Le telecamere di retromarcia sono sicure?

Le retrocamere aiutano il guidatore durante le manovre ma non impediscono di investire un pedone. Lo dimostra l'IIHS con un test

19 maggio 2014 - 9:00

Su molte auto  con un design ricercato le telecamere di retromarcia sono un accessorio indispensabile che rende più confortevoli e sicure le manovre. Ma è meglio non abbassare la guardia poiché il rischio di investire un pedone mentre si parcheggia è sempre in agguato. L'IIHS ha dimostrato che anche le telecamere hanno un angolo cieco in cui un bambino non viene ripreso dall'obiettivo e solo la combinazione con i sensori di parcheggio assicura una copertura ottimale di rilevamento degli ostacoli. Un test a sorpresa in un parcheggio di Los Angeles, condotto su 100 volontari, ha però in parte demolito l'utilità delle telecamere posteriori senza frenata automatica.

GLI OGGETTI BASSI SONO INVISIBILI DIETRO L'AUTO – Ogni anno si stima che negli USA 292 persone muoiono e 18 mila rimangono ferite dopo essere state investite da un'auto in retromarcia. L'incidente si verifica con più frequenza con SUV e PickUp ma in generale può succedere a qualsiasi tipo di auto che ha una ridotta visibilità posteriore. “In questo momento le telecamere sembrano essere la tecnologia più promettente per affrontare questo tipo di  incidente particolarmente tragico, che riguarda i bambini nei vialetti delle loro case”, dice David Zuby , vice presidente esecutivo IIHS e direttore della ricerca. Il conducente di un'auto senza alcun tipo di dispositivo di assistenza alle manovre (sensori di parcheggio ad ultrasuoni o retrocamera) deve affidarsi solo agli specchietti retrovisori e alla visuale che gli permette la sua auto. Ma avreste mai creduto che guardando indietro attraverso il lunotto il guidatore non può sapere cosa succede in ben 263 metri quadrati? E' quello che normalmente succede quando si guidano auto dal design ricercato con lunotto spiovente, come la Hyundai Sonata, o quelle coinvolte nel test di visibilità in manovra del TCS.

IL TEST DI VISIBILITA' POSTERIORE – L'IIHS (Insurance Institute for Highway Safety) ha voluto verificare la reale visibilità posteriore delle auto più recenti e capire fino a che distanza è possibile accorgersi di un bambino di 15 mesi che gattona per terra usando solo i retrovisori, solo la retrocamera di parcheggio, solo i sensori di parcheggio e la combinazione di sensori e retrocamera di parcheggio. Non crediate sia così scontata la risposta perché, anche in questo caso, fidarsi è bene, ma non fidarsi troppo è meglio. Nello studio i ricercatori hanno usato un palo di diverse altezze dipinto con bande colorate per rappresentare la testa e il corpo di un bambino di 12-15 mesi (alto 30 cm), 3 anni e 6 anni . Il palo è stato posto in vari punti dietro ogni veicolo per vedere da quali prospettive era visibili. Il bambino di 12-15 mesi è stato molto più difficile da vedere rispetto ai bambini più grandi. Tra i 21 veicoli analizzati il bambino più piccolo è visibile da almeno 82,3 metri di distanza nella zona cieca più ampia e guardando solo attraverso gli specchi retrovisori. I SUV di grandi dimensioni hanno la visibilità posteriore peggiore, mentre le piccole vetture hanno avuto la meglio. Ecco perché sui fuoristrada spesso le telecamere di retromarcia sono offerte di serie o in pacchetti vantaggiosi.

LE AUTO SPORTIVE SI GUIDANO ALLA CIECA – La Hyundai Sonata è stata di gran lunga l'auto con la peggiore visibilità posteriore non assistita: 263 metri quadrati di strada nascosta agli occhi del guidatore. A seguire il PickUp Ford F150 con circa 145 metri quadrati di angoli ciechi. Il risultato catastrofico della Sonata è provocato in parte ad un lunotto molto inclinato e dal cofano alto del bagagliaio posteriore. Mentre il Ford F150, nonostante le fattezze di un mezzo da lavoro, ha specchi molto grandi per tenere sotto controllo i rimorchi attaccati dietro. Sulle stesse auto la telecamera ha ridotto del 90% le zone cieche (vedi fotogallery) ma l'angolo di circa 160° lascia “scoperti” i lati del paraurti dove potrebbe nascondersi un bambino. La soluzione più affidabile sarebbe, secondo l'IIHS, quella combinata tra specchi retrovisori sensori di parcheggio e retrocamera. Ma è possibile tenere tutto sotto controllo con soli due occhi? L'IIHS l'ha verificato offrendo ad oltre 100 volontari un test drive con sorpresa.

I SENSORI NON SALVANO DALL'IMPREVISTO – Il test condotto in un parcheggio vuoto e ampio di Los Angeles si è basato sull'esperienza di 111 persone  al volante di una Chevrolet Equinox LTZ 2013. Il SUV Chevrolet è stato scelto perché nel test di visibilità precedente ha ricevuto un punteggio medio; perfetto per non alterare il risultato della prova di guida. Lo scopo del test di attenzione è stato proposto ufficialmente ai volontari  per valutare i sistemi di intrattenimento e di informazione del SUV. Dopo aver sintonizzato la radio e smanettato con il display di navigazione, ai piloti è stato chiesto di tornare in retromarcia al punto di partenza. Improvvisamente un manichino fisso o mobile di spugna a misura di bambino ha tagliato la strada all'auto in manovra. Il risultato del test ha dimostrato che non tutti gli automobilisti utilizzano la tecnologia di bordo nello stesso modo e nel modo corretto. I conducenti delle auto con la sola telecamera per la retromarcia hanno colpito l'oggetto fisso  nel 56% dei casi, mentre nessuno, guardando solamente attraverso i retrovisori, è stato in grado di evitare il manichino. I sensori di parcheggio si sono rivelati utili ad evitare l'incidente solo per 1 guidatore su 16.

POCHI HANNO GUARDATO IL DISPLAY A LUNGO – E' interessante capire come nell'utilizzo combinato delle tecnologie, i sensori di parcheggio abbiano dato un falso senso di sicurezza ai conducenti, che hanno guardato il display della retrocamera solo per qualche istante. C'è anche da mettere in conto che molti dei volontari non erano probabilmente abituati a fare manovre guardando in un monitor. Ecco perché, secondo l'IIHS, una telecamera di manovra che si accorge di un ostacolo serve quanto un sistema anticollisione che allerta il guidatore di un incidente senza frenare l'auto. “Le telecamere di retromarcia non hanno impedito tutte le collisioni anche quando il guidatore si è concentrato a guardare il monitor. – spiega David Kidd, ricercatore dell' IIHS – Quando l'oggetto fermo era all'ombra, per esempio , quasi tutti i conducenti l'hanno colpito pur guardando il monitor”. “In condizioni di meteo e illuminazione variabili l'utilità delle telecamere sarebbero messa in discussione.” afferma Kidd.

LE TELECAMERE SOLO SE FRENANO L'AUTO – Non sarà stato certo il responso dell'IIHS a provocare lo slittamento dell'obbligo per la retromarcia sulle auto USA. Nonostante l'NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration – l'ente americano che vigila sulla sicurezza dei veicoli) abbia dimostrato particolare interesse nell'introdurre le retrocamere tra le valutazioni dei test di sicurezza (crash test) delle auto. Le telecamere tuttavia, non devono essere intese come licenze stilistiche per design futuristici. Le auto devono garantire la giusta visibilità, prima attraverso lunotti non troppo inclinati e retrovisori ampi. “Avere un sistema video di retromarcia disponibile su un veicolo non deve giustificare le scelte progettuali che limitano la visibilità diretta intorno al veicolo” scrive l'NHTSA. Secondo l'IIHS invece “le telecamere e i sensori di parcheggio potrebbero essere più efficaci se combinati con un sistema di frenata automatica anche in retromarcia. Questi sistemi esistono già sulle auto più innovative e prestigiose (vedi la nuova Mercedes Classe S, ndr) su cui i sistemi di frenata automatica con telecamera anteriore si sono rivelati molto più utili nell'evitamento di un incidente rispetto al semplice allarme sonoro che avverte solamente il guidatore.”

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