Guida autonoma con mappe e GPS in HD, TomTom accetta la sfida

Le vendite ai privati sono in calo, per rimanere al passo con i tempi TomTom investe in nuove mappe per la guida autonoma

10 aprile 2018 - 12:20

Sistemi di navigazione integrati e App per gli smartphone sembra stiano pian piano mandando in pensione il vecchio “navigatore portatile”, quel TomTom che nel 2004 segnò una svolta per tutti gli automobilisti potrebbe esser messo presto nell'armadio per far spazio alle nuove tecnologie. Ma non è tutto, in futuro (non così prossimo) la guida autonoma potrebbe rendere del tutto obsoleti anche i navigatori via cellulare: la destinazione verrà immessa direttamente nella vettura e senza fare altro verremo condotti al punto di arrivo. Per evitare una morte lenta e dolorosa quindi TomTom investe nel mercato della guida autonoma che necessita di sistemi di navigazione con mappe e GPS HD sempre più precisi.

MAPPATURA E GUIDA AUTONOMA Nel momento in cui si affermerà veramente la guida autonoma non sarà più il conducente ad utilizzare le mappe bensì la macchina, è quindi necessaria una mappatura altamente dettagliata e ben definita. Le mappe di nuova generazione che sta sviluppando TomTom consentiranno alla vettura di avere una rappresentazione della strada realistica, ad alta definizione, ed è proprio da qui che guadagnano l'appellativo di “Mappe HD”. Attraverso l'utilizzo di radar, sensori e anche fotocamere, le Mappe HD permettono ai veicoli di posizionarsi correttamente sulla strada dopo aver riconosciuto la geometria della corsia riportata accuratamente dalla mappatura. Non è una soluzione finalizzata esclusivamente per la guida autonoma, si rivela utile anche nell'assistenza di ADAS come il Cruise Control Adattivo – anche perché proprio dagli ADAS partirà il futuro.

L'IMPORTANZA DEL GPS Altro aspetto fondamentale per la guida autonoma è la localizzazione, non bastano più i sistemi GPS tradizionali perché non forniscono un livello di precisione abbastanza alto da permettere lo sviluppo di una guida autonoma (e spesso ci fanno perdere troppo tempo). I GPS tradizionali localizzano un veicolo ma con un margine di azione di alcuni metri, in pratica individuano solamente l'area in cui si trova l'auto ma non riescono ad identificarne la corsia, per questo non risultano abbastanza affidabili per un sistema di guida autonoma. Il mercato di mappe e GPS HD è in espansione, aziende come Here o Alphabets di Google stanno cercando di affermarsi e per contrastare la loro ascesa, nonché una crisi propria, TomTom ha deciso di investire molto nello sviluppo di nuove tecnologie utili alla guida autonoma.

TEMPI DURI PER TOMTOM Come evidenziato anche dal grafico che troverete qui sotto (fonte Bloomberg) negli ultimi dieci anni TomTom ha subito un brusco calo delle vendite in generale, ma sorprende soprattutto quanto sia calata la quota dei consumatori privati in favore di un nuovo segmento, a partire dal 2010, composto da aziende automobilistiche e tecnologiche. Secondo le previsioni, le vendite annuali di TomTom potrebbero scendere sotto gli 800 milioni di euro nel 2018 a fronte dei quasi 2 miliardi del 2007; altre preoccupazioni derivano poi dal mercato azionario che ha visto la quota di TomTom scendere del 4,8% dall'inizio dell'anno. Ciò aveva portato pochi giorni fa i colleghi inglesi di Reuters a ipotizzare una possibile vendita dell'azienda o di una parte di essa, teoria basata su indiscrezioni e smentita ora dal CEO di TomTom Harold Goddjin: “È stata presa la decisione di non cedere l'attività al consumo, TomTom è il miglior proprietari di questo business che si rivela ancora redditizio. I profitti che stiamo generando ci offrono l'opportunità di investire nelle attività di crescita.”

SOLUZIONE GUIDA AUTONOMA? Per ovviare alle consistenti perdite Goddjin ha annunciato che l'azienda olandese seguirà nuove politiche con importanti investimenti nella guida autonoma, vedendo in quest'ultima il futuro della mobilità (sarà conveniente comprare una macchina a guida autonoma?). La strategia del CEO di TomTom è quella di convincere gli azionisti che i nuovi segmenti composti dalle aziende automobilistiche e telematiche siano più redditizi di quello dei privati. Si parla di centinaia di milioni di euro da investire nelle attività del settore automobilistico focalizzandosi sullo sviluppo di nuove mappe HD, strumento di fondamentale importanza per la guida autonoma: sfruttando radar più potenti permetterebbero ai software delle auto driverless di avere una migliore “visibilità” del percorso e di elaborare quello ritenuto più sicuro.

PRIMI PASSI E OBIETTIVI Sempre secondo Harold Goddjin, CEO di TomTom: “La creazione e la manutenzione di nuove mappe HD sarà solo il primo step, poi seguiranno la regolamentazione, la certificazione e l'accettazione della guida autonoma da parte degli utenti”. Tattiche di mercato o effettive visioni di un futuro diverso, TomTom ha già iniziato a lavorare sulla guida autonoma intraprendendo diverse collaborazioni. Ne sono un esempio lampante la partnership avviata con Bosch pochi mesi fa per creare nuove mappe più precise (qui il nostro approfondimento) o ancora le ultime novità presentate al CES di Las Vegas 2018 (che puoi trovare qui). All'inizio di quest'anno poi, l'azienda olandese ha rafforzato la collaborazione avviata a luglio con Baidu Inc per aiutare il colosso cinese con dati cartografici HD nello sviluppo del progetto sulla guida autonoma chiamato Apollo (scopri più dettagli). Infine, TomTom annuncia che già entro la fine dell'anno i primi camion potranno sfruttare nuove mappe e software che permetteranno loro di regolare automaticamente la velocità in presenza di curve e salite apportando un miglioramento nei consumi di benzina.

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