Aftermarket: “sul mercato presto servizi che ancora non immaginiamo”

Parola di Olaf Musshoff, direttore di Automechanika, che ci ha spiegato come le officine dovrebbero prepararsi a questa rivoluzione dell'Aftermarket

2 luglio 2018 - 15:30

La più grande rassegna europea sull'aftermarket, i componenti e le attrezzature per l'autoriparazione che si tiene ogni due anni a Francoforte è ormai vicina. Automechanika, arrivata alla 25esima edizione, con 50 anni di storia da leader mondiale nel settore, a settembre 2018 accenderà i riflettori sul futuro dell'Aftermarket e della riparazione auto. SicurAUTO.it sarà là per raccontarvi da vicino come l'aftermarket auto si sta preparando alla elettrificazione e digitalizzazione dell'auto. Dopo aver scritto sul futuro delle officine e degli autoriparatori in Italia, possiamo già anticiparvi interessanti curiosità sui cambiamenti che coinvolgeranno a livello mondiale le aziende presenti ad Automechanika 2018. Ne abbiamo parlato con Olaf Musshoff, direttore di Automechanika, che ci ha spiegato cosa dovranno fare le officine per prepararsi a questa rivoluzione tecnologica.

LE NOVITA' SU FRANCOFORTE IN ANTEPRIMA AAutomechanika è la biennale tedesca che in si alterna alla rassegna italiana Autopromotec e all'IAA a Francoforte e per il 2018, dall'11 al 15 settembre 2018,  si preannuncia ricca di novità con 5 mila espositori e oltre 130 mila visitatori provenienti da 170 Paesi nel mondo. Per gli appassionati di motori sarebbe un po' il tempio dell'autoriparazione (per quanto sia una fiera solo B2B), mentre per gli addetti ai lavori è un'occasione per conoscere i trend del settore e prepararsi alle nuove sfide dell'automotive – come ci rivela Olaf Musshoff. Quest'anno più che mani si parlerà di digitalizzazione, auto connesse ed elettriche e scopriremo da vicino quali soluzioni i big player dell'Aftermarket presenteranno in anteprima, tra servizi ad alto contenuto tecnologico collegati alla manutenzione dell'auto ai robot Porsche in grado di intervenire sulle auto. Tra le novità che esordiranno quest'anno ad Automechanika 2018, ci sarà Classic car, un'area totalmente dedicata alla manutenzione e cura delle auto d'epoca. In attesa del grande evento di settembre, abbiamo fatta una piacevole chiacchierata con Olaf Musshoff, ecco a voi l'intervista.

Qual è la sua visione dell'Aftermarket auto per i prossimi anni?

Nei prossimi anni ci saranno cambiamenti molto forti e veloci, primi tra tutti la digitalizzazione e l'elettrificazione. Per questo diventa sempre più fondamentale la formazione, non solo dei meccanici ma anche del personale negli uffici delle officine. In questo senso sarà strategica la condivisione del know-how per la riparazione delle autovetture di nuova generazione. Con la digitalizzazione inoltre arriveranno nuovi modelli di business, nuove idee e nuovi servizi che l'officina potrà dare al cliente, ancora non sappiamo bene quali saranno, ma siamo certi che la digitalizzazione darà un forte impulso al new business. Il trend è questo ed è importante seguirlo già oggi per ridurre il grande rischio di perdere fatturato abbastanza velocemente nei prossimi 5-10 anni.

Cosa dovrebbero fare le officine sin da subito per non perdere business e seguire questi trend?

Devono osservare da vicino l'arrivo delle auto elettriche ed ibride liberandosi della paura di questo cambiamento.  L'autoriparatore deve aggiornarsi su queste tecnologie e seguire corsi per sapere come funzionano le auto elettriche e ibride, quali componenti hanno ed essere preparati sulle tecnologie del futuro, non solo sulla riparazione ma in generale sulla vettura. Porsche ad esempio mostrerà ad Automechanika 2018 dei nuovi tool di riparazione in cui si vedranno dei robot in azione in sinergia con gli umani. L'invito agli autoriparatori è quello di investire ora nella formazione e prepararsi a queste nuove tecnologie. Fortunatamente, avendo tante auto tradizionali in circolazione, si potrà attuare un cambiamento graduale che permetterà alle officine di aggiornarsi e prepararsi al meglio, ma solo se si investe sin da oggi. Il consiglio che mi sento di dare è: approfittate ora di avere incassi regolari grazie alle vetture di vecchia generazione, perché oggi avete tempo, ma quando questo cambiamento sarà già in atto rischiate di perdere fatturato.

Se lei fosse un autoriparatore, oggi, cosa farebbe concretamente per prepararsi a questo cambiamento?

Punterei alla formazione, mi metterai in contatto con le associazioni di categoria che già organizzano dei corsi per gli autoriparatori. Tutto parte dalla formazione. Riguardo alle attrezzature invece bisogna osservare il mercato e non dimentichiamoci che i primi investimenti li faranno le officine autorizzate, pertanto si avrà il tempo di capire cosa succede inizialmente nelle reti di officine legate alle Case, quali macchinari e quali processi. E' noto che per i primi 3-4 anni i clienti, generalmente, portano la propria vettura nelle reti ufficiali, un tempo utile che permetterà agli indipendenti di attrezzarsi per bene.

In questa prospettiva di cambiamento dell'autoriparazione, quale sarà il ruolo degli Open Data?

Sarà fondalmentale, infatti tutte le varie associazioni di categoria stanno già lavorando a Bruxelles per rendere libero l'accesso alle informazioni tecniche, senza le quali il mercato indipendente dell'Aftermarket collasserebbe. Nel caso in cui le prossime auto avranno delle porte di accesso con protocolli specifici ma noti, l'autoriparatore potrà ad esempio creare un'App che avverta il cliente sugli interventi da fare, quando è stata l'ultima volta in officina l'auto, gli interventi effettuati, ecc. Un modo nuovo per restare in contatto con il cliente.

Rispetto a questo cambiamento qual è la tendenza delle aziende che si può vedere nelle ultime edizioni di Automechanika?

Ci sono aziende più innovative che si stanno già preparando a questo cambiamento ed altre invece che stanno aspettando, osservando e cercando di capire il cambiamente. Automechanika permetterà proprio a quest'ultimi di aggiornarsi e fare networking con chi già sta seguendo da vicino i big trend del futuro.

Con le auto elettriche avremo molti meno ricambi, non ci sarà il rischio che i grandi network assorbiranno i piccoli ricambisti?

In parte potrebbe accadere, ma anche le aziende più piccole seguiranno modelli di business diversi e potranno offrire servizi diversi, digitalizzati o specializzarsi ad esempio nella vendita di accessori e servizi ad alta tecnologia per le auto connesse. Sono certo che sul mercato avremo presto servizi che ancora non immaginiamo. E' successo già in passato in altri settori, il mercato cambia e si evolve.

Secondo lei le singole officine indipendenti si aggregheranno sempre di più ai grossi Network di officine?

Si, il trend sarà questo poiché con le nuove tecnologie servirà sicuramente un maggiore supporto tecnico che solo i grandi network potranno garantire.

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