Nel 2018 più facile assumere under 35: officine e artigiani, è la volta buona

Il Governo ha deciso: per chi assume under 35 sgravi contributivi e agevolazioni aggiuntive per il Meridione

26 gennaio 2018 - 21:04

Il lavoro, si sa, è una questione delicata: ce n'è poco, magari sottopagato e poco tutelato, i giovani faticano a trovarlo e così via. Per raddrizzare la situazione esistono molte ricette: investimenti pubblici, allentamento delle regole, lavori socialmente utili, incentivi e sgravi, solo per citarne qualcuno. Fra gli “stimoli” occupazionali più usati ci sono le politiche fiscali, che prevedono semplificazioni e sgravi per chi assume. Questa via è stata scelta dal nostro Governo, che ha deciso una serie di misure per incentivare l'assunzione degli Under 35 (già nel 2014 la disoccupazione giovanile italiana era considerata deleteria per il settore automotive).

TU ASSUMI? IO TI AIUTO! La Legge di Bilancio del 2018 ha infatti previsto che da questo gennaio venga introdotto uno sgravio contributivo del 50% per i primi tre anni del contratto a “tutele crescenti” (a sua volta inaugurato dal Jobs Act, indicato dall'allora premier Renzi come un aiuto essenziale per creare fabbriche di automobili), con un tetto annuo di 3 mila euro. Nel 2018 l'incentivo riguarderà l'assunzione a tempo indeterminato di lavoratori under 35 che non hanno mai avuto in precedenza rapporti lavorativi stabili, ossia a tempo indeterminato. A partire dall'anno prossimo lo sgravio sarà più selettivo, applicandosi solo ai lavoratori under 30; esso sarà comunque in vigore per gli anni a venire, diventando così strutturale. L'artigiano, che sia un riparatore, un elettrauto (la distinzione è meno netta da quando si è introdotta la qualifica di “meccatronico”) o un carrozziere, potrebbe cosi pensare ad espandere la propria forza lavoro approfittando di questo incentivo.

ANCHE PER LA STABILIZZAZIONE Questo sgravio non ha effetti sul trattamento pensionistico del dipendente perché a quest'ultimo viene riconosciuta, ai fini della pensione, la contribuzione piena. Nell'ottica di favorire i rapporti di lavoro a tempo indeterminato è stata poi prevista la stabilizzazione di chi ha un contratto a termine e ne firma uno a tempo indeterminato, sempre che questo avvenga prima del compimento dei 35 anni di età.

Interessante è anche la possibilità di beneficiare dell'agevolazione per assumere una persona che abbia concluso l'apprendistato presso un altro datore di lavoro ma che non sia stata, dallo stesso, confermata a tempo indeterminato. Altra particolarità è la trasferibilità del bonus: se il lavoratore “portatore” dell'agevolazione cessa il rapporto di lavoro prima dei 3 anni a tutele crescenti può essere assunto, sempre a tempo indeterminato, da un'altra azienda che godrà dei mesi residui di sgravio contributivo. Notiamo che se la prima Azienda ha licenziato il dipendente per giustificato motivo nei primi 6 mesi dall'assunzione perde il bonus e deve quindi corrispondere i contributi arretrati al 100%.

SCUOLA E DIFFERENZE TERRITORIALI Le norme offrono anche la possibilità di ottenere lo sgravio totale dei contributi. Un prima via è percorribile se si assume un giovane entro 6 mesi dal conseguimento del titolo di studio, a condizione che abbia compiuto, nella stessa Azienda, un'alternanza scuola-lavoro pari almeno al 30% delle ore totali previste per quell'istituto scolastico. Il 100% si applica anche ai ragazzi che hanno svolto presso lo stesso datore di lavoro periodi di apprendistato per il diploma professionale, quello della scuola secondaria superiore, per la specializzazione tecnica o apprendistato in alta formazione.

Una perplessità nasce dal mantenimento del tetto dei 3 mila euro annui: dato che lo sgravio contributivo è totale ne conseguono retribuzioni più basse per rimanere al di sotto del limite. L'altra variante è territoriale: se l'assunzione avviene in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia o Sardegna, i programmi finanziati dal Fondo sociale europeo possono godere dello sgravio del 100% fino a un tetto di 8.060 euro all'anno per le assunzioni di under 35 e anche di quelle più “anziane” purché senza un impiego retribuito da almeno 6 mesi. Questo bonus specifico non è strutturale e vale solo nel 2018. Un altro dubbio deriva dall'esplicita indicazione del contratto a tutele crescenti: qualora il datore di lavoro volesse applicare l'Articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, allora non può accedere allo sgravio contributivo. In ogni caso queste norme potrebbero servire ad avviare al lavoro (e al reddito stabile) molti giovani, magari appena usciti dalle scuole: perché non farci un pensierino?

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