Viterbo – “Sicurezza stradale, un progetto dimenticato”

Ho letto tempo fa su alcuni organi di informazione che l'assessore alle Politiche giovanili, Daniele Sabatini, ha partecipato attivamente, assieme ad assessori di altre città, alla riunione della ...

5 febbraio 2010 - 0:00

Riceviamo e pubblichiamo

– Ho letto tempo fa su alcuni organi di informazione che l'assessore alle Politiche giovanili, Daniele Sabatini, ha partecipato attivamente, assieme ad assessori di altre città, alla riunione della commissione Trasporti della Camera dei deputati, in cui si è discusso di sicurezza stradale.

E' stata sollecitata una maggiore disponibilità di risorse e un migliore coinvolgimento al tema da parte degli enti locali. Al Comune di Viterbo, il problema, già nella scorsa consigliatura era stato affrontato e, almeno da un punto di vista progettuale, ben chiarificato.

Infatti il 27/01/06, veniva presentato un progetto avente per oggetto “un campo scuola permanente di educazione stradale”. La giunta e il consiglio comunale avevano dato il loro assenso ufficiale a voler intervenire nel problema, accettando di costruire una struttura stabile, all'aperto, appositamente concepita e attrezzata per i giovani e i portatori di handicap, per consentire, su una rete stradale in scala ridotta, la circolazione di pedoni, ciclisti e di conducenti di veicoli, in rispetto di tutte le regole stradali e dei comportamenti connessi.

Il progetto era stato approvato all'unanimità, discusso in seduta congiunta dalla terza e quarta commissione e sottoposta a uno studio economico da parte del personale tecnico del Comune e poi è caduta la Giunta.

Il problema che veniva affrontato era ed è grande per numero e importante in quanto riguarda tante giovani vite.

La Provincia, il Comune, l'Aci, devono passare dalla teoria dei fatti. Ogni fine settimana si registrano uno o più incidenti, spesso mortali, e nessuno che si prenda la briga di dare una mano a queste giovani vite spezzate. Ci sono leggi per le morti bianche sul lavoro ma nessuno, dico nessuno che prenda a cuore il problema delle morti sulla strada, che sono elevate.

Le statistiche descrivono una crescita costante della incidentalità nelle più giovani fasce di età ed evidenziano che nel 90% dei casi l'incidente è determinato dal fattore umano. Esiste un piano nazionale della sicurezza stradale, esiste il Codice della strada che fissa programmi e metodi di educazione stradale nelle scuole di ogni ordine, ma nessuna attenzione solo disattenzione.

Da una recente indagine è emerso che l'insegnamento della sicurezza stradale non ha avuto diffusione nelle scuole pubbliche e private, o sembrerebbe al massimo, relegato a iniziative di dirigenti scolastici scrupolosi e ad attività estemporanee poco apprezzate dagli studenti.

E' necessario costruire una nuova cultura della sicurezza stradale evidenziando che l'elemento caratterizzante è costituito dalla scelta di affiancare all'obbligo della educazione nella scuola, un sistema di risorse, strumenti e incentivi che ne migliorino la fattibilità e la diffusione. Una teoria senza pratica spesso fa solo cultura.

Gli enti locali devono provvedere ad attenuare l'entità di tale problema, e, se non ne hanno le risorse, si devono avvalere di progetti finanziati da altri enti, Regione, Comunità Europea, ma devono intervenire. Il fenomeno sta assumendo l'entità di una epidemia collegata all'uso di alcool, fumo e droghe leggere o pesanti che siano.

La vita umana, soprattutto poi se si tratta di giovani, deve essere garantita e questo è il compito anche delle istituzioni. Chiedo pertanto di riattivare tutte le procedure per dare un nuovo impulso al progetto che, nel febbraio 2007 è stato anche oggetto di una progettazione di massima elaborata dagli uffici comunali.

Preliminarmente va verificato se in bilancio furono a suo tempo stanziati appositi fondi ed in caso affermativo se siano stati portati a residuo. In caso contrario il bilancio 2010 potrebbe essere la sede giusta per finanziare la spesa.

Suggerisco anche di verificare le opportunità offerte dai finanziamenti europei, nonché il coinvolgimento di amministrazioni locali (Regioni, Province, ecc.), partners e sponsor locali (industrie, banche, assicurazioni, ecc.) ed enti deputati allaeducazione stradale.

La presente dunque deve intendersi quale mozione “per la sicurezza stradale” per iscrivere l'argomento all'ordine del giorno del consiglio comunale.

Mario Quintarelli
consigliere comunale Pd

 

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