Auto autonome: ologrammi al posto dei fari, nuovi materiali e più sicurezza

Sguardo sul futuro al Covestro Mobility Day: i materiali plastici e anche gli ologrammi nelle auto sicure di domani

22 gennaio 2018 - 23:15

Il futuro sta arrivando a grandi passi, questo è sicuro, e i cambiamenti che porterà saranno particolarmente evidenti nell'automotive. La parola futuro, nell'industria dei veicoli, si declina in tanti modi: guida autonoma, condivisione, servizi di mobilità, veicoli connessi e/o elettrici e così via. Sappiamo bene che i fornitori si stanno giàattrezzando (leggi dei nuovi dischi e ruote Continental per le auto elettriche). I cambiamenti interessano però anche un anello della catena delle forniture che “precede” i componenti: i materiali. Grazie al cortese invito di Covestro abbiamo potuto gettare uno sguardo anche su questo aspetto della filiera automotive.

ORIZZONTE POLIMERI L'Azienda che ci ha invitato non è molto nota al grande pubblico, dato che non appare né sulle automobili né sui ricambi, ma è una realtà consolidata che “inizia a nascere” nel 2004 quando Bayer MaterialScience (leggi di come le auto del futuro saranno più leggere e pulite grazie alla plastica) diventa un sottogruppo della casa madre Bayer. Nel 2015 diventa totalmente indipendente, cambia nome in Covestro e viene quotata in Borsa, diventando una realtà che oggi ha 30 siti produttivi e fattura 11,4 miliardi di euro. Covestro è tra le più grandi aziende produttrici di polimeri al mondo ed è attiva nell'industria automobilistica (che concorre per il 20% del fatturato), l'elettrica e l'elettronica, l'edilizia, lo sport e il tempo libero. L'Azienda è particolarmente impegnata nello sviluppo di nuovi polimeri, pensati come un'importante contributo allo sviluppo della nuova mobilità.

FUTURO A VALANGA L'intensa 2 giorni di Leverkusen è iniziata con un'interessante presentazione di Gerd Leonhard, brillante futurista e umanista svizzero, che ha evidenziato come l'innovazione dei nostri anni abbia un ritmo esponenziale, molto più veloce di quello degli uomini. Fra gli aspetti del cambiamento ci sono modelli comportamentali che, nei paesi “sviluppati”, stanno passando dal possesso all'uso: il car sharing è solo una delle dimostrazioni di questo trend.

L'Intelligenza Artificiale arriverà di prepotenza e contagerà tutti i settori, compreso l'automotive: le prime applicazioni si vedono già con gli ADAS ma la guida autonoma sarà una mutazione epocale (leggi che grazie a ZF ProAI la guida autonoma è pronta al mercato di massa)che stravolgerà il settore almeno quanto la diffusione di massa delle auto elettriche, anch'essa giudicata inarrestabile. Le automobili cambieranno profondamente dentro e fuori ed è questa evoluzione il target delle innovazioni di Covestro.

INTERFACCE E MATERIALI NUOVI Il classico design delle automobili, così familiare grazie a finestrini, montanti e tetto, potrebbe essere sostituito da un elemento unico e continuo di policarbonato, un materiale nel quale Covestro crede molto. La visibilità sarebbe molto migliorata e anche la sicurezza dei pedoni, vista l'elasticità del materiale, ma il policarbonato ha un altro asso nella manica: il suo essere trasparente o traslucido permette di costruire elementi di carrozzeria al di sotto dei quali possono trovar posto non solo indicatori di direzione, luci di posizione, di retromarcia e di stop ma anche sensori, antenne e altri componenti.

La sua resistenza agli urti (ricordiamo che molti caschi da moto sono in policarbonato) li protegge ma il materiale non impedisce apprezzabilmente la propagazione dei segnali, ad esempio quelli dei LiDAR (Light Detection and Ranging). Queste doti permettono inoltre di inserire elementi luminosi sotto la sua superficie, come display in grado di “parlare” a pedoni e ciclisti. Le linee evolutive così tratteggiate si riverberano anche dentro l'abitacolo, che potrebbe cambiare radicalmente, ad esempio nelle autonome senza pedali e volante.

OLOGRAMMI, ULTIMA (?) FRONTIERA Abbiamo infatti visto la dimostrazione di quella che potrebbe essere la plancia del futuro: grandi superfici con simboli che appaiono soltanto se servono, pulsanti touch che danno un feedback tattile e display che si integrano senza soluzione di continuità con la plancia, come quello dell'Alfa Romeo Giulia 2.2 diesel provata su strada.

Ma un ulteriore salto evolutivo arriverà a breve grazie ad una sottile pellicola olografica che si presta ad applicazioni nuove, scenografiche ed utili. Il suo nome è Bayfol HX, ha 3 strati ed è spesso (si fa per dire) circa 100 μm – micron, milionesimi di millimetro – e può essere “registrato” con luce di una particolare lunghezza d'onda. Questo trattamento puramente ottico, che non richiede ulteriori trattamenti chimici o termici, permette di costruire, ad esempio, fanali olografici. Durante il nostro tour abbiamo potuto infatti vedere delle luci posteriori con un particolare effetto 3D visibile muovendosi lateralmente rispetto a loro. Queste luci, create in collaborazione con Hella, sono nate progettando gli ologrammi, che sono poi stati “inseriti” nel Bayfol HX; quest'ultimo è stato poi laminato su una lastra piatta di vetro spesso 3 millimetri; per la produzione di serie si userà comunque materiale plastico. Ancor più potente e versatile è un'altra applicazione che ci è stata spiegata da Friedrich-Karl Bruder, Capo del laboratorio di fisica di Covestro, e dalla sua collaboratrice Christel Maneche.

Nel corso di un'interessante dimostrazione (purtroppo non fotografabile) si è visto un sistema ottico, composto da una lente ed un prisma, focalizzare e deviare verso un piccolo schermo un fascetto di luce laser prodotto da una sorgente tascabile. Il gruppo ottico tradizionale è stato poi sostituito da un pezzetto di Bayfol HX “programmato” per avere le stesse proprietà del sistema lente + prisma e in effetti la luce veniva focalizzata nello stesso punto e con la stessa forma. Le potenzialità, come spiegatoci da Bruder, sono molto interessanti: laminando in un parabrezza la pellicola opportunamente registrata sarebbe possibile trasformare l'intero vetro in un Head-Up Display, alimentato da un proiettore molto più piccolo rispetto ai display usati oggi negli HUD classici (leggi degli HUD di Navdy comprati da Harman). Cosa dire di più, se non che ne vedremo (l'espressione è molto pregnante) delle belle? 

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