Bosch annuncia il più grande stabilimento in Germania da 1 miliardo di euro

Le auto moderne hanno fame di elettronica e Bosch pianifica un impianto per la produzione di circuiti integrati. 1 miliardo di euro e 700 addetti

20 giugno 2017 - 16:21

Il Silicio sulla Terra non è certo raro come l'Oro o il Platino: nella crosta terrestre questo elemento chimico è il secondo per abbondanza, dopo l'Ossigeno. Non esiste in natura allo stato puro ma entra nella composizione di tantissime minerali, dall'agata alla selce e al granito. Un elemento quindi importante da sempre ma che oggi è diventato strategico (leggi dell'importanza del Silicio per i veicoli connessi e autonomi) perché è la base dei semiconduttori, che a loro volta sono i materiali che costituiscono i circuiti integrati. Anche i processori, chiavi di volta della guida autonoma, nascono quindi dall'umile Silicio e Bosch vuole costruire una megafabbrica per produrli.

PIÙ POLLICI, PIÙ CHIP Anche i cantautori sapevano che il Silicio, facendo parte di tantissimi minerali e rocce, è presente anche nella sabbia. Rino Gaetano, nel 1976, aveva infatti inserito questa frase nella sua canzone Sfiorivano le Viole: “il Sole che bruciava lunghe spiagge di Silicio”. La poetica di Gaetano è cosa ben diversa dal vertiginoso giro d'affari connesso all'elettronica (leggi che Intel svela il cervello della guida autonoma) e la recente decisione di Bosch, che investirà 1 miliardo di Euro in una nuova fabbrica di semiconduttori, lo testimonia appieno. Il comunicato stampa precisa anche che il nuovo impianto produrrà chip da wafer di silicio da 12 pollici (circa 30 cm di diametro), un grande vantaggio rispetto alle fabbriche che lavorano wafer da 6 e 8 pollici.

Più grande è il disco, più chip possono essere fabbricati in ogni ciclo produttivo: lavorare “a 12 pollici” consente quindi una produzione numericamente maggiore. I lavori di costruzione termineranno entro il 2019 mentre la produzione dovrebbe partire alla fine del 2021; l'impianto darà lavoro a 700 dipendenti e sorgerà a Dresda.

BENVENUTI IN SASSONIA VALLEY Il perché di questa megafabbrica è riassumibile in una percentuale: + 5%. Uno studio di PricewaterhouseCoopers prevede infatti che il mercato mondiale dei semiconduttori è destinato a crescere di oltre il 5% l'anno fino al 2019, con un aumento particolarmente forte nei segmenti della mobilità e dell'Internet of Things (leggi di Qualcomm che compra NXP per essere presente nel settore delle auto connesse). Il CEO di Bosch, Volkmar Denner, ha commentato così: “Questo nuovo sito produttivo costituisce il più grande singolo investimento nella storia di Bosch I semiconduttori sono i componenti fondamentali di tutti i sistemi elettronici attuali e verranno utilizzati anche nelle nuove applicazioni. Ampliando la nostra capacità produttiva di semiconduttori, stiamo dotando la nostra Azienda di una solida base per il futuro e stiamo rafforzando la nostra competitività”. Dirk Hoheisel, membro del consiglio di amministrazione della Robert Bosch GmbH, ha dichiarato che “il Land della Sassonia offre condizioni eccellenti per il potenziamento delle nostre competenze nel settore dei semiconduttori”. In effetti il cluster della microelettronica di Dresda, anche conosciuto come “Silicon Saxony”, è un leader del settore in Europa e comprende fornitori nei settori dell'automotive e dei servizi, nonché università con elevate competenze tecnologiche. Oltre a ciò, la Digital Hub Initiative lanciata dal Ministero dell'economia e dell'energia ha lo scopo di rendere Dresda un ecosistema ideale per l'IoT.

PIÙ FORTI GERMANIA ED EUROPA Il Ministro federale dell'economia e dell'energia, Brigitte Zypries, ha accolto con favore l'investimento di Bosch in Germania, considerata area high-tech: “Un plauso va alla decisione di Bosch di investire in Sassonia. Il rafforzamento delle competenze nel settore dei semiconduttori in Germania, e di conseguenza anche in Europa, è un investimento in una tecnologia chiave del futuro e, pertanto, un passo molto importante per preservare e potenziare la competitività”.

Una volta avuto il placet della Commissione Europea, il Ministero supporterà attivamente la costruzione e l'avvio alla produzione dell'impianto di Dresda. Bosch è già un gigante dei dispositivi elettronici per le automobili: produce chip da più di 45 anni ed è particolarmente forte negli ASIC (application-specific integrated circuits), nei semiconduttori di potenza e nei microsistemi elettromeccanici, quei MEMS che sono alla base dei fari Laser LED di Audi e che sono diffusissimi anche negli smartphone. Gli ASIC di Bosch sono stati utilizzati nei veicoli sin dal 1970 e sono essenziali, ad esempio, per l'attivazione degli airbag; secondo l'Azienda ogni automobile prodotta nel mondo nel 2016 aveva a bordo in media più di 9 chip Bosch.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Rigenerazione filtro antiparticolato: quante volte si fa?

La dilatazione termica, la lubrificazione e i segmenti in un motore

Come sono fatti il cilindro e la canna