Vigili: possono multare fuori servizio

Vigili: possono multare fuori servizio Il Tribunale di Parma ha deciso che gli agenti della Polizia municipale possono accertare le infrazioni stradali anche quando sono fuori servizio

Il Tribunale di Parma ha deciso che gli agenti della Polizia municipale possono accertare le infrazioni stradali anche quando sono fuori servizio

12 Dicembre 2014 - 09:12

Domanda: i vigili, fuori servizio, possono appioppare una multa? La risposta, almeno secondo il Tribunale di Parma, è sì. Per il giudice, gli agenti della Polizia municipale possono accertare le infrazioni stradali anche quando sono fuori servizio, quindi 24 ore su 24; ma a una condizione: questo deve avvenire sul territorio di loro competenza. La sentenza numero 892 del 24 giugno 2014, depositata il 29 luglio, e appena resa nota dal Comune di Parma, è del giudice Silvia Cavallari.

PRIMO: LA MULTA – La decisione nasce da un caso dell'agosto 2009, quando un agente della Polizia municipale, fuori dall'orario di servizio, si accorge che c'è un'auto in senso contrario: a forte velocità, sta per andare a sbattere sulla macchina in cui si trova l'agente stesso. Morale: il vigile contesta al conducente la violazione del Codice della strada per aver superato i limiti di velocità e per aver invaso la corsia opposta di marcia. Con il rischio di un frontale violento.

SECONDO E TERZO: IL RICORSO E L'APPELLO – A questo punto, il multato presenta ricorso al giudice di pace di Parma, ottenendo nel 2011 l'annullamento del provvedimento, con la motivazione che l'agente non era in servizio al momento dell'accertamento. Il Comune allora fa appello al Tribunale, e il giudice confermato la validità del verbale, rilevando che “non è previsto alcun limite di tempo nello svolgimento di attività di polizia stradale”, in quanto l'unico limite fissato dalla legge è quello della “competenza territoriale”. Il Tribunale, con sentenza depositata il 29 luglio ha quindi deciso che la multa va pagata, disponendo la compensazione delle spese di giudizio fra le parti.

A PROPOSITO DI SENTENZE… – Lo rammentiamo: è perfettamente legittimo che l'operatore di polizia stradale sanzioni violazioni senza contestare, ossia senza fermare subito il guidatore. Lo ha confermato il ministero dell'Interno, in un quesito che era stato posto proprio dall'Anvu (Associazione nazionale vigili urbani), con la nota 300/A/2/511901/110/26 del 4/3/2002. Il solo vincolo per l'esercizio delle funzioni è quello del territorio comunale o dell'eventuale territorio dell'Unione di comuni. A questo si sono conformati diversi giudici di pace (come quello di Belluno, con sentenza 80/2008). Però, come spesso accade in Italia, si trovano sentenze che vanno in una direzione, e sentenze che vanno nella direzione opposta (si veda la nostra intervista a Francesco D'Agata, dello Sportello dei diritti): il Tribunale di Camerino (Macerata), sezione civile, con la sentenza 99/2012 del 13 aprile, pubblicata il 17 aprile, ha detto che la multa è nulla se l'agente della Polizia municipale è fuori servizio. Comunque, premesso che un guidatore contromano e col piede pesante è una mina vagante da multare in modo proporzionato alla gravità del comportamento, va evidenziato che l'agente ha visto la propria incolumità minata dalla condotta scorretta dell'altro automobilista: si rischiava un frontale. Di qui, lo zelo nel multare il trasgressore. È legittimo credere che il senso del dovere del vigile continui a motivarlo ogni volta che si spoglia della divisa, anche quando ci sono situazioni “calde” che non lo riguardano direttamente, insomma pure quando è testimone non protagonista. Inoltre, è stato il Comune di Parma (che esce vincente dall'appello) a rendere nota la sentenza a proprio favore: alla stessa stregua, sarebbe corretto rendere note tutte le sentenze che lo vedono perdente nelle questioni attinenti il Codice della strada, e così dovrebbero fare tutti i Comuni.

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