Violazioni del C.d.S. commesse da minore – contestazione del verbale – esercente la patria potest?

Violazioni del C.d.S. commesse da minore - contestazione del verbale - esercente la patria potestà. Prefettura di Avellino - Circolare n° 423/ area IV/ C.T. del 21 settembre 2003 ...

30 Aprile 2004 - 10:04

Violazioni del C.d.S. commesse da minore – contestazione del verbale – esercente la patria potestà.
Prefettura di Avellino – Circolare n° 423/ area IV/ C.T. del 21 settembre 2003

Prefettura di Avellino
Ufficio Territoriale del Governo

Prot. n° 423/ area IV/ C.T.

Oggetto: violazioni del C.d.S. commesse da minore – contestazione del verbale – esercente la patria potestà.

Pervengono frequentemente allo scrivente ufficio verbali di violazioni del Codice della Strada commesse materialmente da soggetto minore.

Spesso gli organi accertatori individuano in verbale il minore come trasgressore/conducente, ed allo stesso viene contestata la violazione, che successivamente viene notificata al proprietario del veicolo/responsabile solidale ed all'esercente la patria potestà sul trasgressore.

Tale procedimento è errato, e, come recentemente statuito dalla S.C. di Cassazione (sentenza prima sez.ne civile n° 4286/02), comporta l'invalidità del verbale.

La S.C., infatti, ha rilevato come il minore di anni 18, in quanto giuridicamente “incapace”, non possa essere destinatario di alcuna contestazione formale (art. 2 legge n° 689/81 come espressamente richiamato dall'art.195 del C.d.S.).

Pienamente responsabile della violazione è sempre e solo l'esercente la patria potestà, il quale è tenuto alla sorveglianza sul minore, e risponde in genere dei danni prodotti dallo stesso.

Ne consegue che “trasgressore” in senso tecnico è proprio l'esercente la patria potestà, e non l'incapace, che deve invece essere citato esclusivamente nella parte narrativa del verbale, ove viene anche descritto il fatto. Qui va esplicato anche, ovviamente, il rapporto intercorrente tra il conducente minore e colui al quale il verbale va contestato.

Pertanto la violazione dovrà essere imputata direttamente al genitore, individuato, si ribadisce, come trasgressore, ed al proprietario del veicolo, se soggetto diverso dall'esercente la patria potestà, come responsabile solidale.

In definitiva, la notifica al genitore di un verbale non redatto a suo carico non ha alcun valore, se non meramente conoscitivo.

Tanto premesso, nel pregare di dare la massima diffusione alla
presente, si raccomanda la dovuta attenzione nella redazione dei verbali indicati in oggetto, al fine di evitare l'archiviazione degli stessi per la formale carenza sopra descritta.

Avellino, 21 settembre 2003

p. il Prefetto
il Vice Prefetto Vicario
– dr. Napolitano –

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