L'acciaio nelle auto, l'oro grigio per l'industria automotive mondiale

L'assalto degli altri materiali non sembra incisivo e così l'acciaio rimane prezioso per l'automotive. L'India diventerà la regina dell'oro grigio

19 dicembre 2017 - 18:22

Cosa c'è di più romantico della Tour Eiffel? La Torre, divenuta ormai “il” simbolo di Parigi, doveva essere una costruzione provvisoria per l'Esposizione universale del 1889 ed è stata quindi costruita usando il più economico ferro invece dell'acciaio. Il passaggio all'acciaio ha poi consentito un salto di qualità a tutta l'industria, viste le superiori doti meccaniche del nuovo materiale. L'ormai secolare Era dell'acciaio non accenna a terminare e le proiezioni danno questo materiale in piena corsa anche per l'automotive che verrà (sapevi che nella scocca leggera Mazda Skyactiv-X l'acciaio speciale batte l'alluminio?).

SCETTRO BEN SALDO La romantica creatura di Eiffel può essere considerata una specie di “fossile vivente” nell'ingegneria dato che il progettista, per motivi di costo, ha rinunciato ad usare l'acciaio che era già disponibile da qualche decennio. In effetti sarebbe bastato aspettare qualche anno perché il prezzo del “nuovo” materiale diventasse competitivo con quello del ferro. La Torre è probabilmente l'ultimo grande edificio costruito in ferro perché dall'acciaio non si tornerà indietro facilmente, anche nell'automotive. A dirlo sono varie autorevoli fonti, come il famosissimo listino Nasdaq, specializzato in titoli tecnologici. In un suo recente studio l'importante istituzione prevede infatti una richiesta in aumento nel lungo periodo, dato che la popolazione urbana continua a crescere e quindi la domanda di acciaio per costruire grattacieli e infrastrutture di trasporto pubblico continuerà a mantenere un trend in rialzo. Il settore automobilistico, che è il secondo più grande consumatore di acciaio, si sta evidenziando come molto promettente nonostante le “minacce” dei materiali alternativi come l'alluminio e i compositi.

FAME DI ACCIAIO Altri fattori che giocano a favore sono una situazione economica in generale positiva e una certa moderazione sia dei prezzi dei carburanti sia dei tassi d'interesse e il miglioramento della fiducia dei consumatori. Inoltre, l'elevata età media dei veicoli leggeri negli Stati Uniti (leggi che l'età media delle auto negli USA è di 11,5 anni mentre in Italia supera i 13) si tradurrà in in una grande domanda di sostituzione, sia delle auto sia dei relativi ricambi. Ciò stimolerà la costruzione di nuovi veicoli e di parti di ricambio, molte delle quali fatte in acciaio. L'industria automobilistica dei paesi asiatici, con particolare riferimento a Cina e India, è destinata a prosperare nei prossimi 5-7 anni e anche questo è un fattore che trascinerà in alto la domanda dell'acciaio, considerando anche che la Cina è non soltanto il mercato automobilistico più grande al mondo ma è anche quello che cresce più rapidamente come numero di veicoli venduti.

INDIA AL TOP Lo studio del Nasdaq evidenzia anche come l'India, che è già il quarto produttore mondiale di acciaio al mondo, potrebbe crescere esponenzialmente in futuro. Una serie di fattori, come l'aumento dell'urbanizzazione e la crescita delle infrastrutture, dell'automotive e del settore immobiliare, faranno si che l'attuale consumo di acciaio pro capite, relativamente basso, possa crescere molto. L'India quest'anno ha visto un rallentamento dell'attività economica ma le riforme del governo sembrano in grado di produrre una forte crescita nei prossimi anni. Un focus sulle automobili elettriche arriva poi da una delle parti in causa, il colosso della siderurgia ArcelorMittal, nato nel 2006 dalla fusione dell'indiana Mittal con l'europea Arcelor.

Si parte considerando che uno dei limiti degli EV è il peso delle batterie e il fatto che esse, vista la reattività del Litio, devono essere protette in caso d'incidente. Le masse in gioco danno da pensare: il peso totale delle batteria e del loro contenitore rinforzato può arrivare a 700 kg (leggi che delle doti di leggerezza e scarsa pericolosità delle batterie allo stato solido che interessano anche a Continental).

MENO PESO O GRANDI BATTERIE? Posizionare questa massa nel veicolo è una grande sfida per le Case e l'approccio più comune è quello di sistemarla molto in basso. Gli acciai speciali, forniti anche da altri produttori, sono molto adatti allo scopo perché la loro resistenza consente spessori ridotti mantenendo un alto grado di protezione. Il capo del Global R&D for Automotive di ArcelorMittal, Jean-Luc Thirion, spiega infatti, in un'intervista con Autonews, che “gli Advanced High Strength Steels (AHSS) consentono agli OEM di ottenere la protezione richiesta senza aumentare in modo significativo il peso del veicolo. Ridurre il peso di un EV di 100 kg aumenta l'autonomia di una decina di km. A parità di peso, lo stesso aumento nell'autonomia può essere ottenuto aggiungendo circa 1,2 kWh di capacità alla batteria. Dato che 1 kWh costa attualmente circa 100 euro, oggi gli acciai AHSS sono la soluzione più economica per aumentare l'autonomia attraverso la diminuzione del peso. Se le batterie diventeranno energeticamente più 'dense', l'alleggerimento per aumentare l'autonomia sarà meno attraente e i materiali alternativi all'acciaio diventeranno meno interessanti per le Case”.

In effetti questa tendenza sembra delineata già oggi: la scocca della recente elettrica Chevrolet Bolt è fatta per l'86% di acciaio e di questo il 44% è di pregiati AHSS. Sappiamo anche che la Tesla Model 3 sotto la pelle cela alluminio e acciai speciali, in una sorta di dietrofront rispetto alla costruzione quasi tutta di alluminio della ben più costosa Model S. La “piccola” di casa Tesla è più facile da ingegnerizzare, produrre (anche perché l'acciaio richiede maestranze meno specializzate) e riparare grazie all'oro grigio: un ritorno al futuro?

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