Arriva il chip che intercetta pedoni e pericoli, Audi e PSA pronti ai test

Qualcomm presenta il chip anti- incidenti che segnala pedoni e veicoli grazie alla connettività 5G. Sicurezza al top grazie al dialogo V2X

4 settembre 2017 - 21:50

Gli sviluppi dell'elettronica e della telematica stanno cambiando il volto delle automobili e della sicurezza della circolazione stradale. I più che promettenti progetti di comunicazione fra veicoli (V2V, Vehicle to Vehicle, compresi i pedoni dotati di telefono cellulare) e V2I (Vehicle to Infrastructure) ed i relativi servizi a valore aggiunto non sarebbero neanche concepibili senza i microprocessori e le reti di telefonia cellulare e Wi-Fi. La velocissima e “capace” (in termini di banda) telefonia 5G è considerata il vero catalizzatore di questa svolta e Qualcomm, dando seguito al suo riposizionamento verso le auto connesse, si prepara a cavalcare l'onda presentando un chip V2X che unifica le due funzioni V2V e V2I e usa la connettività 5G.

CHIP TUTTOFARE Quest'eclettico chipset si chiama 9150 C-V2X e usa la rete cellulare (donde il prefisso “C”) per abilitare le comunicazioni dal veicolo “V” a… tutti! Oltre al V2I e al V2V il 9150 dialogherà infatti con i pedoni (V2P) e con le altre reti, implementando il V2N, dove “N” sta per Network. Ovviamente un pedestrian nudo e crudo non può interagire con un network infotelematico ma basterà che porti con sé un cellulare per diventare un nodo della rete.

La piattaforma si basa sull'attuale telefonia 4G ma, come anticipato, è compatibile con l'ormai vicino standard 5G (sapevi che l'auto più connessa sarà in Corea proprio perché il Paese è avanti nell'implementazione delle reti 5G?) e queste capacità di dialogo saranno usate per inviare messaggi fra veicoli, infrastrutture e quant'altro. In effetti, come dichiarato da Nakul Duggal, vice president of product management for Qualcomm ad Autonews, la tecnologia 4G LTE permette funzioni di sicurezza di base, come la comunicazione dei flussi di traffico, mentre la LTE 5G, in grado di gestire grandi quantità di dati e di assegnare priorità alle comunicazioni, consentirà operazioni più sofisticate, come il platooning dei camion.

RETE CELLULARE? ANCHE NO! Il 9150 sarà disponibile per i test nella seconda metà del 2018, arrivando nei veicoli di serie prima del 2019. L'idea della “comunicazione universale” potrà arrivare a compimento grazie anche all'uso della frequenza dei 5,9 GHz, lasciata libera (non senza difficoltà, leggi delle auto connesse V2V ferme alla partenza fra interferenze radio e politiche) dalla FCC, quella Federal Communications Commission che gestisce lo spettro radio negli USA.

La versatilità della piattaforma C-V2X deriva dal fatto che essa usa indifferentemente due modi di trasmissione: diretta e tramite rete gestita dagli operatori. Le frequenze usate sono, come detto, anche nella banda dei 5,9 GHz (1 GHz = 1 miliardo di oscillazioni /secondo), armonizzata a livello globale e dedicata agli ITS – Intelligent Traffic System. Il sistema costruirà reti ad-hoc, ossia estemporanee e con nodi di tipo e numero variabile, e permetterà quindi comunicazioni V2X (compreso il V2P) senza la necessità di un Subscriber Identity Module, la famosa SIM che consente l'accesso alle reti cellulari degli operatori.

FA GOLA A MOLTI Le comunicazioni C-V2X sono studiate per essere al servizio delle funzioni chiave degli ADAS, raccogliendo e condividendo i segnali di telecamere, radar e LIDAR: in questo modo i veicoli invieranno e riceveranno informazioni sull'ambiente circostante anche in scenari non line-of-sight (NLOS), come il “percepire” un pedone o un ciclista dietro un palazzo. I vantaggi saranno enormi per la sicurezza e la riduzione del traffico e andranno dai suggerimenti per percorsi alternativi (sapevi che il traffico dipende da un'auto su 10?) alla comunicazione delle emergenze, ad esempio comunicando in anticipo l'arrivo dei mezzi di soccorso. Non è un caso che Ford sia interessata a questo chipset, dato che sta già pensando a soluzioni per avvertire i guidatori dell'arrivo dei mezzi di soccorso. La Casa americana non è però la sola ad essere interessata: Qualcomm parla infatti dell'interessamento di Groupe PSA, Audi ( che sta già sperimentando la comunicazione fra auto e semafori) e della cinese SAIC. 

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