in alto). Lungi da noi voler accusare qualcuno di plagio, ma le evidenze parlano chiaro, ed inoltre il dominio del sito australiano www.driverfatiguealarm.com risulta esistente da oltre un anno prima di quello del sito italianowww.angeloprotettore.it. Le similitudini dell'Angelo con prodotti analoghi in vendita in rete, evidenti anche ad un occhio poco allenato al gioco dei cruciverba caccia ai particolari, coinvolge anche il gigante web delle esportazioni Made in China, www.alibaba.com, su cui è visibile una foto dimostrativa del dispositivo antisonno (che definiremmo più un fotomontaggio) ritraente una donna con all'orecchio il sosia dell'Angelo; la stessa foto (rimpicciolita a dovere), l'unica dimostrativa del prodotto presente sul sito, è riportata nella homepage del sito italiano (foto nella gallery in alto).

GEMELLI DIVERSI – Sulla base delle evidenti corrispondenze tra il dispositivo salvavita “italiano” e gli analoghi in vendita sul web, abbiamo voluto toccare con mano e valutare il funzionamento del dispositivo italiano e di un apparecchio similare acquistato presso un negozio di telefonia. I due dispositivi seppur venduti in blister di forme e grafiche differenti, poiché l'Angelo destinato al mercato italiano mentre il suo concorrente molto probabilmente destinato ai paesi del Nord Europa per le indicazioni in lingua norvegese (di conseguenza non vendibile in Italia…), lasciano trapelare dall'estetica quasi identica una stessa filiera produttiva di provenienza; impressioni confermate dalle stampe sul retro delle confezioni “Made in China”. L'unica differenza è: l'Angelo Custode da noi provato suona inclinando il capo, il dispositivo “norvegese” vibra (non è stato possibile trovare in tempi brevi un dispositivo che suonasse). Tra l'altro l'Angelo Custode è sprovvisto di marcatura CE, un contrassegno che deve essere apposto su determinate tipologie di prodotti dal fabbricante stesso, che con essa autocertifica la rispondenza (o conformità) ai requisiti essenziali per la commercializzazione e utilizzo nell' Unione Europea, informazione confermataci anche dalla Guardia di Finanza. L'apposizione del marchio è prescritta per legge per poter commercializzare il prodotto nei paesi aderenti allo Spazio economico europeo (SEE) (ulteriori informazioni potete trovarle qui).

FUNZIONALITA' LIMITATA – Sollevandoci dal ruolo e dalla responsabilità di definire l'utilità dei dispositivi testati, progettati per limitare gli incidenti mortali dovuti ai colpi di sonno improvvisi, abbiamo realizzato delle prove riproducendo le più diffuse azioni involontarie caratteristiche del “colpo di sonno” alla guida, ossia la chiusura delle palpebre e l'inclinazione della testa. Entrambi i dispositivi testati prevedono una segnalazione sonora o tramite vibrazione se il capo del guidatore assume un'inclinazione uguale o maggiore a 30 gradi ma solo ed esclusivamente in avanti (un'inclinazione secondo noi eccessiva per poter riacquisire prontamente il controllo dell'auto, in caso di colpo di sonno). Questa caratteristica comporta una notevole limitazione di funzionamento nei casi in cui il guidatore inclini la testa lateralmente (situazione molto meno diffusa ma possibile) o accusando i primi segni di stanchezza, si adagi con il capo all'indietro sul poggiatesta in cerca di maggiore comfort per la difficoltà di tenere la testa in posizione verticale; in questi casi il dispositivo resta inerme e da qui a chiudere gli occhi, perdendo completamente i riflessi ed il controllo dell'auto, passa un attimo. L'analisi delle fasi che inducono il guidatore all'inevitabile perdita di controllo del veicolo, dai segnali iniziali di stanchezza come sbadigli continui, sbattito continuo e veloce delle palpebre, necessità di sfregare gli occhi fino ad un pericoloso abbassamento della soglia di attenzione, ci spingono a pensare che il problema vada affrontato a monte e non a valle: il controllo degli stimoli percepiti dal guidatore e dei riflessi di cui è capace nelle fasi di coscienza eviterebbero con elevate probabilità gli incidenti dovuti ai colpo di sonno. Per questo motivo sistemi come il riflessometro Victor (di cui vi abbiamo già parlato qui) o altri già presenti in alcune auto di classe medio alta, risulterebbero più efficaci.

TECNOLOGIA GIA' VISTA – Per dovere di cronaca abbiamo smontato entrambi i dispositivi salvavita testati, per documentare e comprenderne al meglio il principio di funzionamento (foto nella gallery in alto). Rimosse le plastiche esterne i due dispositivi si presentano abbastanza simili e presentano lo stesso “dna”, visto che il loro funzionamento si basa su una tecnologia ormai superata: un interruttore al mercurio, sostanza pericolosa per l'ambiente e la salute dell'uomo. L'Angelo Custode (o Protettore, così soprannominato sul sito ufficiale a seconda dei casi, per una ragione a noi poco chiara) presenta all'interno un circuito di rudimentale ed obsoleta realizzazione che ci spinge a dubitare che si tratti dello stesso dispositivo innovativo ed unico al mondo, frutto di anni di studio e numerose prove in strada, di cui parla l'imprenditore Piermartiri. Potrebbe sembrare un eufemismo ma l'unico componente innovativo che custodisce l'Angelo Protettore potrebbero essere le pile agli ioni di litio per il funzionamento del buzzer, ma di queste conosciamo già con certezza l'ideatore. Il sosia norvegese invece, presenta al suo interno un piccolo circuito elettronico, con molta probabilità utile a definire la frequenza di vibrazione dell'apparato, che nonostante possa apparire ai più come qualcosa di realmente innovativo, non nasconde il cuore che aziona il dispositivo al momento opportuno: la stessa ampolla contenente il mercurio che fa da inclinometro, presente nell'Angelo.

SEGRETO SVELATO – Vediamo insieme in cosa consiste l'interruttore al mercurio che accomuna i due dispositivi: tecnicamente conosciuto anche come SPST Mercury Switch (interruttore al mercurio a singolo polo), l'interruttore al mercurio presente nei dispositivi antisonno testati è costituito da una piccola ampolla o capsula di vetro contenente del mercurio, sostanza altamente dannosa per l'ambiente e per l'uomo, che ha il compito di consentire o interrompere il passaggio di corrente in un circuito in base alla disposizione dell'ampolla rispetto alla direzione della forza di gravità. Nei due dispositivi l'ampolla è posizionata sul guscio di plastica (o sul circuito per il dispositivo norvegese) in modo molto approssimativo che induce a pensare ad un riferimento molto indicativo della geometria di funzionamento (i 30 gradi oltre i quali si attiva il buzzer o la vibrazione). Inclinando la testa in avanti, il mercurio si sposta da un'estremità dell'ampolla all'altra chiudendo il circuito ed attivando il buzzer. La tecnologia di questo tipo di interruttori, la cui diffusione è favorita dal basso costo di realizzazione, è da ritenersi ormai superata sulla base della Direttiva europea RoHS che dal 1 luglio 2006 ha definito delle limitazioni nell'uso di sostanze altamente pericolose ed inquinanti, tra cui vi è anche il mercurio, nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, spingendo in particolare all'utilizzo di interruttori meccanici (più sicuri ma meno economici) al posto dei più pericolosi al mercurio. Siamo proprio sicuri che il dispositivo “innovativo” del terzo millennio, che promette di salvare vite umane, al termine del suo ciclo di vita, non ne metta in pericolo più di quante sia riuscito a salvarne?

2 commenti

Redazione
12:40, 4 maggio 2011

Gent.mo sig. Albertini,
la ringraziamo per il suo commento che è palesemente di parte.

Ciò che lei riporta come grado d'inclinazione e marchio CE è errato, la dimostrazione di ciò che diciamo è stata inserita della gallery.

Inoltre il suo nome, secondo fonti accreditate, è riconducibile alle attività o alle conoscenze commerciali del sig. Piermartiri. Pertanto riteniamo di non avere altro da aggiungere, i lettori faranno le loro considerazioni.

Cordiali saluti

Albertini
8:09, 5 maggio 2011

Mi fa piacere che benchè dapprima avevate tolto il mio commento non dando la possibilità ai lettori di capire bene avete rinserito il mio commento ed i lettori potranno così valutare, come potranno valutare che nel frattempo avete fatto delle piccole correzioni

1) sono entusiasta che mi definisce di parte per un oggetto che definisco per me utile e necessario e benchè risultasse utile a salvare una sola vita umana, lasciatemolo dire, non risulterebbe per vs merito , ed i lettori potranno valutare

2) i miei dati Anagrafici risiedono molto più vicino a voi di quanto possiate immagginare ed i lettori potranno valutare

3) mi fa piacere che non dite nulla sulle mie osservazioni a riguardo il vs Commento Palesemente di parte di uno strumento che a vederlo sembra di stare in un sottomarino E SI DEVE ESSERE ESPERTI DI INFORMATICA ROBOTICA per capire come usarlo e che non ne dichiarate il costo commerciale .. 1.000,00 ? ? – 2.000,00 ? ? a mio parere, è che forse è pericoloso per tanti motivi ed i lettori potranno valutare, toglie visibilità, una frenata ti rompi le corna..ecc

4) sono certamente soddisfatto che non avete il buon senso di dire che vi siete sbagliati nell'affermare che nell'Angelo c'è Mercurio, poi risultata COSA NON VERA, ed i lettori potranno valutare e confermare e lo porterò, forse all'università di Napoli a farlo analizzare dandovi poi contezza

5) scoprire che non avete il buon senso di dire che vi siete sbagliati nel dire che l'Angelo è inquinante quando a mio parere è TOTALMENTE RECICLABILE e le vs foto lo dimostrano, ed i lettori potranno valutare

Un consiglio da uno che ha qualche anno sulle spalle, non ci si accanisce così palesemente, io ho avvisato la ditta e chissà che non vedremo altre puntate che i lettori potranno valutare ? ma i soldi me li ridate ?
questa per è l'ultima puntata

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