Baidu lancia Apollo: la Cina recupera terreno sulla guida autonoma

Nasce in Cina Apollo di Baidu, una piattaforma open source per le auto robot. Con più di 50 partner diventerà l'Android della guida autonoma?

6 luglio 2017 - 18:06

La guida autonoma è uno dei progetti più interdisciplinari dei nostri tempi perché unisce alle competenze classicamente automotive quelle dell'intelligenza artificiale. Anche se le Case si sono già “fatte le ossa” con gli ADAS, sistemi che devono capire cosa succede e, se necessario, agire, le auto robot sono su un altro livello. È per questo che i Costruttori si alleano con aziende ed esperti del settore (leggi che Ford ha investito 1 miliardo i dollari in Argo AI per le auto robot) ma le auto robot permettono inoltre la discesa in campo di soggetti non legati direttamente all'automotive. È questo il caso di Baidu: il popolarissimo motore di ricerca cinese ha annunciato Apollo, un progetto che vuole sviluppare, insieme a molti partner, una piattaforma open source per la guida autonoma.

DALLO SPAZIO ALLA STRADA L'evento che ha consacrato Apollo, Baidu Create, è recentissimo (Apollo era stato presentato in aprile) ed è anche molto importante, dato che uno dei più importanti motori di ricerca al mondo ha stretto accordi con più di 50 aziende per sviluppare una piattaforma open-source per la guida autonoma (leggi dell'architettura open source Robinos di Elektrobit/Continental).

Il nome scelto per il progetto, Apollo, è dichiaratamente ispirato al celeberrimo programma spaziale che ha portato l'uomo nello spazio e sulla Luna a cavallo fra gli anni '60 e '70. Gli investimenti e la forza lavoro coinvolti non sono ovviamente paragonabili ma i nomi dei (numerosi) soggetti che partecipano all'Apollo 2.0 sono rimarchevoli. Possiamo citare Nvidia, specializzata in microprocessori e intelligenza artificiale, l'esperta di mappe e navigazione TomTom, Intel, Microsoft, Continental, Ford, Daimler, Delphi, ZF Friedrichshafen (che è molto impegnata anche nella micromobilità elettrica) e via elencando.

MOTORI (DI RICERCA) CONTRO Fra le “entità” che compongono l'alleanza troviamo, oltre a quelle già citate, anche diversi altri fornitori, start-up, Università e Governi locali cinesi; non potevano poi mancare le Case, sia di proprietà del Governo come Chery Automobile, BAIC Motor, FAW Group, Chongqing Changan Automobile sia private come Great Wall Motor.

Apollo sarà sviluppata nel centro tecnologico che Baidu ha nella Silicon Valley, a pochi passi (che combinazione!) dal quartier generale di Waymo/Alphabet/Google (leggi che Toyota ha acquistato la divisione robotica di Google). Baidu è inoltre uno degli investitori di Nio, una startup cinese (ma basata nella Silicon Valley) di veicoli elettrici autonomi sostenuta anche dalle holding cinesi Tencent e Lenovo. Nio spera di mettere le sue prime auto sulle strade statunitensi nel 2020 e, grazie anche alla munifica Baidu, ha raccolto 600 milioni di dollari.

INCONTRI IN NOME DELL'AUTONOMIA Fonti di Reuters hanno riferito che, un paio di settimane fa, i top manager di Baidu e Chery si sono incontrati in Silicon Valley per firmare un accordo di collaborazione mirato allo sviluppo di veicoli intelligenti e connessi. Chery ha già installato il software per la guida autonoma di Baidu in diverse auto che stanno circolando in Cina e potrebbero approfondire ulteriormente i loro accordi includendo la produzione.

Appena diramata la notizia della presentazione di Apollo le azioni di Nvidia sono aumentate del 2,6%, quelle di Baidu quotate a Wall Street hanno segnato un + 2,3% mentre ad Amsterdam, TomTom è salita del 3,2%. Sembra quindi che la guida autonoma e la trazione elettrica siano i Re Mida del nostro tempo e chi l'ha capito ora si trova in vantaggio: Tom Tom ha fatto anche accordi con Bosch per le mappe HD fatte con i radar mentre Nvidia, con i suoi algoritmi, reti neurali e auto-computer sta “colonizzando” il settore. Oltre ad essersi alleata con molte Case (leggi dell'accordo con Toyota, uno dei molti), essa fornirà a Baidu i propri chip non soltanto per vetture a guida autonoma ma anche per i suoi servizi cloud. Sulla “nuvola” saliranno infatti i nuovissimi processori grafici Volta, i Drive PX 2 saranno i cervelli della guida autonoma di Baidu e la piattaforma di deep learning PaddyPaddy sarà ottimizzata per le GPU Volta.

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