Recensione kit riparazione pneumatici: bomboletta o ruotino?

Cambiare una gomma forata potrebbe risultare difficile e faticoso. Ecco le soluzioni che negli anni hanno rimpiazzato la ruota di scorta.

18 aprile 2011 - 7:00

Anche nel 2011 una delle situazioni più spiacevoli che può mettere a dura prova un automobilista del terzo millennio è la foratura dello pneumatico. Tuttavia in molti casi pur armandosi di buona volontà e manuale di istruzioni alla mano, all'apertura del baule si ha l'amara sorpresa: ma la ruota di scorta, dov'è finita?!

C'ERA UNA VOLTA LA RUOTA – I più nostalgici ricorderanno sicuramente i tempi in cui, in barba all'ottimizzazione dei pesi e degli ingombri, si poteva contare su una vera ruota di scorta nella dotazione di serie dell'auto che, con i dovuti controlli periodici della pressione (che però quasi nessuno fa), era in grado di porre un rimedio definitivo e di indiscutibile sicurezza ad una foratura. Con il tempo il “quinto incomodo” si è visto escluso dalle dotazioni dei veicoli immatricolati dalla prima metà degli anni '90, lasciando il posto ad una ruota di più piccole dimensioni per consentire una maggiore capacità di carico, quindi con limiti di funzionamento notevoli rispetto alle altre ruote standard, denominata ruotino (ricordiamo che il ruotino consente una velocità massima di 80 Km/h). Non passa molto tempo che le Case automobilistiche decidono di semplificare ulteriormente (o complicare, a seconda dei punti di vista) la vita degli automobilisti rimpiazzando il ruotino con dei piccoli kit di emergenza costituiti da un flacone di mastice sigillante ed un piccolo compressore d'aria dai nomi più disparati, in base al veicolo che ne è equipaggiato.

QUESTIONE DI SPAZIO – In molti casi l'uso dei kit di emergenza, grazie alle ridotte dimensioni è d'obbligo. Basta pensare ai rastremati bagagliai di molte coupé che non potrebbero accogliere, oltre a qualche valigia di modeste dimensioni, nemmeno un ruotino. La situazione non cambia, anzi peggiora in termini di spazio, per le spider che riservano parte del volume di carico alla capotte in tela o al tetto rigido che ripiegandosi scompare sotto la carrozzeria. Una sorte analoga alle auto sportive riguarda le vetture a doppia alimentazione benzina-gpl/metano in cui il vano del sacrificato ruotino accoglie il serbatoio toroidale o viene in parte coperto (nel caso di utilitarie e berline medie) dal serbatoio cilindrico di più grosse dimensioni, innescando l'amletica domanda nell'automobilista “gasato”: e ora il ruotino dove lo metto?!  Alla domanda il più delle volte si è costretti a rispondere posizionando il ruotino nel bagagliaio (o in quel che ne resta) o dotandosi in modo più risoluto di un kit di emergenza.

COSA E' MEGLIO? – Potendo scegliere tra i differenti rimedi per una foratura, una soluzione duratura, a patto di controllarne periodicamente la pressione di gonfiaggio, avere dimestichezza con gli attrezzi necessari alla sostituzione ed un paio di guanti per non sporcarsi, risiede nella cara “vecchia” ruota di scorta di normali dimensioni acquistandola come ricambio presso un gommista o richiedendola come optional all'atto dell'acquisto dell'auto. Se invece non avete la minima idea di cosa sia un crick o una chiave a tubo, beh allora è meglio passare al kit di emergenza.

BOMBOLETTA O KIT? – Ma vediamo insieme nello specifico a cosa ci riferiamo quando parliamo di bombolette e kit di emergenza. Le bombolette spray contengono sostanzialmente aerosol di lattice allo stato liquido che grazie ad una miscela di gas (infiammabili nelle prime tipologie di prodotto e recentemente sostituiti con gas non infiammabili e più sicuri) viene iniettato nello pneumatico, sottoforma di composto schiumoso, attraverso una cannuccia ben collegata alla valvola. A questo punto il composto si deposita e ostruisce il foro, ma solo se le dimensioni non superano quelle indicate dal produttore (dati che non sempre sono indicati sulle bombolette, proprio per questo abbiamo avviato un'inchiesta della quale vi parleremo più avanti). In molti casi è indispensabile ripartire tempestivamente e percorrere una decina di chilometri per dare la possibilità al prodotto di distribuirsi all'interno della gomma e ripristinare la perdita di aria. I kit di emergenza, invece, sono costituiti da un flacone di sigillante liquido (la cui formula non viene espressamente indicata) da iniettare nello pneumatico per otturare il foro ed un piccolo compressore d'aria a 12V per ripristinare la corretta pressione della ruota e ripartire; anche in questo caso la possibilità di riparare la foratura dipende direttamente dalle dimensioni e dalla posizione del taglio o del foro sul battistrada. Un eventuale danneggiamento delle spalle laterali dello pneumatico (ad esempio parcheggiando molto vicino ad un marciapiede) ne richiederebbe quasi sicuramente la sostituzione, visto che il materiale non sarà in grado di riparare il foro.

OCCHIO A DIMENSIONI E PREZZI – Le bombolette spray e i flaconi di sigillante presenti nei kit devono essere in quantità sufficiente alla riparazione dello pneumatico della vostra auto; una bomboletta spray da 300 ml potrebbe non essere sufficiente a ripristinare la pressione di una gomma con un battistrada largo più di 200 mm, mentre il sigillante, se in quantità insufficiente, potrebbe non riuscire a chiudere il foro in maniera corretta. I prezzi di questi prodotti variano mediamente da circa 8 euro per una bomboletta Arexons Gomma Spray da 300 ml, fino a 50 e 90 euro per i kit di emergenza Slime Smart RepAIR e Slime Safety RepAIR.

VELOCITA' LIMITATA E PIT STOP OBBLIGATORIO – Le modalità di utilizzo delle due tipologie di prodotto sono simili e pur consentendo di riprendere il viaggio (è importante seguire scrupolosamente le indicazioni riportate sulle confezioni dei prodotti affinché la riparazione vada a buon fine) è bene non esagerare con la velocità, fermarsi dopo qualche chilometro a controllare che la riparazione continui a fare il suo dovere e soprattutto recarsi appena possibile presso un centro gomme, comunicando al personale dell'uso del prodotto (in particolare se i gas contenuti nella bomboletta sono infiammabili), per un controllo dello pneumatico ed il suo ripristino o sostituzione in quanto la riparazione eseguita è da considerarsi temporanea e di emergenza. Secondo quanto indicato dai produttori, il liquido sigillante può essere ripulito dal vostro gommista che, successivamente, potrà riparare la gomma con metodi tradizionali.

ATTENZIONE AI SENSORI TPMS – Se la vostra auto è dotata di un sistema di rilevamento e monitoraggio della pressione e della temperatura degli pneumatici (TPMS) e vorreste utilizzare un prodotto per la riparazione di emergenza degli pneumatici, vi consigliamo di contattare la Casa costruttrice dell'auto o l'azienda produttrice del sistema aftermarket in uso per assicurarvi preventivamente della possibilità di utilizzare i suddetti prodotti senza danneggiare il sistema. Questo perché, nonostante sulle confezioni di molti prodotti vi siano rassicuranti ed invitanti indicazioni del tipo “Tire sensor safe”, i sensori utilizzati nelle prove svolte dalle aziende potrebbero essere differenti da quelli montati sulla vostra auto. Pertanto una riparazione di emergenza potrebbe trasformarsi in una sostituzione a caro prezzo del vostro sensore TPMS (con costi sino a 250 euro).

MEGLIO IL CARRO ATTREZZI – In condizioni di scarsa visibilità o spazio insufficiente ad operare in sicurezza, come su strade costiere, di montagna o dovunque manchi una corsia di emergenza a bordo della carreggiata, sarebbe più sicuro richiedere l'intervento del carro attrezzi, spesso questo servizio è compreso nella polizza RC Auto e qualora non lo fosse avrebbe un costo irrisorio, circa 30 euro l'anno. Chiedete oggi stesso alla vostra assicurazione, prima che sia troppo tardi. Vi ricordiamo che in caso di auto in panne di notte o nei casi di scarsa visibilità, per un guasto meccanico come per una foratura, l'articolo 162 del codice della strada prescrive l'obbligo di segnalare la presenza dell'auto se poco visibile tramite il segnale mobile di pericolo (comunemente conosciuto come triangolo di emergenza) ed indossare il giubbotto riflettente ad alta visibilità prima di scendere dall'auto.

4 commenti

Max
20:59, 27 giugno 2011

Il mio gommista di fiducia (30 anni di esperienza) mi ha consigliato di avere sempre con me, nello scooterone da 300 cc. che ho) una bomboletta o un piccolo compressore ma SOLO con aria, SENZA alcun prodotto chimico, ecc. Lui dice che quei prodotti rovinano la gomma ma anche soprattutto il cerchio intenamente. Invece se c'è un piccolo foro si rimette la gomma a pressione per poi raggiungere casa o il gommista più vicino. Il minicompressore si può collegare alla presa accendisigari che oggi hanno anche molti scooter. Se il foro è grandicello, mi diceva, si deve comunque sempre lasciare il chiodo o la vite all'interno, in modo che esca poca aria. Anzi, se si ha una vite qutifilettante con sè, anche un pò più grande, è utile ficcarla fino in fondo nel buco in modo da non fare uscire l'aria. Poi con la bomboletta o il minicompressore si rigonfia e si riparte.
Saluti.

Federico
18:58, 2 gennaio 2013

Il problema e si trovi in una statale isolare durante il fine settimana.
Io non mi sento sicuro a camminare solo con un compressore, porto con me un kit di riparazione tubeless come questo link rimosso dalla Redazione

mauro
16:24, 27 luglio 2013

Vorrei capire però gli obblighi in base al codice della strada: se l'auto “nasce” con la ruota di scorta (ordinaria o il ruotino), si può scaricarla e viaggiare solo con la bomboletta? Se si, anche in autostrada?

Francesco
1:10, 15 settembre 2014

Sabato sera ho dovuto fare Bergamo -> Verona -> Bergamo in autostrada sono circa 220km.
All'andata la mia peugeot 308cc, poco dopo uno strano rumore proveniente da lato posteriore passeggero, mi ha segnalato di fermarmi per la foratura di un pneumatico. PANICO! Altre volte mi aveva segnalato pressione insufficiente ma mai una foratura! Mi fermo e mi trovo il pneumatico completamente a terra così decido di affrontare il kit con compressore mai usato prima. Sono ripartito dopo 15 minuti ma sentivo uscire aria dalla gomma forata “riparata” ma almeno gonfia. Dopo pochi km mi sono rifermato per controllare la gomma che era gonfia ho dato ancora una “pompatina” e questa volta non sentivo più nessun sibilo.
Ho fatto 160km senza mai superare i 90km. Questa mattina la gomma era ancora ok ma purtroppo è domenica!! Se domani è ancora gonfia (e penso proprio di si!) vado dal gommista e la riparo o sostituisco.

Pertanto…. esperienza più che positiva (inizialmente ero scettico e certo che avrei dovuto chiamare il soccorso stradale…) anche se quando avevo la mini con le run-flat era ancora più comodo 😉

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