Crisi e Finanziaria incerta: conviene cambiare auto in un clima come questo?

Crisi e Finanziaria incerta: conviene cambiare auto in un clima come questo? La Crisi sta durando più di quanto previsto e il Governo appare piuttosto indeciso su che tipo di Finanziaria approvare. Ai consumatori non resta che chiedersi: auto nuova o mi tengo la mia?

La Crisi sta durando più di quanto previsto e il Governo appare piuttosto indeciso su che tipo di Finanziaria approvare. Ai consumatori non resta che chiedersi: auto nuova o mi tengo la mia?

5 Settembre 2011 - 09:09

Che gli italiani siano disorientati dalla manovra di governo è ormai un dato di fatto. Siamo partiti in vacanza con la certezza che al ritorno avremmo trovato da pagare il contributo di solidarietà al di sopra di 90.000 euro di reddito, che l'età pensionabile sarebbe stata innalzata soprattutto per le donne e che anche l'Iva avrebbe subito ritocchi.

TUTTO IN DISCUSSIONE – Lo richiedeva l'UE, ma soprattutto i mercati finanziari per allentare la morsa speculativa nei nostri confronti. Già prima di ritornare tutto è fermo in alto mare. Ancora la maggioranza di Governo non ha espresso un quadro coerente della manovra. Il contributo di solidarietà è stato di fatto cancellato e forse relegato agli statali (a proposito che fine ha fatto il provvedimento che sospendeva per due anni il loro TFR?), l'intervento sull'età pensionabile cancellato e l'aumento Iva accantonato, almeno momentaneamente, perché le idee del governo in materia sono confuse. Patetica infine la proposta di eliminare dal calcolo dell'età pensionabile il riscatto della laurea e della ferma militare durata lo spazio di una notte e definita una bufala attribuita alla leggerezza delle valutazioni del ministro Sacconi.

CI VUOLE CORAGGIO – Ogni decisione comporta dei rischi e al governo compete l'onere di fare le sue scelte motivate e andare avanti a difenderle contro le inevitabili critiche. L'inflazione dei prezzi viaggia ai massimi livelli degli ultimi anni, il biglietto del tram a Milano aumenta del 50% e il potere di acquisto di stipendi e pensioni si riduce sempre più, secondo i dati Istat. Ne usciremo? Quando? Come? Sono tutti interrogativi che rimangono privi di risposta e che sempre più condizionano le nostre decisioni di consumatori. In questi giorni riaprono le scuole e i ragazzi hanno bisogno di libri e di altro. I costi dei mutui per le case acquistate negli anni pre-crisi rincarano continuamente e i senza lavoro (soprattutto giovani) aumentano.

COMPREREMO AUTO NUOVE? – Possiamo forse in questo clima pensare a cambiare l'auto? Ma neanche per sogno, a meno di non averne realmente bisogno. Dovremo sempre più pensare a tenerci quella che già possediamo e non sarà la pubblicità che esalta le qualità dei nuovi modelli e rende accattivanti le iniziative promozionali a convincerci del contrario. La crisi finanziaria degli ultimi mesi, aggravata dalla forte speculazione dei mercati nei confronti del nostro paese, rende molto più difficile la soluzione della crisi dell'auto. Qualche speranza per i concessionari di uscire dal tunnel era pensabile solo qualche mese fa; oggi è tutto più difficile. Ciò non significa che SicurAUTO voglia scoraggiarvi ma solo farvi riflettere sulla decisione migliore per voi consumatori.

OCCHIO ALLA MANUTENZIONE – In una situazione come questa è pertanto fondamentale guardare l'auto che si possiede come un bene da tutelare e proteggere con un buon piano di manutenzione e metterla nelle mani di professionisti che prima di essere bravi siano onesti. In tempi di magra è consigliabile non accontentarsi della comodità offerta dall'officina più vicina, ma spingersi magari a indagare sui prezzi praticati da officine un po' più in là di casa nostra e conviene forse essere preparati anche ad attendere qualche giorno in più per la riconsegna accettando con rassegnazione i disagi (in fondo non così gravi) di qualche giorno di spostamenti sui mezzi pubblici: i riparatori più bravi sono anche i più richiesti. Una volta erano le guerre a rendere più povera la gente oggi ci pensa il potere finanziario e la speculazione che colpiscono senza guardare in faccia a nessuno ed in maniera sempre più dura. Sperare di uscirne in tempi brevi è ormai impossibile. Abbiamo d'altronde rinnovato il parco di auto circolante in Italia più che ogni altro paese europeo. In poco più di dieci anni l'età media delle auto circolanti è passata da oltre 10 anni a 7,5; una delle più basse d'Europa. L'età media delle auto diesel circolanti è intorno ai cinque anni. Uno sforzo lo possiamo fare senza troppo soffrire. Ma dobbiamo cambiare abitudini. Sia come automobilisti, proteggendo al massimo la nostra auto, sia come riparatori cambiando atteggiamento verso i clienti. Poi, quando finirà il temporale ci sarà tutto il tempo (e i mezzi) per pensare a consumare.

di Nicola Giardino

Commenta con la tua opinione

X