Remote Angel, Allarme Bimbo a Bordo: una bufala?

Presentato ufficialmente un anno fa al pubblico, il sistema che rileverebbe un bimbo dimenticato in auto sfugge ai nostri test

25 ottobre 2012 - 12:00

Sarà che il connubio tra angeli e sicurezza stradale ha sempre un forte impatto emotivo, ma quando l'ingegno umano produce soluzioni intelligenti e risolutive a problemi della vita quotidiana, non si può che onorare il merito della genialità di una scoperta. Peccato che quando SicurAUTO incontra gli angeli della sicurezza stradale, l'epilogo che riportiamo non è sempre dei migliori, diversamente da quello che speravamo. La storia che vi raccontiamo è la sintesi dei fatti intercorsi dalla presentazione ufficiale di un dispositivo Remote Angel con Allarme Baby on Board, in grado di avvisare (in teoria, a questo punto) il conducente che un bambino o un animale è stato dimenticato in auto, fino alla scoperta che, del sistema spacciato per pronto al lancio, ne abbiamo visto (e toccato) solo “l'ombra” dopo mesi di attesa, mentre l'impellente commercializzazione era raccontata da tantissime testate, tra cui il TG1 nella rubrica Focus Techno.

SMAU 2011 – Tutto ebbe inizio alla fiera per l'informatica e le nuove tecnologie che si svolge ogni anno a Milano nell'ottobre 2011, durante la quale SicurAUTO prese contatti con l'azienda Mac&Nil, promotrice della presentazione alla stampa di un sistema innovativo che avrebbe archiviato per sempre i tragici fatti di cronaca che in quel periodo riempivano tristemente tivù e giornali. Impressionati positivamente dal seguito che avrebbe avuto sul campo e ben lontani dall'insinuare un freddo tentativo dell'azienda pugliese di cavalcare l'onda mediatica, ci siamo subito attivati per scoprire di più e testare su strada il primo sistema di allarme satellitare che avrebbe protetto non solo l'auto ma anche i più piccoli e ignari passeggeri a bordo.

ESISTE MA E' IN COLLAUDO – E' il 24 ottobre 2011 quando proponiamo all'azienda un incontro per testare il dispositivo Remote Angel con Allarme Baby on Board, la stessa ci fa sapere attraverso l'Ufficio Stampa, circa un mese dopo, che “trattandosi di un servizio innovativo lanciato da pochissimo, i tecnici stanno eseguendo gli ultimi test prima di poterlo rendere commerciabile”, rinviando a due settimane il nostro colloquio e SicurAUTO accoglie con piacere la volontà dell'azienda di collaudare il sistema pronto per essere lanciato sul mercato. Dopo 3 settimane non giunge in redazione alcuna notizia e difatti nemmeno in azienda sembrano avere le idee chiare sull'avanzamento dei collaudi, poiché a confermarcelo sono gli stessi interlocutori. Decidiamo di lasciare ai tecnici un po' di tempo prima di farci risentire (il 31 gennaio 2012) per evitare che le nostre domande potessero influenzare in qualche modo la procedura di test su un dispositivo (che credevamo già pronto) particolarmente utile alla sicurezza. Il 2 febbraio 2012 dei test di collaudo definitivi non riusciamo in alcun modo ad avere spiegazioni, così informiamo l'azienda delle nostre perplessità su un dispositivo presentato al pubblico dello SMAU e concesso in prova a SicurAUTO (dopo qualche collaudo di routine) ma che dopo 3 mesi dalla presentazione sembra svanito nel nulla.

FINALMENTE E' PRONTO (QUASI) – Dopo circa un mese dall'ennesima promessa d'informazioni dell'Ufficio Stampa, finalmente sembra muoversi qualcosa e l'azienda ci conferma che “Mac&Nil ha accettato di far testate il dispositivo che sarà sul mercato a partire da fine marzo (2012 ndr) in anteprima a SicurAUTO”. Quando il 2 aprile 2012 un pacco spedito dall'azienda Mac&Nil giunge in redazione, sono trascorsi appena 2 giorni dal lancio sul mercato annunciatoci ma il primo approccio visivo con il contenuto inizia a destare qualche dubbio sulla versione definitiva del sistema Remote Angel destinata ai consumatori. In due imballi differenti, che non richiamano in alcun modo (grafico o descrittivo) il servizio innovativo del modulo di Allarme Baby on Board, sono distribuiti gli elementi che comporrebbero il sistema satellitare di localizzazione del veicolo e il modulo aggiuntivo a ultrasuoni che rileverebbe i movimenti in auto, azionando la sirena in dotazione; il tutto apparentemente collocato con cura in bustine antistatiche pluriball, ma privo di manuale d'installazione, fornitoci su richiesta dall'azienda con l'offerta di tutta l'assistenza di cui avremmo necessitato.

VERSIONE “BETA” – I componenti di buona qualità non hanno messo in difficoltà i nostri tecnici durante l'installazione, anche se le dimensioni concedono poca scelta sul posizionamento del sistema, che funzionando da localizzatore satellitare andrebbe occultato con cura secondo le indicazioni fornite dal costruttore. A tal proposito citiamo qualche incongruenza tra la guida d'installazione e i componenti del kit, che nemmeno l'assistenza tecnica avrebbe potuto risolvere. Per commentarne qualcuna, le connessioni del modulo di rilevamento non hanno alcun sistema che le protegga dalle vibrazioni: basterebbe una lieve trazione dei cavi a staccarle, ma il manuale avverte in grassetto di avere particolare cura nel collegarle. Inoltre, per un funzionamento ottimale i due sensori a ultrasuoni destinati ai montanti del parabrezza devono incrociare le loro traiettorie al centro del lunotto posteriore, impossibile, se gli stessi sensori si mantengono solo sul filo di collegamento e non hanno alcun sistema che gli consenta di mantenere l'inclinazione stabilita durante l'installazione. Terminata l'installazione, la certezza che il kit a nostra disposizione avesse superato tutti i collaudi e fosse pronto per il mercato era molto flebile e a indurci a pensarlo non era solo un packaging generico e l'assenza di qualsiasi informazione sul funzionamento dell'innovativo sistema, che ancora oggi non traspare dal sito web dell'azienda, ma ciò che di lì a poco ci ha comunicato il Centro Assistenza Tecnica.

PRONTO MA GIA' RIMPIAZZATO – Pronti a testare un sistema la cui utilità avrebbe riscattato un'attesa di oltre 5 mesi, nonostante le scarse informazioni e i rinvii, la Centrale Operativa che avrebbe dovuto abilitare in remoto la connessione GPS, ci comunica che a breve avrebbero lanciato la nuova versione del dispositivo, chiedendo la sospensione di tutte le prove in programma. Intanto cresceva sempre di più in redazione la sensazione che il dispositivo inviatoci sembrava in tutto e per tutto un prototipo che, per quanto utile e promettente, si distingueva bene da un kit pronto a essere installato sulle auto dei clienti. L'azienda interpellata, dal canto suo, ha motivato l'improvvisa sostituzione (dopo appena 3 mesi dal precedente lancio sul mercato) con nuove funzioni di blocco motore dell'auto in caso di allarme gestibili in remoto dallo smartphone, tali da richiedere lo sviluppo di un nuovo dispositivo, per rispondere alle mutate richieste del mercato. Alla proposta di un nuovo test sulla nuova versione (definitiva) del kit Allarme Baby on Board, SicurAUTO ha dato la sua piena disponibilità, a patto che Mac&Nill coprisse le sole spese vive di ricerca sostenute inutilmente dalla redazione (che non avremmo mai chiesto se non ci avessero fatto perdere del tempo inutilmente), ma ad oggi la nostra proposta non ha trovato alcun riscontro. Confermando la piena apertura di SicurAUTO al dialogo, che ha sempre contraddistinto il nostro lavoro, il motivo per cui sia stato annunciato “un angelo non ancora in grado di volare” resta un mistero e preferiamo lasciare ai lettori ogni plausibile conclusione. Ci dispiacerebbe pensare che l'azienda abbia sfruttato un delicato momento mediatico (le tragedie di bambini morti perchè dimenticati in auto erano sulle pagine di tutti i giornali) per pubblicizzare un prodotto non reale e che avrebbe dovuto/potuto salvare la vita a dei bambini.

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