Filtro clima sporco: oltre 1 auto su 2 è una colonia di virus e batteri

Un test inglese rivela i tipi di virus e batteri che si annidano nel filtro sporco se si trascura la manutenzione del climatizzatore auto

25 maggio 2018 - 12:12

Il climatizzatore per molti automobilisti significa solo estate, anche se nel video sotto spieghiamo come trarre i suoi benefici e usarlo al meglio tutto l'anno, ecco perché appena il caldo si fa sentire in molti riscoprono l'aria condizionata nel modo peggiore: l'aria viziata irrespirabile che esce dalle bocchette. Ma dopo un inverno di totale inattività, oltre alla puzza cosa respiriamo? Fa davvero bene respirare l'aria emessa dalle bocchette quando il filtro dell'abitacolo non viene cambiato da tempo? Alla domanda ha voluto trovare risposta un test davvero interessante condotto nel Regno Unito. Ecco tutti i batteri più diffusi nei filtri del climatizzatore sporchi e quali sono le infezioni che rischiamo di contrarre in auto quando il clima puzza. Leggi anche perché a volte il climatizzatore non funziona più.

IL TEST SU 15 FILTRI Il test condotto presso la London Metropolitan University ha analizzato lo stato di 15 filtri abitacolo prelevati da altrettante auto in giro per il Regno Unito dopo la stagione invernale. Quello che ne viene fuori sembra piuttosto allarmante e sottolinea l'importanza di sostituire con frequenza i filtri , investendo poche decine di euro non solo per un confort migliore, ma anche per risparmiarsi – nei casi più estremi –  meningite, alle infezioni del tratto urinario e all'artrite settica. Sono questi i rischi maggiori legati ai batteri e virus che i ricercatori dell'Università hanno trovato nella maggior parte dei filtri analizzati. “Alcuni dei batteri trovati hanno legami con gli animali, il tratto gastrointestinale degli esseri umani e alcune infezioni che potrebbero causare molti danni alle persone, specialmente a quelli con un compromesso sistema immunitario” ha spiegato Paul Matewele, docente universitario della LMU.

I BATTERI PIU' FREQUENTI Il batterio più comune trovato in 8 filtri su 15 è stato il Bacillus licheniformis, comunemente associato agli uccelli e al terreno. Questo microrganismo, che è tra i batteri che possono causare più facilmente intossicazioni alimentari. Al secondo posto per popolazione microbica è il Bacillus subtilis si trovano normalmente nel tratto gastrointestinale dell'uomo e in alcuni mammiferi, infatti viene anche definito batterio del fieno. Generalmente non causano malattie – secondo i microbiologi che hanno analizzato i tamponi – ma sono noti per causare setticemia in pazienti affetto già da altre patologie.

DOVE SI ANNIDANO PIU' BATTERI E' all'interno dell'evaporatore che si annidano la maggior parte dei batteri (leggi qui come funziona il climatizzatore dell'auto) dove nel passaggio da liquido a gassoso del gas compresso, espandendosi, sottrae calore all'aria proveniente dall'esterno. Molto spesso si pensa che i filtri possano bloccare qualunque cosa provi ad entrare dall'esterno – e in generale funziona così per la polvere e il polline ma non per i microrganismi che crescono nell'impianto dell'aria condizionata se non viene fatta una pulizia saltuaria dei condotti con detergenti specifici e non viene sostituito almeno una volta l'anno il filtro antipolline. Dallo studio è emerso anche che i filtri più esposti alla proliferazione batterica sono quelli prelevati dalle città di Plymouth (con una media di 2,3 varietà di microrganismi per veicolo), Dundee con in media 2 ceppi di microrganismi) e Cardiff, con una media di un tipo di microrganismo per filtro testato. Anche se lo studio commissionato da Kwik Fit non specifica da quanto tempo i filtri analizzati non venivano sostituiti, basta a capire che oltre alla puzza, nell'aria che respiriamo potrebbe esserci altro dopo un inverno piovoso e che sostituire il filtro antipolline dell'abitacolo almeno ogni anno è un investimento che va tutto a vantaggio della nostra salute.

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