Aftermarket automobilistico: cos'è davvero e cosa offre?

Aftermarket automobilistico: cos'è davvero e cosa offre? Quanti conoscono il vero significato di aftermarket automobilistico e quanti ne fanno uso corretto?

Quanti conoscono il vero significato di aftermarket automobilistico e quanti ne fanno uso corretto?

6 Giugno 2011 - 05:06

Quanti conoscono il vero significato di aftermarket automobilistico e quanti ne fanno uso corretto? La confusione che regna intorno al suo significato è tanta e per rendersene conto è sufficiente immettere la parola in qualsiasi motore di ricerca su Internet e attendere. Con grande sorpresa, in non pochi casi, la risposta sarà “mercato dei ricambi non originali”.

GRANDE CONTENITORE – A parte l'amenità, più correttamente l'aftermarket, o meglio il post-vendita automobilistico, rappresenta un grande contenitore in cui confluiscono tutti i servizi relativi all'utilizzo, alla manutenzione e alla riparazione delle auto e dei veicoli commerciali. Rientrano pertanto in esso i carburanti, i lubrificanti, le vernici, i ricambi, gli accessori, gli pneumatici nonché tutte le attrezzature necessarie a officine e carrozzerie per l'esercizio dell'attività di riparazione, manutenzione e ripristino. Nell'attività di aftermarket rientra anche il noleggio a breve e lungo tempo e il car sharing.

ORGINI DEL TERMINE – La coniazione di aftermarket è attribuita a Sara Wandermerwe e Juan Rada e risale agli inizi degli anni '80 in occasione di uno studio sul contenuto dei servizi nei prodotti industriali di massa (servitizzazione dei prodotti) nel quale gli autori dimostrano che in tutti i manufatti che compriamo si riscontra un sempre maggiore contenuto di servizi. La vecchia dualità prodotto-servizi è stata ormai da tempo sostituita da un rapporto molto ravvicinato e non più conflittuale, tanto che molti prodotti si sono trasformati in servizi. È il caso di IBM che ha sostituito la vendita di computer con la cessione del loro uso con contratti che prevedono il pagamento di una rata mensile onnicomprensiva: noleggio, servizio, manutenzione, riparazione e sostituzione al momento dell'inefficienza dovuta a invecchiamento o superamento tecnologico. Altrettanto Rolls Royce che alla vendita dei motori aerei ha sostituito la cessione in uso remunerata in base alle ore del loro utilizzo sui velivoli, accertate grazie all'impiego di speciali dispositivi elettronici telemetrici (“power by the hour”.) Per non trascurare il caso recente di velivoli da combattimento Lockheed dati in uso all'aeronautica greca e pagati limitatamente al tempo in cui sono in volo. La convenienza di questi contratti consiste nel controllo di tutti i processi post vendita di manutenzione, riparazione e ricambi sottratti in tal modo alla concorrenza delle organizzazioni di post-vendita indipendenti che vengono in tal modo estromesse dal business dell'aftermarket.

E NELLE AUTO? –  Il fenomeno è più recente, ma in forte espansione. Fino a quando le case auto erano impegnate a tener dietro a una domanda di mercato di auto nuove crescente, ha trascurato il post-vendita lasciandolo nelle mani degli operatori indipendenti. Nel momento in cui il mercato dell'auto ristagna, vengono proposti dalle case contratti di manutenzione onnicomprensiva (Mercedes, BMW, Toyota e altri), quelli di garanzia allungata (disponibili presso quasi tutte le marche), i servizi telematici di emergenza remota (nei quali prevalgono BMW; Mercedes e Toyota). La maggiore attenzione delle case auto ai servizi di post-vendita si accentuerà nel tempo per il trend positivo dell'aftermarket, un comparto che sfiora i 22 miliardi di euro, di cui il 64% è costituito da ricambi (originale e non) e il rimanente 36 da manodopera secondo le stime di Gipa Italia.

GRANDE MERCATO – Per dare un'idea della composizione e della struttura del mercato post-vendita va ricordato che le aziende sono oltre 100 mila con 350 mila addetti, i distributori e ricambisti sono complessivamente 6.500, le officine autorizzate circa 12 mila, le officine indipendenti 20 mila, i carrozzieri 6 mila. A tutto questo vanno aggiunti i servizi assicurativi relativi all'automobile, quelli finanziari e di noleggio a breve e lungo termine per valore e numero di addetti più che doppio. Questo mondo costituisce una ricchezza e una risorsa per chiunque abbia volontà, capacità e mezzi per inserirsi. Non è un mercato facile perché è frammentato, eccessivamente personalizzato, poco aperto a comunicare e ancora molto naif e incline all'improvvisazione.

LA SVOLTA – Come sempre accade, però, siamo alla svolta. Recentemente a Bologna in occasione dell'Autopromotec, fiera internazionale del post-vendita, si sono registrati forti segnali di cambiamento. L'aftermarket indipendente sta prendendo coscienza delle proprie potenzialità e delle grandi professionalità di cui è portatore. I responsabili della Fiera hanno dichiarato pertanto che non vogliono rimanere inerti fino alla prossima edizione del 2013. Attraverso AutopromotecEdu, un contenitore di iniziative, convegni, incontri tematici, la manifestazione bolognese ha dichiarato di voler interagire con gli operatori e le case per contribuire a qualificare e adeguare il settore post-vendita, elevandolo a un livello di qualità eccellente. E' sperabile che l'aftermarket indipendente sappia approfittarne per non perdere la battaglia con il post-vendita delle case.

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