Guida non tanto autonoma: l'impressionante lavoro dietro i test su strada

Il dietro le quinte della guida autonoma rivela un lavoro colossale da parte di gruppi di scienziati e tecnici. Scopriamolo insieme

28 agosto 2017 - 12:03

Una sfida enorme, quella di riuscire a raggiungere la piena guida autonoma. Un qualcosa che fino a una decina di anni fa sembrava irrealizzabile, se non nei film di fantascienza, oggi è quasi realtà. La verità è che, soprattutto negli ultimi anni, l'intera industria automotive sta facendo dei veri e propri passi da gigante, rendendo raggiungibile l'obiettivo della guida autonoma al 100% – sapevi che esistono vari livelli per catalogare la guida autonoma? Qui trovi il nostro approfondimento. Tutto ciò è stato, ed è tuttora, possibile grazie all'incessante lavoro da parte di ingegneri e scienziati, che da anni raccolgono e organizzano una miriade di dati. Entriamo nel dettaglio e scopriamo come si sta lavorando per togliere definitivamente l'apporto umano nella guida delle vetture.

UN CERVELLO IN GRADO DI AGIRE Negli ultimi dieci anni tra immagini, algoritmi di scansione e potenti unità di elaborazione grafica, è stato costruito un “cervello” abbastanza preparato per la guida autonoma, in grado di valutare decine di milioni di operazioni in un secondo. In ogni caso, questi sistemi di guida autonoma, necessitano di molti dettagli situazionali per potersi muovere in modo ottimale in strada, come ad esempio saper leggere i linguaggi del corpo dei pedoni per capire se e come attraverseranno la strada – il tutto grazie alle tante tecnologie utilizzate per reperire i dati, come vi abbiamo raccontato in questo approfondimento. Impossibile? Assolutamente no, ma decisamente molto complicato.

LA RIVOLUZIONE DI SPARE5 Esattamente, una community di utenti. Mighty AI è una startup che lavora nella catalogazione dei dati per la guida autonoma, composta da soli 50 dipendenti ma che riesce a soddisfare le tante richieste grazie al supporto di tanti utenti che lavorano nella etichettatura degli oggetti fotografati. “Abbiamo una community su cui possiamo distribuire il carico”, ha detto Daryn Nakhuda, CEO di Mighty AI. La cosa interessante è che chiunque può diventare un “etichettatore”, grazie all'applicazione Spare5. Al suo interno si trovano le immagini raccolte e che necessitano di etichettatura, a questo punto gli utenti possono evidenziare la presenza di auto, pedoni, altri veicoli, oppure qualcosa di più dettagliato, come ad esempio l'etichettatura di un singolo pixel. Dopo essersi qualificati per svolgere questa attività, tutti i collaboratori sono pagati 10 centesimi per ogni attività di etichettatura, rendendo così remunerativo il loro apporto allo sviluppo della guida autonoma. Senza dubbio un sistema interessante, che pone ancora l'uomo al centro dello sviluppo della guida autonoma.

UN FUTURO È COMPLETAMENTE AUTONOMO? Se alcuni puntano ancora sugli esseri umani, altri investono su sistemi completamente autonomi. Bence Varga di Almotive, ha dichiarato che stanno lavorando ad un sistema che punta ad etichettare i video invece delle singole immagini, con un programma che sia in grado di suggerire le annotazioni ancora prima che l'etichettatore le segnali, con un notevole guadagno di tempo: “Abbiamo utilizzato la nostra capacità per creare uno strumento di annotazione che acceleri l'annotazione di 50 volte”. Anche Drive.ai sta lavorando ad un sistema simile, con l'apporto umano attivato solo in fase di revisione: “Gli esseri umani non devono fare tanto lavoro quanto prima, invece di etichettare ogni macchina, stanno correggendo gli errori dell'algoritmo. Più diventa automatizzato, meno gli esseri umani devono lavorare”. In ogni caso parliamo di un futuro ancora lontano dato che, a oggi, l'uomo è ancora al centro del progetto della guida autonoma.

1 commento

GEadsa
11:43, 31 agosto 2017

Dato che come tutti sanno il cervello umano deve essere utilizzato per accrescere le proprie connessioni neurali, parimenti ne consegue meno viene utilizzato, meno sarà potente nell'elaborazione: esattamente come un muscolo che non viene allenato si atrofizza ben presto. In parole povere, più le macchine diventano intelligenti più gli esseri umani diventano stupidi. La situazione è già sotto gli occhi di tutti, se si vuole essere onesti con se stessi.

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