Come cambierà il mercato della distribuzione dei ricambi auto?

Una serie di fattori stanno cambiando l'assetto del post-vendita automobilistico. Con quali conseguenze sulla distribuzione ricambi?

19 luglio 2011 - 7:00

L'ammodernamento del parco circolante, l'allungamento della garanzia, l'intensificata aggressività delle reti ufficiali dei costruttori, l'evoluzione tecnologica, il cambiamento delle priorità dei riparatori e la loro maggiore preparazione professionale stanno cambiando l'assetto del post-vendita automobilistico. Con quali conseguenze sulla distribuzione ricambi?

SPARIRANNO I PICCOLI RICAMBISTI? – I cambiamenti sono tali da mutare la composizione della filiera distributiva indipendente? Assisteremo all'accorciamento della catena distributiva con il salto del ricambista locale e l'acquisto dei riparatori direttamente dal grande distributore regionale? I pareri al riguardo non sono concordanti. Se alcuni esperti sostengono che non è possibile fare a meno dei piccoli ricambisti nel ruolo di collegamento tra domanda e offerta, altri invece ritengono che in Italia la distribuzione ricambi è esposta all'evidente rischio di rimanere in parte o del tutto schiacciata fra domanda e offerta fino a quando non avverrà una completa revisione del ruolo del distributore e del ricambista, sempre più confuso e indefinito.

TROPPA FRAMMENTAZIONE – A ben vedere la grande varietà di modelli di auto in circolazione e il progresso tecnologico continuo, unitamente al potenziamento della logistica e dei servizi e alla preoccupazione di mantenere bassi gli stock, ha portato a una eccessiva frammentazione degli ordini di ricambi. Dagli ordini giornalieri si è passati all'invio anche più volte nel corso della stessa giornata. La domanda ricambi si è ormai stabilizzata su una elevata polverizzazione, alla stessa stregua della distribuzione dei medicinali ai farmacisti, che però sono dei dettaglianti a differenza dei ricambisti. Continuando in questo modo, non c'è dubbio che il futuro dei ricambisti sarebbe a rischio. Anche perché i pagamenti ai fornitori si vanno sempre più allungando.

CONCORRENZA DELLE CASE – Per quanto riguarda la concorrenza delle reti ufficiali dei costruttori auto non sono tutti d'accordo nel giudicarla una tragedia per la distribuzione indipendente. In grande maggioranza gli operatori sono convinti che la distribuzione indipendente è più specializzata nel prevedere la domanda e nel gestire la logistica localmente. In realtà il settore indipendente ha bisogno di crescere se vuole avere successo e avvantaggiarsi con la manutenzione sulle auto in garanzia liberalizzata e competere ad armi pari con le case. Può farcela, ma occorre migliorare la qualità delle strutture di riparazione e il controllo dei processi per evitare gli sprechi di tempo e le pause improduttive.

SE IL CLIENTE SI EVOLVE? – Ma cosa avverrebbe nel caso in cui gli automobilisti dovessero gradualmente imporre ai riparatori la propria volontà sulla qualità, sulla marca e sul prezzo dei ricambi da utilizzare sulla propria auto, ridimensionando l'attuale illimitata fiducia personale? Il parere quasi unanime degli addetti ai lavori è che una tale eventualità è da scartare. E' convinzione diffusa infatti che, a differenza degli altri paesi europei in cui l'automobilista riveste un ruolo di diretta partecipazione sulla decisione del tipo di ricambio (originale o no) da utilizzare per la riparazione, in Italia il riparatore godrà ancora per lungo tempo il privilegio di una preziosa delega da parte della clientela. In tanti sono convinti inoltre che l'automobilista italiano, sia poco propenso al “fai da te”. La conferma viene dal prodotto più semplice, lo pneumatico, in cui, nonostante il marchio sia molto evidente e fortemente reclamizzato a livello di consumatore, i consigli del gommista pesano in maniera decisiva al momento della scelta del prodotto.

SERVE UN CAMBIAMENTO – Il ruolo della distribuzione del prodotto pertanto rimarrà ancora per molti anni un fattore essenziale? In verità negli ultimi anni la distribuzione ricambi si è attivata potenziando i servizi logistici e l'informatica per razionalizzare gli stock e aumentare la disponibilità, senza gravare sui prezzi. Se però a valle non avverrà un equivalente adeguamento strutturale, gran parte degli sforzi andranno vanificati. Ordinare i ricambi a mezzo telefono o a mezzo fax e non via telematica non solo è antieconomico per chi lo riceve, ma ritarda la spedizione in giornata perché richiede l'immissione manuale nel sistema. Viviamo ormai un'epoca di mercati maturi in cui non c'è più spazio per l'improvvisazione e l'impreparazione. Bisogna decidere con rapidità. Come finirà? Probabilmente la grande sfida della distribuzione ricambi finirà con l'integrazione dei grandi distributori e dei ricambisti. L'argomento è però molto complesso e l'approfondimento ci porterebbe troppo lontano compromettendone la chiarezza dei concetti. Sarà comunque interessante seguirne gli sviluppi.

di Nicola Giardino

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