Ricambi auto: conviene davvero comprarli e portarli in officina?

Spesso si pensa che acquistare i ricambi privatamente sia conveniente, tuttavia molti non sanno che così è a rischio la Garanzia. E il consumatore ha le mani legate.

27 aprile 2011 - 10:27

Al debutto questa di rubrica mi ero posto l'obbiettivo di fornire ai lettori settimanalmente informazioni e commenti sulla sicurezza dei prodotti, con particolare riferimento ai diritti dei consumatori. Nei primi tre articoli (leggi qui, qui e qui) ho pertanto definito e chiarito le varie tipologie dei ricambi e per ciascuna di esse mi sono dedicato a fornire a tutti consigli nell'intento di evitare spiacevoli sorprese.

NON DAL RICAMBISTA- Di fronte però alla complessità dell'argomento, prima di passare a trattare altri temi, ritengo opportuno soffermarmi ulteriormente per approfondire aspetti di carattere generale sugli acquisti di tutti i tipi di ricambi. Salvo il caso di consumatore esperto o in relazioni con il proprio riparatore tali da consentirgli di fornire i pezzi, l'acquisto direttamente dal ricambista assai spesso è tutt'altro che un buon affare per il consumatore. Indubbiamente in termini di costo è conveniente perché si risparmia (il ricambista è infatti incline a concedere uno sconto anche al privato, e su internet si risparmia ancora di più), ma nella valutazione va considerata anche l'alta percentuale di errore che comporta l'acquisto diretto presso il ricambista e la mancanza di garanzia da parte del riparatore (scopri i tuoi diritti di consumatore).

PERCHE? – A differenza del passato, la marca, il modello e l'anno di produzione di un'auto non sono più sufficienti a individuare il ricambio esatto. I costruttori da lungo tempo ormai variano continuamente i componenti, anche su uno stesso modello e senza attendere la fine dell'anno. Il parametro per identificare il ricambio giusto è ormai il numero di telaio che però a volte non basta. Per rendersene conto è sufficiente fermarsi qualche ora presso un qualsiasi ricambista. E' un continuo via vai di garzoni di officina o di titolari che chiedono il cambio di pezzi ordinati erroneamente. Per il cliente occasionale pensare di poter rendere al ricambista il pezzo errato, dopo che magari il riparatore ha aperto la confezione o ha tentato il montaggio, è praticamente impossibile. Lo stesso dicasi per gli acquisti su Internet (anche se i rivenditori più seri permettono questa opzione, previo pagamento delle spese di spedizione a/r). Solo l'acquirente esperto è in grado di valutare le caratteristiche del pezzo offerta in rapporto alle proprie esigenze e alle caratteristiche della propria auto. Anche se molte volte l'acquisto di alcuni prodotti come gli pneumatici su internet è conveniente, non sono rari i casi di acquisto di gomme sbagliate per inesperienza del consumatore.

SI PERDE LA GARANZIA – Inoltre, in caso di riparazione con consegna all'officina dei pezzi o degli accessori da parte del privato, non sussiste l'obbligo della garanzia sui pezzi e la riparazione è garantita solo dalle norme del Codice civile e non da quelle del Codice del consumo. Tutti i dettagli del caso sono disponibili nella Sezione Garanzia di questo sito. Come fare allora? Senza voler essere catastrofistici, i consumatori poco esperti dovrebbero evitare di comprare presso i ricambisti o su Internet pezzi tecnici che richiedono l'intervento del meccanico per il loro montaggio. Meglio concentrarsi sugli accessori o su prodotti di consumo e di montaggio semplice “fai da te” come batterie, spazzole tergi, lampadine alogene (per i fari allo Xeno rivolgersi solo agli specialisti), olio lubrificante (solo per i rabbocchi). Evitare di acquistare olio freni, la sostituzione è infatti lavoro da tecnici specializzati e rabboccare è operazione inutile perché il liquido freni col tempo si deteriora e va sostituito secondo le indicazione del costruttore e non rabboccato.

COME RISPARMIARE? – Se si vuole risparmiare e controllare l'operato del riparatore chiedergli piuttosto un preventivo con l'indicazione dei ricambi da impiegare (originali, di qualità equivalente, rigenerati ecc) da confrontare con altri concorrenti. Controllare il numero di ore di lavoro richieste magari chiedendo a un'officina autorizzata i tempi ufficiali riconosciuti dalla Casa. Richiedere a lavoro completato la fattura con l'indicazione dei pezzi impiegati perché solo così sarà certa la garanzia in caso di necessità e sarà in tal modo possibile anche accertarsi della correttezza dei prezzi applicati ai ricambi. Dobbiamo abituarci a far valere i propri diritti nei confronti dei riparatori in quanto rappresenta un'azione legittima e molto più conveniente della fornitura dei pezzi di ricambio qualora non si disponga di una minima esperienza tecnica. D'altronde per rinfrescare al vostra casa chiedete all'imbianchino di fornirgli i materiali per svolgere il lavoro? E al calzolaio gli portate i tacchi da sostituire alle scarpe? E' molto meglio mettere gli artigiani in concorrenza per individuare il più economico e pretendere che svolga al meglio il lavoro, nel rispetto dei propri diritti. Lasciamo invece agli esperti le rischiose, anche se convenienti, operazioni speculative sui pezzi di ricambio.

di Nicola Giardino

1 commento

SANDRO
12:10, 28 marzo 2016

Concordo in minima parte con quanto scritto da Nicola Giardino. Mi spiego meglio…… è sicuramente vero che l'individuazione ed acquisto dei ricambi dovrebbe essere esclusiva cura dell'autoriparatore, ma quando dopo aver pagato importi paragonabili alle parcelle di luminari della medicina o dei più prestigiosi principi di fori giudiziari, si scopre che il riparatore ha installato pezzi di scarsa qualità, talvolta rigenerati o addirittura di seconda mano (ammesso che li abbia veramente sostituiti), allora il cliente (che di certo i soldi non li trova sotto i sassi) si vede costretto a provvedere personalmente al reperimento dei ricambi, anche se l 'acquisto non è certamente economico. Però a questo punto ci si va a scontrare (almeno questo è ciò che accade nella mia città) contro il blocco del meccanico che, con impressionante e spudorato candore, ti risponde “se lei mi porta i ricambi io non ci guadagno più……. sui pezzi io ci pratico un ricarico …… devo vivere anche io sa? Se vuole fornirmi i pezzi sappia che le raddoppio la tariffa oraria della mano d opera”. A tal punto la domanda che io mi pongo è la seguente : ma deve vivere solo il meccanico? Il cliente è destinato ad essere munto come una vacca da latte? E, a livello contabile-fiscale, come li dichiara il meccanico i guadagni conseguiti sui ricambi? La licenza, di norma, è di autoriparazione, gommista ed elettautoi e non da ricambista, si passa abusivamente da un'attività esclusivamente artigianale ad una commerciale! Cosa ne penserebbero Guardia di finanza e camera di commercio? Inoltre portando i ricambi il lavoro, per ripicca, rischia di essere fatto con la parte bassa della schiena. Vi pare giusto? Sandro TOSCANO – Verbania Piemonte.

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