Diesel a (quasi) zero emissioni: arriva il motore che anticipa i limiti UE

Il diesel non deve morire, blocchi e limitazioni aumentano ed ecco spuntare nuove soluzioni per abbattere le emissioni inquinanti

26 aprile 2018 - 12:48

Siamo veramente assistendo all'ultimo atto del diesel? Troppo difficile affermarlo ora, il gasolio rimane ancora forte sul mercato nonostante i duri colpi subiti – e le emissioni aumentano lo stesso – e non ha alcuna intenzione di lasciare completamente la scena in favore dei benzina o, peggio, alle nuove generazioni elettriche (sai che non portano benefici immediati?). I limiti e i blocchi mettono in difficoltà automobilisti e costruttori, ma da questi ultimi arrivano nuove idee che permetteranno al diesel di rimanere in vita e addirittura di diffondersi sempre più. Sarà quindi possibile continuare ad acquistare auto a gasolio, e qualcuno promette che queste saranno le più pulite in assoluto.

ABBATTERE LE EMISSIONI DI NOx Due i fattori che influenzano le emissioni di ossidi di azoto nei motori diesel: lo stile di guida e la temperatura; su queste si concentra la nuova tecnologia proposta da un noto produttore di componenti automotive. Per adattarsi in modo dinamico allo stile di guida del pilota vengono utilizzati turbocompressori ottimizzati per le procedure RDE (leggi qui come funzionano i test di omologazione) capaci di reagire in maniera estremamente rapida. Il sistema dell'aria poi, si dimostra flessibile grazie alla combinazione del ricircolo dei gas di scarico ad alta e bassa pressione, permettendo al guidatore di partire rapidamente senza generare un alto livello di emissioni. Per quanto riguarda la temperatura, per rendere più efficace la conversione degli ossidi di azoto bisogna far in modo che i gas di scarico superino i 200° C. È un valore difficile da raggiungere in condizioni di traffico urbano, la soluzione è un nuovo sistema di gestione della temperatura del motore diesel che agisce attivamente sui gas di scarico mantenendo l'impianto sempre abbastanza caldo, per poter lavorare in un intervallo di temperatura stabile e quindi contenere maggiormente le emissioni – tieni d'occhio il colore dei gas di scarico della tua auto, qui i nostri consigli.

RESTRIZIONI ADDIO Lo scandalo Dieselgate ha causato un forte inasprimento da parte delle normative europee nei confronti dei propulsori considerati inquinanti: dal 2017 le emissioni dei veicoli non devono superare i 168 milligrammi di ossidi di azoto per chilometro, dal 2020 il limite sarà ancora più basso e non si potrà andare oltre i 120 milligrammi. Con i nuovi accorgimenti il sistema appena presentato bypassa totalmente i limiti europei promettendo emissioni di NOx pari a 13 milligrammi per chilometro in qualsiasi condizione di guida, risultando quindi conforme a tutte le prescrizioni RDE che considerano appunto la quantità di emissioni prodotte realmente su strada e non si basano sui dati provenienti da test effettuati in laboratorio. L'innovativa soluzione è già disponibile e non comporta ulteriori costi di produzione (come ad esempio l'aggiunta di sistemi 48V), influisce positivamente sulle emissioni di CO2 e non penalizza i consumi: i nuovi diesel verranno quindi proposti allo stesso prezzo ma saranno liberi di circolare ovunque – guarda la mappa europea dei divieti in arrivo.

AMBIENTE O DENARO? Vista così sembra di esser davanti ad una svolta epocale, in realtà non c'è tantissimo di nuovo, o meglio niente che non esistesse già prima. Essenzialmente sono state perfezionate e solo leggermente modificate componenti del motore che avevano già lo scopo di abbattere le emissioni, un argomento preso in considerazione quasi marginalmente prima che negli ultimi due anni scoppiasse lo scandalo Dieselgate. Ora la musica è cambiata, l'ambiente viene messo in primo piano e la lotta all'inquinamento è diventata una priorità da prendere in considerazione quotidianamente, questo porta ai famosi limiti e obblighi legislativi e di conseguenza costi aggiuntivi per i costruttori. Ora si propongono “nuove” soluzioni al motto di “Salviamo l'ambiente”, ma è veramente il clima la preoccupazione? O i sistemi innovativi vengono sviluppati solo quando sale la preoccupazione del naufragio di un mercato da centinaia di miliardi?

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