Più sicurezza e meno abbagliamenti con i nuovi fari LED di Osram

La soluzione Osram per i fari adattativi si chiama Eviyos: tanti piccoli LED fanno luce come di giorno senza abbagliare

16 gennaio 2018 - 21:49

La vista è il senso più utile, diremmo indispensabile, per la vita e in effetti anche gli organismi più semplici hanno un qualche organo adatto alla visione. Per vedere bene anche la notte non c'è altra strada della luce artificiale e, dato che i nostro occhi non sono Radar o LiDAR, l'illuminazione dev'essere simile a quella che ci regala il Sole . Quando si viaggia in auto, però, la situazione si complica, dato che si deve veder bene senza abbagliare (leggi come usare bene le luci dell'automobile) chi ci viene di fronte: come conciliare queste esigenze così distanti? L'elettronica ci viene in aiuto con questi chip “costellati” da migliaia di piccoli LED che illuminano a dovere senza abbagliare.

INNOVAZIONE MICROSCOPICA Le statistiche parlano chiaro: il rischio di incorrere un incidenti stradale aumenta durante le ore notturne ed è per questo che l'industria cerca di migliorare costantemente le luci delle automobili, soprattutto i fari anteriori. In questi ultimi anni si sono presentate molte soluzioni diverse, che hanno progressivamente insidiato il predominio delle lampade a filamento (per saperne di più leggi il #sicurEDU dedicato ai vari tipi di lampade per i fari). La rivoluzione più profonda sarà probabilmente quella consentita dai LED, piccoli e caratterizzati da un rendimento quasi insuperabile (leggi il confronto delle varie tecnologie per i fari fatto da Ford). La loro compattezza permette infatti di modellare il fascio luminoso senza ricorrere ad elaborati sistemi elettronico-meccanici (leggi dei fari Audi Laser LED a microspecchi) ma semplicemente mettendone molti (e molto piccoli) in una matrice e accendendo quelli che servono, come proposto da Osram.

LA MATRICE CHE NON ABBAGLIA L'Azienda tedesca ha portato avanti il progetto FMER µAFS della sua controllata Osram Opto Semiconductors e ha ottenuto, prima al mondo, un interessantissimo chip a LED ibrido che tutti gli attori dell'aftermarket dovranno probabilmente conoscere. La sua elevata risoluzione (i punti-luce sono 1024) è coniugata ad un controllo molto preciso e il tutto è riunito in un chip estremamente piccolo, largo e alto 4 x 4 millimetri: questo compattissimo componente permette di realizzare un faro adattivo smart e altamente efficiente dal punto di vista energetico.

Il suo nome è Eviyos ed è pronto per la produzione di serie. Il commento di Stefan Groetsch, Principal Key Expert Applications di Osram Opto Semiconductors, non può che essere soddisfatto: “Osram Opto Semiconductors continua a plasmare il futuro della luce giorno dopo giorno e notte dopo notte. Con il primo LED multipixel commercialmente realizzabile e studiato per i fari smart automobilistici, speriamo di contribuire a migliorare la sicurezza e rendere la guida un'esperienza migliore, aumentando il controllo nelle mani del guidatore”.

SINERGIA PER LA VISIONE Osram Opto Semiconductors afferma che Eviyos è il primo prototipo di LED ibrido, ossia un chip che combina una matrice di LED con i loro controller individuali. I singoli LED sono molto piccoli (0,125 x 0,125 mm) e luminosi e la loro densità è elevatissima: la superficie di 1.024 esemplari è esattamente quella del chip, ossia 16 mm2!

Nel chip Eviyos l'intensità luminosa e quella della corrente che li attraversa sono regolate finemente per ogni LED. Le informazioni necessarie sono ottenute da vari sensori, compresa una telecamera. Questi segnali sono processati da un'elettronica evoluta, che riconosce gli “oggetti” sulla strada, comprese le persone, e decide quali non vanno abbagliati.

Le informazioni sono poi elaborate, convertite in un modello di distribuzione della luce e inviate al chip perché il singolo pixel si accenda in modo opportuno. Ne deriva una notevole capacità di adattamento, grande efficienza energetica e una modulazione della luce molto precisa, dato che gli unici pixel accesi sono solo quelli necessari al momento e, a differenza delle matrici LCD, un pixel “spento” è perfettamente nero. 

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