Nuovo Fiat Ducato: primo contatto

Nuovo Fiat Ducato: primo contatto Abbiamo guidato la nuova generazione del popolare furgone italiano. Ecco come va il nuovo Fiat Ducato

Abbiamo guidato la nuova generazione del popolare furgone italiano. Ecco come va il nuovo Fiat Ducato

13 Maggio 2014 - 06:05

Bisogna dire la verità, inutile girarci intorno, tra tutte le volte in cui siamo andati a Balocco per provare qualche nuovo mezzo del Gruppo Fiat, questa è stata quella con le premesse meno entusiasmanti. Non siamo abituati ai veicoli commerciali e poi quando rivediamo la pista dove mesi prima abbiamo provato l'Alfa Romeo 4C, qualsiasi cosa passa in secondo piano. Ma tutto questo discorso si riferisce, appunto, alle premesse, perché entrare nel mondo degli LCV (Light Commercial Veichle) vuol dire confrontarsi con una realtà diversa ma del tutto stimolante. Arrivando nel piazzale principale del Balocco Proving Ground, dove si trovano gli edifici utilizzati per le presentazioni, rimaniamo un attimo sconcertati. La maggior parte degli spazi sono occupati dai nuovi Ducato, allestiti in versioni diversissime, proprio per rimarcare la sua estrema versatilità fatta di 10.000 varianti dedicate a veicoli commerciali, trasporto passeggeri e basi per conversione, che si ottengono combinando i tipi di scocca, motore e meccanica. Ce n'era anche uno allestito come “paninaro” mobile e per un attimo ci siamo chiesti se Fiat non avesse previsto un bel panino con salsiccia e cipolle per pranzo…Tornando seri e concentrandosi sul Ducato, scopriamo che anche la nuova versione si mantiene fedele alla sola trazione anteriore, che secondo i tecnici di Fiat Professional non rappresenta assolutamente un limite, bensì un'opportunità.

SOLO A TRAZIONE ANTERIORE – Infatti il nuovo Fiat Ducato vanta il miglior peso totale a terra della categoria 'ruote singole' (fino a 4,4 tonnellate), quello sull'asse posteriore (fino a 2,5 ton) e la portata (fino a 2,1 ton per i furgoni). Riguardo alle capienze, invece, la gamma furgoni ne conta otto diverse, da 8 a 17 m³. Ci sono, poi, tre varianti di altezza e quattro di lunghezza che diventano sei per i cabinati. Secondo Fiat, la trazione anteriore permette di risparmiare peso e avere più spazio nell'abitacolo, di progettare una meccanica più semplice ed efficiente, di abbattere i costi di gestione e migliorare la penetrazione aerodinamica, che sul nuovo Fiat Ducato ha un valore Cx di 0,31.

UN PRODOTTO GLOBALE – Del resto, la formula del Fiat Ducato è vincente da oltre trent'anni, come dimostrano i di 2,6 milioni di pezzi venduti dal 1981. Nessuna rivoluzione quindi, ma una costante evoluzione che oggi ha portato al debutto della sesta generazione. Henrik Starup, Responsabile Fiat Professional per la Regione EMEA, ha commentato “Nel primo trimestre di quest'anno il Ducato è stato il leader del mercato europeo con una quota del 20,1% e nel 2013 ci siamo posizionati secondi, vendendo 133.000 pezzi, con un modello che comunque è alla fine del ciclo di vita. Per questo siamo molto ottimisti riguardo al prossimo futuro”. Peraltro, il Ducato è uno dei prodotti più globali del Gruppo FCA, visto che viene commercializzato in più di ottanta Paesi, tra cui ci sono anche gli Stati Uniti, dove nel 2013 ha debuttato con il marchio Ram sul cofano e il nome di Promaster.

I NUMERI DELLA PRODUZIONE – Un altro record del Ducato è quello relativo ai numeri della sua produzione, come ha ricordato ancora Henrik Starup “L'investimento per il nuovo Ducato è stato di 700 milioni di euro negli ultimi cinque anni, con oltre 10,5 milioni di km percorsi. Grazie al Ducato lavorano 6.600 persone, molte delle quali sono impiegate nella nostra fabbrica di Atessa, che peraltro è lo stabilimento di veicoli commerciali leggeri più grande del mondo”. La commercializzazione in Italia è già iniziata in tutta la rete Fiat Professional, con un prezzo di partenza di circa 22.000 euro.

ESTETICA PERSONALE – Lo stile del Ducato è cambiato sensibilmente rispetto a quello del modello precedente, con una nuova direzione a V delle linee del frontale. L'obiettivo è quello di trasmettere, fin dal primo sguardo, sensazioni di funzionalità, di efficienza e di robustezza. La calandra si può scegliere in due colori diversi, i proiettori anteriori hanno le luci DRL e il paraurti in quattro parti distinte è stato progettato per abbassare i costi di riparazione. L'interno prevede tre diversi ambienti con livelli crescenti di qualità dei materiali, ma spicca il nuovo Supporto Multifunzionale che può accogliere sia smartphone e tablet, che i block notes, mentre i sedili hanno un tessuto anti macchia.

LA TECNICA – La scocca, le cerniere, le saldature e le porte sono state rinforzate nei loro punti nevralgici, mentre sospensioni e frizione sono state irrobustite. A spingerlo ci pensano i tradizionali turbodiesel Multijet, abbinabili in alcuni casi al sistema Start/Stop e al cambio automatico Comfort-matic. Si parte dal 2.0 con 115 CV e 280 Nm, passando per il 2.3, nelle versioni da 130 CV e 320 Nm e da 150 CV e 300 Nm, per finire con il 3.0 da 180 CV e 400 Nm. All'inizio del 2015, infine, arriverà anche un 3 litri Natural Power a metano, da 140 CV e 350 Nm. Il controllo di stabilità, insieme all'ABS, è di serie su tutte le versioni e include la funzione anti-ribaltamento con riconoscimento del carico (LAC) e l'Hill Holder. Standard è anche la radio MP3 con connettività Bluetooth, mentre è in opzione c'è lo UConnect da 5 pollici, con retrocamera e navigatore. Parlando di airbag, invece, su tutte le versioni c'è quello del guidatore, mentre l'altro frontale può essere di due tipi, a seconda che i posti anteriori siano due o tre; in ogni caso è di serie solo sugli allestimenti 'passeggeri'.

AL VOLANTE – Fatta la tara alle dimensioni e alle prestazioni del mezzo, stupisce la leggerezza del volante che sulle motorizzazioni 2.3 e 3.0 ha la servoassistenza variabile Servotronic. La posizione di guida è, per forza di cose, alta, per cui non c'è nessun problema di visibilità anteriore. Anche l'ergonomia è ben studiata, mentre il sedile molleggiato è comodo e regolabile in base al peso. Guidando il 3.0 turbodiesel si ha sempre a disposizione un'ottima spinta, che andrebbe comunque giudicata a pieno carico. Ad ogni modo, quello che conquista nel nuovo Fiat Ducato è la facilita di guida, che riduce al minimo i livelli di stress e aiuta i lavoratori che magari lo utilizzano per dieci ore al giorno.

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