Dischi freno hi tech: quando i fori di ventilazione fanno la differenza

Brembo presenta un sistema innovativo di ventilazione per frenate più efficaci e sicure. Sapevi che non tutti i dischi hanno gli stessi fori?

3 giugno 2015 - 19:00

Rotondi lo sono. E c'è da giurarci che lo saranno ancora per un pezzo. Così come metallici, almeno relativamente all'impiego sulla grande maggioranza dei veicoli (quelli carboceramici, che vengono ammirati come “opere d'arte industriale”, restano finora appannaggio di destinazioni di nicchia: motorsport, Gt alto di gamma e supercar). Tuttavia, l'evoluzione delle tecnologie automotive segue di pari passo quella della componentistica: nello specifico, ci si riferisce ai dischi freno, che negli anni si nono affinati e presentano oggi delle caratteristiche progettuali impensabili fino a pochi anni fa. Alcuni esempi di “dischi freno 2.0” vengono svelati da Brembo, Gruppo leader a livello mondiale nei sistemi freno, che dai “semplici” dischi autoventilanti ha evoluto il proprio know how fino a presentare, oggi, soluzioni up – to – date in grado di offrire elevate caratteristiche di resistenza agli stress, durata e sicurezza, grazie al'affinamento delle tecniche di progettazione.

I DISCHI DI NUOVA GENERAZIONE SECONDO BREMBO: PVT PLUS – Ultima evoluzione (in ordine di tempo) nella tecnologia di impianti freno “stradali”, PVT Plus (nati come evoluzione della “tradizionale” ventilazione a palette) rappresenta il top nella ricerca di prestazioni frenanti nei dischi metallici. I nuovi dischi freno Brembo PVT Plus sono stati presentati, nei giorni scorsi, ad Autopromotec, la biennale bolognese dedicata all'aftermarket automotive alla quale Brembo era presente per la prima volta: un segnale di testimonianza per il business aftermarket di Brembo, oltre all'impegno del Gruppo verso l'apertura del proprio core business a nuovi mercati e al rafforzamento della propria presenza in Italia: è significativo, a questo proposito, l'ampliamento e l'ammodernamento delle linee produttive di Mapello (fonderie per la ghisa e l'alluminio e gli impianti di lavorazione dei dischi freno). I nuovi dischi freno PVT Plus sono stati studiati tenendo ben presenti gli inconvenienti di surriscaldamento ai quali sono soggetti tutti gli impianti frenanti metallici: le conseguenze, in questo caso, possono essere le “classiche” cricche termiche, cioè rotture sulla superficie del disco: inconveniente al quale da molti anni si pone rimedio con la ventilazione ad alette, ed è da notare a questo proposito che dagli anni 80 Brembo concentra il proprio know how sulle forme della camera di ventilazione: dallo sviluppo della prima tecnologia PVT (Pillar venting Technology) che per prima venne utilizzata a bordo di Lancia Thema, e nella quale le tradizionali alette vengono sostituite da una serie di pioli, con benefici in termini di sicurezza dell'impianto e di maggiore durata del disco. Nello specifico, il sistema PVT Plus si affida a un sistema di pioli, da 30 a 40 a seconda del diametro del disco, disposti su tre fasce: la loro forma, più allungata rispetto alle generazioni precedenti, permette – indicano i tecnici di Kilometro Rosso (il Centro ricerca di Brembo) il 30% di resistenza in più alle cricche termiche: ne deriva un ciclo vitale più elevato per il disco, oltre a un'ottimizzazione delle temperature di esercizio (ridotte fino al 30%) per una maggiore durata delle pastiglie. I dischi freno PVT Plus, prodotti nello stabilimento Brembo di Mapello (Bergamo) vengono impiegati a bordo di berline del segmento premium quali Audi A6, Bmw Serie 5, Mercedes Classe E. I tecnici Brembo prevedono che il loro impiego sarà più avanti esteso ad altri segmenti di mercato.

DISCHI VERNICIATI – Molti automobilisti non se ne curano più di tanto, tuttavia anche l'occhio vuole la sua parte. E se a questo aggiungiamo che migliora l'efficienza del componente, il cocktail è servito. Ci si riferisce ai dischi freno verniciati, nello specifico grazie a una tecnologia di verniciatura UV (evoluzione delle precedenti tecniche di verniciatura: da quella di Geomet, alla verniciatura zincante ed epossidica), che Brembo propone ai professionisti dell'aftermarket (ricambisti, officine) come valida alternativa ai “tradizionali” dischi freno in alluminio. I dischi freno verniciati UV di Brembo, indicano i tecnici del Gruppo bergamasco, se paragonati ad altre soluzioni di disco, sono in grado di offrire una resistenza alla corrosione più elevata e una efficace resistenza alle alte temperature. I test in atmosfera di nebbia salina e di resistenza all'umidità condotti da Brembo sui dischi verniciati UV dimostrano che la maggiore resistenza alla corrosione grazie all'esclusivo rivestimento di protezione permanente presente ai bordi esterni e sulla campana del disco, viene garantito dalla specifica verniciatura UV, a tutto vantaggio di una efficace protezione di tutte le parti visibili  che non entrano in attrito con le pastiglie. In aggiunta, i dischi freno verniciati permettono una completa protezione del componente fino alla fase di montaggio; per l'autoriparatore, questo si traduce in interventi più agevoli perché permette di evitare la rimozione dell'olio dal disco. Un elemento in più a favore dell'opera di montaggio del disco viene dato dalla particolare posizione della marcatura dei dischi visibile dalla campana: in questo modo, durante l'esame delle condizioni del disco e il controllo dell'impianto frenante il meccanico ottiene una lettura immediata dello spessore minimo previsto per la sostituzione del disco.

T-PILLAR E STAR PILLAR – Le necessità di ventilazione, in termini di durata del disco e di sicurezza di marcia, sono sul taccuino delle priorità per le aziende di produzione componentistica anche in riferimento al settore Truck: una data importante, per Brembo, è il 2004, anno nel quale venne brevettata la tecnologia “T Pillar” che è stata impiegata in massima parte come primo equipaggiamento nella gamma di automezzi pesanti Iveco. Questa tecnologia, come il nome stesso suggerisce, prevede l'impiego di pioli esterni a forma di “T”. E c'è di più, basti pensare alla tecnologia di ventilazione “Star Pillar” introdotta nel 2010: pioli a forma di stella studiati per dissipare ancora meglio il calore, ridurre ulteriormente i rischi di shock termico per il disco e garantire una maggiore durata delle pastiglie.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Come sostituire la turbina: errori e consigli sul montaggio del turbo

La disposizione del motore centrale o posteriore: cosa cambia?

Scadenza olio motore: quanti anni si può conservare?