Volkswagen: “La crisi europea non ci fermerà”

Il presidente del Consiglio di gestione di Volkswagen, Winterkorn: "La crisi europea non ci fermerà". Il colosso tedesco mira alla leadership mondiale

24 aprile 2012 - 6:00

Il mercato auto europeo non è dei migliori? Nessun problema: neppure la crisi del Vecchio Continente fermerà Volkswagen. Lo ha detto il presidente del Consiglio di gestione della casa di Wolfsburg, Martin Winterkorn (nella foto), parlando all'assemblea degli azionisti.

INVESTIMENTI – Infatti, Volkswagen conferma di voler costruire una fabbrica in Cina (sorgerà nella parte occidentale del Paese, nella provincia dello Xinjiang), e vuole investire 14 miliardi di euro nell'ex Celeste Impero, dove attualmente ha collaborazioni con i partner locali Saic e Faw. E i veicoli industriali e commerciali diventeranno “la seconda, forte colonna” del Gruppo: VW già possiede il 74% dei camion di Man e controlla anche la svedese Scania. Ma sono aperte tutte le opzioni per creare un polo integrato dei veicoli industriali e commerciali: si potrebbe arrivare a sinergie – a livello di costi – per almeno 200 milioni di euro l'anno. Il tutto, per diventare il primo Produttore al mondo, a livello di vendite di veicoli.

PORSCHE – L'anno scorso, VW ha congelato per motivi giuridici la prevista integrazione con Porsche, e lo stesso Winterkorn ha aggiunto che VW lavora per questo obiettivo: intende rilevare il restante 50,1% che ancora non possiede nella casa di Stoccarda. Al momento, con la recente acquisizione di Ducati, i marchi del gigante teutonico sono 12, anche se da tempo si rincorrono le voci sul tredicesimo possibile: Alfa Romeo di Fiat. Ma siamo ai rumors, nulla di più.

LA GERMANIA TIRA – Daltronde, VW ha il vantaggio che in Germania l'indice della fiducia delle imprese è aumentato per il sesto mese consecutivo. Il Paese tedesco, dove crescono le entrate tributarie, ai massimi storici, e dove cala la disoccupazione, è la prima economia dell'Unione europea e quarta nel mondo, e non sente la crisi in cui si dibattono altri membri dell'eurozona. I big global player esportatori dei vari settori scoppiano di salute, mentre i Dax 30, cioè le grandi aziende tedesche quotate alla Borsa di Francoforte, realizzano record negli utili: vedi, appunto, Volkswagen, oppure BMW.

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