FCA, il futuro della gamma tra ibrido elettrico e a metano

La ricetta di FCA per ecologia e consumi prevede la diffusione delle auto a metano e l'ibrido mild e plug-in. Non solo la Pacifica ma anche le piccole

12 giugno 2017 - 20:37

Molti pensano che sia quasi inutile inseguire onerosi e complicati traguardi ecologici e di efficienza con i motori tradizionali, siano essi diesel o benzina, dato che il metano offre vantaggi immediati senza troppe contorsioni tecnologiche. In effetti questo gas, a differenza del GPL, non nasce da complicati (e inquinanti) processi di raffinazione ed è piuttosto puro. FCA, come altre Case, ha una certa tradizione nel proporre auto a metano (leggi del test estremo della Panda a biometano) ma questa sua “simpatia” potrebbe tramutarsi in vero amore. Nel quadro delle iniziative che hanno accompagnato il G7 Ambiente, chiusosi oggi a Roma, si segnala un convegno svoltosi a Bologna durante il quale Alfredo Altavilla, CEO di FCA per l'area EMEA, ha infatti indicato il metano come pietra angolare per la riduzione dell'inquinamento.

IL TRIANGOLO SI In nome della limitazione delle emissioni FCA si concederà però anche qualche “avventura” con l'ibrido, che arriverà sia sull'alto di gamma sia sulle piccole. Il puzzle delle future evoluzioni della gamma FCA va ricostruito con una certa pazienza, partendo dalle più recenti dichiarazioni di Alfredo Altavilla. La predilezione per il metano traspare infatti con chiarezza dalle sue parole: “il metano è la soluzione che oggi offre il miglior rapporto tra costo e rispetto dell'ambiente. Grazie al suo maggior contenuto di energia un chilogrammo di metano fa percorrere in media il 50% in più di strada rispetto a un litro di benzina (che però pesa circa 0,7 kg: il confronto fra kg e litri andrebbe fatto con le opportune correzioni, N.d.R.). Dal punto di vista ambientale, il gas naturale è il combustibile con il rapporto più elevato tra energia sviluppata e CO2 emessa: contribuisce quindi in modo importante alla riduzione dei 'gas serra' e per quanto riguarda le emissioni inquinanti, il metano azzera il particolato e riduce gli inquinanti più nocivi, come gli ossidi di azoto e gli idrocarburi non metanici”.

Anche in questo caso andrebbe precisato che il metano ha una capacità di trattenere il calore circa 30 volte superiore rispetto a a quella della CO2 e occorre quindi limitarne al massimo le perdite durante il rifornimento, il trasporto e lo stoccaggio.

IL METANO È RINNOVABILE? Altavilla ha inoltre dichiarato che “il gas naturale può diventare una vera e propria fonte rinnovabile grazie al biometano, che è ricavato dai rifiuti di origine domestica, industriale o agricola. L'analisi 'well to wheel' (che considera l'intero ciclo di produzione e utilizzo dell'energia) dimostra che il vantaggio ecologico delle vetture a biometano può essere paragonato a quello dell'elettrico da fonti rinnovabili”. Il pensiero va immediatamente anche al metano sintetico che Volkswagen ha detto di poter ricavare dalla paglia e i numeri snocciolati sono rimarchevoli: “grazie a un riutilizzo intelligente dei rifiuti organici. In Italia si stima che il potenziale di produzione di biometano sia pari a circa 8 miliardi di metri cubi all'anno. Come vedete, il metano rappresenta il futuro e FCA è pronta”. In effetti il biometano (leggi del metano ricavato dal mosto che fermenta) non estrarrebbe composti del Carbonio dal sottosuolo ma utilizzerebbe quello accumulato nei rifiuti organici, essendo quindi a bilancio praticamente zero per quel che riguarda il Carbonio stesso.

LE VARIE STRADE DELLA PULIZIA Durante il convegno è anche emerso che se tutta l'Italia avesse un parco circolante “metanizzato” secondo le proporzioni della provincia di Ancona (la più virtuosa da questo punto di vista), i risparmi economici possibili sarebbero stati di 11 miliardi di euro l'anno e le minori emissioni di CO2 sarebbero ammontate a 8,5 milioni di tonnellate.

Sulla stessa linea anche IVECO, che per bocca del Brand President Pierre Lahutte ha comunicato un certo vantaggio tecnologico nelle motorizzazioni a gas naturale, sia compresso CNG sia liquefatto LNG, che coprono l'intera gamma, dal commerciale leggero Daily all'autobus urbano Urbanway e al nuovo Stralis LNG per il trasporto merci a lungo raggio. Sull'altro fronte possiamo ricordare che Sergio Marchionne, durante lo scorso Salone di Ginevra, aveva preannunciato che FCA avrebbe puntato sulle ibride, in versione plug-in sulle top di gamma (leggi delle Jeep ibride anticipate al Salone di Shangai) mentre per le piccole si pensa al mild hybrid con sistemi a 48 Volt. La differenziazione è presto spiegata: il prezzo (e l'ingombro) delle batterie di una plug-in si può “mimetizzare” in una alto di gamma mentre la compatta e relativamente semplice soluzione mild si adatta bene alle “piccole”. Non si parla di gasolio e, del resto, FCA ha urgenza di abbassare le emissioni della sua gamma.

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